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il Cenone della Vigilia a Milano è solidale: 300 pasti caldi aspettano i senzatetto all’Hub di via Tonale

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno :-) ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Il Natale è più bello se la festa è davvero per tutti!

E’ per questo che, a Milano, Fondazione Progetto Arca ONLUS ha deciso di fare un regalo anche a tante persone senza fissa dimora, offrendo loro il Cenone di questo Natale 2015 ormai alle porte!

Il teatro di questo appuntamento sarà il grande Hub di via Tonale, a due passi dalla Stazione Centrale: quello che nel quotidiano è un simbolo dell’accoglienza “alla milanese”, per una notte indosserà anche il vestito delle grandi occasioni in modo da regalare un momento di vero sollievo, di entusiasmo e di socializzazione a tante persone che – per ragioni diverse – sono invece finite ai margini.

progetto-arca_pasto-senza-fissa-dimoraAntipasto. Primo e secondo. Poi il più classico dei panettoni (a Milano, potrebbe essere altrimenti? 🙂 ), accompagnato con una squisita crema di zabaione.

è questo il menù culinario della serata della Vigilia, ma altrettanto interessante è la proposta di un accompagnamento musicale (a cura di un DJ della Bar Boon Band, che mixerà brani classici natalizi e alcuni successi internazionali).

Non potrà mancare, poi, lo scambio di doni: ogni ospite della serata riceverà infatti uno zaino, contenente un kit igienico e alcuni capi invernali come sciarpe, guanti e cappello di lana. Un dono ancora più bello perché arriva da Leffe, un paesotto della Val Seriana dove c’è una squadra di volontari che sotto la guida di Antonia Bertoni confeziona a mano, ogni anno, centinaia di capi di lana da regalare durante la notte di Natale ai senza fissa dimora assistiti dai volontari di Progetto Arca.

Una bella festa per regalare un momento di sollievo da preoccupazioni molto immediate, come trovare qualcosa da mettere sotto i denti ogni giorno e ripararsi dal freddo che purtroppo l’inverno si appresta a portare.

L’augurio è che sia un Buon Natale davvero per tutti, e appuntamenti come questo ci fanno sperare che dalla gioia della festa davvero nessuno possa restare escluso.

Babbo Natale fa bene due volte: porta i regali e aiuta chi soffre di distrofia muscolare, ecco come possiamo aiutarlo!

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno :-) ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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casa-babbo-nataleIl sogno di ogni bambino? Facile da immaginare, specialmente di questi tempi: incontrare Babbo Natale, anzi poterlo ospitare a casa!

E’ un sogno, ma per qualcuno può diventare realtà sapete? Sì, perché UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) offre proprio questa opportunità a quelli che la vogliono aiutare.

Del resto la ricerca ha bisogno di fondi per andare avanti, e anche le associazioni che si offrono di fare da “cuscinetto” aiutando le persone affette da qualche grave malattia, o di sostenere le loro famiglie in questa dura prova, hanno altrettanto bisogno di un contributo, sia in termini di impegno e di volontari che per pagare le strutture, la comunicazione, e tutto ciò che serve per andare avanti.

Per questo UILDM ha avuto un’idea davvero originale e affascinante: arruolare una squadra di Babbo Natale che portino gli auguri e i regali nelle famiglie che ne fanno richiesta.

Immaginate quale potrebbe essere la faccia di vostro figlio nel momento in cui vi suonassero il campanello e fuori dalla porta ci fosse.. Babbo Natale in persona, con i regali per lui. Emozionante, vero?

Per fare questa sorpresa, UILDM chiede solo un contributo, che poi sarà destinato alle attività dell’associazione. Il minimo è 50 euro, ma poi sta al buon cuore di ciascuno decidere in quale misura contribuire, per regalare un sogno a un bambino e una speranza a chi sta lottando contro una carogna come la distrofia muscolare.

Il progetto è attivo da anni, e riscuote sempre un grande successo. Al momento i Babbo Natale di UILDM portano i loro auguri, la sera della Vigilia, a Milano e nel suo hinterland.

Conoscete altre esperienze simili e ce le volete raccontare? Vi aspettiamo nei commenti 😉

Se invece volete avere maggiori informazioni sul Buon Natale di UILDM, qui trovate tutto quel che vi serve!

Quando arriva Natale? In una piccola città canadese è arrivato a ottobre, ecco il commovente motivo

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno :-) ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Il Natale quando arriva arriva

diceva Renato Pozzetto in una pubblicità davvero celeberrima, ma nonostante questo lui è sempre rimasto lì, al 25 dicembre, a far sognare i bambini di tutto il mondo. Tranne che in un paesino del Canada..

Già, perché lì il Natale è arrivato con due mesi in anticipo: il 24 ottobre, St. George si è vestito a festa con luminarie, alberi di Natale, case decorate con fiocchi di neve e quant’altro serve per creare la tipica atmosfera natalizia. Ma perché?

Semplice: perché a St. George abita Evan, un bambino di 7 anni che ha chiesto di vedere il Natale in anticipo. Badate bene: il suo non è stato un capriccio, ma solo l’ultimo desiderio di un bambino condannato a convivere con un tumore al cervello che potrebbe non lasciargli ancora troppo tempo a disposizione. Dopo cinque anni di lotta, infatti, i medici che hanno Evan in cura hanno scritto una diagnosi che suona come una sentenza: il tumore sta crescendo, e il bambino potrebbe avere solo poche settimane di vita davanti a sé.

buon-natale-evanLa madre di Evan, però, ha voluto fargli un ultimo regalo. Per questo ha creato una campagna di crowdfunding e una pagina Facebook nel tentativo di coinvolgere tutta la città e convincerla a vivere il Natale in anticipo di un paio di mesi rispetto al programma tradizionale.

La richiesta di Shelly (questo il nome della madre di Evan) è stata chiara, e neppure particolarmente esagerata: 1500 $ per poter donare un sogno a suo figlio, più l’impegno, di tutti quelli che potevano, a contribuire alla realizzazione del progetto.

Il risultato è andato ben oltre le aspettative: la campagna ha raccolto più di 46mila dollari, ma quel che è ancora più straordinario è che la sera del 24 ottobre 2015 la città di St. George si è stretta davvero attorno a questo bambino e alla sua famiglia per permettergli di veder realizzato il suo sogno più grande: vivere, un’ultima volta, il Natale e la sua impareggiabile magia.