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Un modo facile e veloce di aiutare una ONLUS? è Hug – Tap to Donate, la migliore app per festeggiare il #DonoDay2015

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno :-) ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Domenica 4 ottobre si celebra in Italia la Giornata del Dono 2015. Sarà una prima volta, visto che la Legge che istituisce questa nuova ricorrenza è stata proposta dal Presidente della Repubblica emerito, Carlo Azeglio Ciampi nel marzo scorso per essere approvata qualche mese più tardi, giusto in tempo per la celebrazione.

Ma che cos’è la Giornata Nazionale del Dono?

Si tratta di un’occasione, niente di più, per ricordare l’importanza di tutte quelle associazioni che operano, a vario titolo, sul territorio, e mettono a disposizione l’impegno gratuito (ma non per questo meno intenso) di tanti volontari.

Pensate alla Protezione Civile, o alle ambulanze: cosa sarebbero senza il tempo, le energie e la disponibilità di chi si è offerto per portarle aventi, senza ricevere in cambio alcun compenso? Gli esempi potrebbero continuare a lungo, perché l’Italia è sì una Repubblica democratica fondata sul lavoro, come dice la Costituzione all’articolo 1, ma anche sul volontariato (senza l’ambizione polemica di introdurre qui il tema di quando le due cose, purtroppo, si mischiano).

Ma torniamo a noi: la Giornata del Dono è un’occasione per dire grazie, quindi. Ma può essere anche quella per offrire un segno tangibile della propria gratitudine nei confronti di chi mette le sue energie al servizio degli altri e del bene comune, e non poteva esserci giorno migliore per il lancio di Hug – Tap to donate!

hug-tap-to-donateDi cosa si tratta?

Hug è un’app per smartphone e tablet, a tutti gli effetti. Si può scaricare, gratis, sia dal Play Store di Google che su iTunes. è stata inventata dalla startup milanese “Do Solidale”, e si propone come il modo più facile, veloce e sicuro per sostenere con il proprio contributo (questa volta economico) le varie ONLUS e associazioni che operano sul territorio.

Come funziona?

è molto semplice: Hug mette a disposizione un elenco di ONLUS, selezionate per aver dimostrato efficienza, gestione trasparente delle donazioni e concretezza dei progetti messi in campo.

Non sono parole vuote, di cui si riempiono la bocca in tanti:

  • efficienza qui vuol dire spendere almeno il 70% dei fondi raccolti in progetti (quante associazioni conosciamo, invece, che usano la maggior parte delle loro risorse solo per mantenere la propria struttura in vita? Diverse, ahinoi..);
  • trasparenza, invece, significa aver sottoposto il bilancio al controllo di un revisore contabile.

Non si scherza, insomma!

Da questo elenco ognuno di noi può scegliere a chi destinare una donazione, che naturalmente resta tracciata: accreditata direttamente sul conto della ONLUS, è vincolata alla realizzazione del progetto proposto – e beneficia anche delle agevolazioni fiscali previste dalle normative.

Per donare basta associare una carta di credito o un conto PayPal all’app, scegliere con un tap (to donate) a quale progetto destinare i nostri soldi e.. voilà, il gioco è fatto!

Perché ci piace?

Hug – tap to donate ha tutte le carte in regola per aprire la strada al futuro delle donazioni:

  • tiene traccia di ogni movimento e vincola chi riceve il denaro a usarlo come ha promesso: ricordate come finì con la “Missione Arcobaleno” ? Ecco: casi come quello, con questa app (e tutto il sistema di controlli che le sta dietro, e dentro) non dovrebbero più verificarsi
  • consente di donare ovunque si è: siamo in viaggio e conosciamo un’associazione che riteniamo meritevole del nostro aiuto? Basta cercarla nell’elenco per trovarla in tempo reale, e sostenerla!
  • la libertà di donare come, dove e quando si vuole può spingerci a farlo anche quando siamo in compagnia; pensate che bello se un sabato sera, al bar, tirassimo fuori lo smartphone e parlassimo coi nostri amici del bene che abbiamo fatto durante la settimana, invitandoli a fare altrettanto..
  • “arriva” in maniera naturale ai più giovani, che ormai vivono con lo smartphone sempre addosso (che brutto dover parlare dei giovani in terza persona 🙂 ); senza contare che anche chi usa le app per scommettere con Hug – tap to donate può trovare una valida alternativa: il funzionamento è lo stesso, ma il risultato qui può essere molto migliore

Insomma, se non si era capito Hug – Tap to donate è un’idea che ci ha stregati, e alla quale auguriamo tutta la fortuna di questo mondo.

Voi, invece, che ne pensate?

Idee per rendere un matrimonio speciale? AIRC lancia #UnBuonInvito, la lista nozze solidale. Come funziona?

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno :-) ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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unbuoninvito-aircCi si sposa sempre meno, e personalmente credo proprio non sia una #buonanuova..

Chi si sposa, però, sempre più spesso sceglie di condividere la bellezza e la gioia di quel giorno non solo con i parenti, gli amici, i colleghi e così via, ma anche con chi è meno fortunato: poveri, bisognosi, ammalati..

Le bomboniere solidali sono una pratica ormai consolidata:

  • costano (in genere) meno rispetto a oggetti magari più elaborati, ma che non sempre trovano un’utilità nella casa del destinatario del dono;
  • sono, spesso, originali e fatti a mano;
  • e poi parte del loro costo viene destinata a finanziare importanti progetti di sviluppo, di diverso genere.

Meglio queste o il classico soprammobile in argento che poi tutti si portano a casa, salvo nasconderlo poco dopo nell’angolo più recondito del mobile più inaccessibile del salotto?

Del resto le occasioni speciali sono il momento migliore per fare un po’ di raccolta fondi, e gli sposi (e gli invitati) che vogliono condividere la propria festa con qualcuno che non se la passa altrettanto bene da qualche tempo hanno una freccia in più al proprio arco: è #UnBuonInvito, la lista nozze solidale di AIRC.

Diciamo “lista nozze solidale”, ma in realtà il modello proposto si presta bene anche per altre situazioni: i battesimi, le comunioni, gli anniversari.. Persino i compleanni!

Insomma: tutte le occasioni di festa possono diventare lo spunto e l’opportunità per #UnBuonInvito, e costruirlo (e mandarlo ai propri amici) è davvero semplice. Bastano infatti un computer, una connessione a internet e 10 minuti del nostro tempo!

Come si fa?

Basta collegarsi a questo sito, messo in piedi dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC): si inseriscono i dati, si descrive l’evento durante il quale vogliamo condividere la nostra gioia con qualcuno, si può anche personalizzare la pagina e.. via: siamo online!

Poi si può girare l’invito agli amici, aggiornare la pagina con foto e messaggi e vedere l’importo – frutto della generosità dei nostri amici – continuare a salire, con la fiducia di sapere che i soldi raccolti saranno utilizzati per la ricerca sul cancro.

Come donare?

Due le modalità disponibili, carta di credito e PayPal, e questo circoscrive un po’ il campo: per intenderci, nonna difficilmente potrà farvi un regalo diverso dalla classica busta con banconote di taglio pesante..

Ma l’idea di poter condividere in maniera semplice, veloce e utile la propria gioia anche con chi soffre è sicuramente una buona idea. Anzi, una #buonanuova!

Internet per tutti, a cifre contenute. Come? Ecco il nuovo progetto di Elon Musk, fondatore di Paypal, Tesla, SpaceX e…

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno :-) ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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spacex-falcon9Internet per tutti.

Per noi sembra (quasi) scontato – nonostante la connessione in Italia non brilli certo per efficienza, paragonata con quella dei Paesi meglio attrezzati in materia – ma basta andare in vacanza in un Paese esotico per farsi un’idea completamente diversa: la nostra chiave d’accesso al mondo non è poi così universalmente riconosciuta, e ci sono vaste aree dove o ci si appoggia a una rete WiFi (spesso zoppicante) o non c’è verso di farcela.

Ma senza andare lontano, basta guardare all’Unione Europea: ok, dal 2017 (pare che) il roaming internazionale sarà abolito, o quantomeno che le tariffe dovranno tendere ad avvicinarsi a quelle applicate dagli operatori nel loro Paese “d’origine”, ma, ad oggi, chi vuole andare in vacanza all’estero e usare internet o si sgama con qualche “trucchetto” (tutto assolutamente alla luce del sole, per carità) prima della partenza o rischia di ritrovarsi con il credito telefonico prosciugato, come abbiam visto anche in un approfondimento su Ultimoprezzo.com (e che, se volete, potete scoprire anche voi 😉 ).

Torniamo a noi, e al progetto di internet per tutti. In passato ci hanno provato in diversi, tipicamente multimiliardari stile Bill Gates (e, puntualmente, molti giornali hanno titolato passando da “il capriccio di” a “il sogno di”, liquidando la faccenda come una follia); oggi iscriviamo in questa lista anche il nome di Elon Musk, un altro “Paperone” dei giorni nostri che con l’etichetta di “visionario” convive ormai da tempo.

Il progetto, suo e della sua SpaceX (l’azienda spaziale costruita dal creatore di PayPal e Tesla con l’obiettivo di portare gli uomini a colonizzare Marte), non ha niente di nuovo negli obiettivi: aspira infatti a creare una rete internet a disposizione di chiunque e ovunque nel mondo, come tanti altri. La novità, semmai, è nella formula su cui si sta lavorando: 4mila satelliti piccoli ed economici, da posizionare in orbite basse, in modo da garantire una copertura totale del nostro Pianeta con la banda larga.

Satelliti piccoli, perché possano avere un impatto inferiore rispetto a quello di altri progetti (anche se quello della spazzatura comincia a essere un problema anche nello spazio, e le soluzioni proposte sono ancora a livello embrionale); satelliti economici, per abbattere i costi iniziali e permettere così di offrire la connessione a internet a banda larga a prezzi competitivi, e contenuti.

L’idea c’è, le autorizzazioni anche: si parte con i test forse già nel 2016, con l’obiettivo di arrivare a creare la rete completa entro il 2020: se nella fase sperimentale le antenne dei satelliti si dimostreranno in grado di fornire un segnale senza interruzioni, la strada sarà tracciata, e il progetto potrà prendere il largo. Ammesso che si riescano a vincere anche le riserve dei Governi più riottosi e meno disposti all’apertura, per i quali si sta studiando un’apposita “schermatura” (onde evitare di creare malumori)

Avere internet dallo spazio, e poterlo avere (quasi) ovunque, comunque, sarebbe una gran cosa; non trovate? 😉