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Quante volte al giorno bisogna bere? E’ nata Seed, la bottiglia intelligente che ce lo ricorda: arriverà anche da noi?

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno :-) ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Gli studi scientifici concordano: bere fa bene, e bisognerebbe bere due litri (di acqua, eh?!? 🙂 ) ogni giorno.

Su la mano quanti ce la fanno..

Succede soprattutto al lavoro: concentrati come si è su quelle che si deve fare, ci si dimentica del resto; e il nostro organismo ne fa le spese, perché senza il corretto apporto d’acqua si rischiano anche gravi patologie a carico dell’apparato escretore – e non solo.

Come si fa, quindi, a ricordarsi che è il momento di bere, o a capire quando è giusto farlo? Ancora una volta è la tecnologia a venirci in soccorso con Seed, la bottiglia intelligente!

Il progetto è stato pubblicato su Indiegogo, e grazie al crowdfunding ha raccolto quanto gli serviva per essere sviluppato. Cioè, in realtà ha ottenuto molto di più: quasi 600mila dollari a fronte di una richiesta di soli 20mila!

Il motivo è presto spiegato: Seed è un assistente validissimo per ricordarsi di bere quando serve, anche se non ce ne accorgiamo. Stiamo facendo sport? Lo capisce, lo traccia e in base ai parametri ambientali sa dirci quando è il caso di fare una pausa per dissetarci. Siamo impegnati in una sessione di studio? Vibrando ci avvisa quando è giusto fare una pausa per un sorso. Ma non solo..

Seed riesce anche a indicarci lo stato dell’acqua in bottiglia: che temperatura ha? è lì da un po’ o è ancora fresca?

Ancora, Seed si può collegare allo smartphone per passare i nostri parametri su quanto abbiamo bevuto, e quanto consumato, nel corso della giornata, in modo da tenere traccia dei comportamenti e capire se si possono migliorare.

Non solo: essendo una bottiglia riutilizzabile ci aiuta anche a non inquinare utilizzando altre bottiglie di plastica: si può riempire infinite volte anche dal rubinetto, e l’ambiente ringrazia.

Il tutto con un dispositivo, il cui cuore pulsante è nel tappo, che tiene la carica per un anno.

Ora che ha ottenuto i finanziamenti Seed è pronto per arrivare sul mercato; oggi siamo abituati ai comuni tappi di plastica, senza alcun pregio, buoni soltanto per essere riciclati; ma quanto questo tappo smart per la bottiglia intelligente potrà arrivare in tutte le case a un prezzo accessibile, quanto ci aiuterà a vivere meglio?

Il video di presentazione è una buona traccia per cominciare a scoprirlo 😉

Un bottone per contrastare gli stupri: in America sta nascendo grazie al crowdfunding, a quando anche in Italia?

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno :-) ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Usare violenza è sbagliato e odioso, farlo su una donna è – se possibile – anche peggio.

Le statistiche più recenti dicono che, in America, 1 donna su 5 ha subito uno stupro nella sua vita (quella degli stupri nei college, ad esempio, è una vera e propria emergenza sociale, e di stupri si parla parecchio anche su Medium con tanti racconti in prima persona come questo – che vi consiglio di leggere, anche se è in inglese), e nonostante gli strumenti di contrasto messi in campo di certo non manchino, la piaga continua a dilagare.

Ora c’è una novità che arriva dal mondo della tecnologia, e dal crowdfunding: su Indiegogo, Athena sta raccogliendo i fondi necessari per poter essere sviluppata.

athena_roar-for-goodChe cos’è Athena? A guardarla, si tratta di un semplice e piccolo bottone rotondo, con una clip che permette di allacciarla ai pantaloni, o come pendente di una collana. Le qualità, in effetti, Athena le ha al suo interno: basta pigiare sulla sua superficie perché emetta un segnale d’allarme, e contemporaneamente invii un messaggio di testo indicando il posizionamento geografico (suo e di chi la indossa) a una serie di destinatari salvati come contatti d’emergenza.

L’idea è piaciuta molto, a conferma del fatto che il problema è molto sentito, al punto che a fronte di una richiesta di 40mila $ per il suo sviluppo ha ottenuto tutto il budget necessario in sole 48 ore e continua a macinare record.

Visto che spray al peperoncino e taser non sono ancora in dotazione per tutti, e che comunque negli aeroporti vengono (giustamente) confiscati, Athena è un’ottima alternativa anche per chi si sta mettendo in viaggio, e magari teme di poter incappare in brutte compagnie.

Senza contare che può trovare un impiego non solo nel contrasto agli stupri, ma anche come bottone d’emergenza in tante altre situazioni aiutando a salvare delle vite. Scusate se è poco..

Le prime spedizioni sono previste per il marzo del 2016; se volete acquistarlo o scoprire ancora di più, ecco il link di riferimento 😉

Non fa schiuma, non inquina ma lava più di qualunque detersivo: è una saponetta a ultrasuoni, quando potremo usarla?

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno :-) ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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La lavatrice è entrata nelle nostre case da cinquant’anni o poco più, eppure è difficilissimo farne a meno: vuoi mettere la comodità di buttare tutto dentro, aggiungere un po’ di detersivo e aspettare che sia lei a fare il lavoro “sporco” ? I nostri nonni (anzi: le nostre nonne) erano costretti (e) a portare il mastello fino al lavatoio più vicino, e spesso al fiume, che non è proprio dietro l’angolo per tutti.. Per fortuna per le nostre mamme, e per noi, la storia è cambiata!

Per i nostri figli, però, potrebbe cambiare di nuovo. Su Indiegogo, la piattaforma di crowdfunding che si contende questa innovativa piazza con Kickstarter, è arrivato Dolfi, un brevetto davvero rivoluzionario.

dolfiA guardarlo sembra in tutto e per tutto una saponetta: è bianco, ha i bordi arrotondati; ha persino inciso il nome sulla faccia superiore 🙂 Della saponetta recupera un’utilità: quella di pulire! Ma non lo fa con “la forza smacchiante del sapone”, bensì con la tecnologia a ultrasuoni che rimuove le macchie e gli odori.

Bastano 30/40 minuti, un po’ d’acqua, un po’ di detersivo e un lavandino (o un bidet, o.. un cestello della lavatrice) per pulire fino a 2kg di bucato, sebbene poi lo si debba risciacquare sotto l’acqua corrente perché questa funzione, ahinoi, ancora non è prevista.

Dolfi pesa 300 grammi, consuma 80 volte meno acqua rispetto al lavaggio di una lavatrice, è così piccolo che può stare nel palmo di una mano (misura 8 centimetri per 3 di spessore) e costa solo 99 dollari nella fase di lancio proposta su Indiegogo.

dolfi-before-afterPer le lenzuola non è ancora adatto, ma può essere un ottimo compagno di viaggio per chi si muove spesso e non ha la possibilità di portarsi appresso decine di cambi: consuma poco, inquina pochissimo e i risultati – assicurano le immagini – sono entusiasmanti.

I vestiti diventano “più bianchi del bianco”, e se il mercato premierà questa novità chissà che non possa aprirsi una strada per creare un modo nuovo e più rispettoso dell’ambiente di fare il bucato. Vi piacerebbe? Non resta che aspettare un pochino: i primi Dolfi cominceranno a essere spediti sotto Natale negli Stati Uniti, e per quelli che lo hanno acquistato dall’Italia l’attesa potrebbe essere solo poche settimane più lunga.

Nel frattempo, perché non ingannarla guardando il video di presentazione del progetto? 🙂

*fonte immagini: https://goo.gl/6pYnsr

Trasformare qualsiasi bici, facendola diventare elettrica: ecco Add-e, il progetto che nasce su Indiegogo, avrà successo?

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno :-) ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Detto degli orti del futuro (e di tante altre cose, nella nostra – nutritissima! – sezione tecnologia), oggi torniamo a un altro dei temi cardine di uno sviluppo sostenibile per il futuro: la mobilità. Non è un mistero che i combustibili fossili siano in via di esaurimento, sebbene spesso facciamo finta di non sapere che è così, ed è anche per questo che le case automobilistiche stanno progettando auto ibride, o elettriche, o altre risposte al bisogno di muoversi con facilità, velocità e nel rispetto per l’ambiente all’interno delle città, sempre più affollate.

L’alternativa non è una sola: c’è il trasporto pubblico, c’è l’andare a piedi, ma – come sapete se ci seguite da un po’ – la preferenza di chi scrive va, innanzitutto, alla bicicletta. Biciclette moderne eh, come Leaos Bike, col suo telaio a energia solare, o come Free Duck di Ducati Energia, un marchingegno che consente di rendere elettrica qualunque bicicletta – anche i ferrivecchi!

add-e_bici-elettricaUn’altra novità che somiglia molto a quest’ultima sta nascendo su Indiegogo, grazie al crowdfunding: è Add-e, un dispositivo dalle potenzialità davvero incredibili!

All’apparenza non gli daresti due lire: si tratta infatti di una scatoletta, nera e abbastanza simile a una dinamo, e di una borraccia metallizzata, da montare sul tubo trasversale; un “travestimento” perfetto, insomma, perché chi non lo sa potrebbe anche non accorgersi che sta guardando una bici elettrica (cosa che invece nei modelli attuali è piuttosto evidente: con quel telaione che si ritrovano..)

Con questi pochi accorgimenti, ogni bicicletta può diventare una bici elettrica! Si monta la “scatoletta” sulla ruota posteriore, dove può fungere da rullo in grado di dare una spinta, mentre la borraccia cela il pacco delle batterie, in grado di far viaggiare a 25km/h per 50km di fila ogni ciclista, con una sola carica.

I vantaggi di Add-e? Con una sola spesa, si può trasformare qualsiasi bici in una bici elettrica, anche quella vecchietta (ma ora tornata di moda) del nostro nonno, con le guarnizioni in pelle sul manubrio – per dire.

Il difetto? E’ vero che si acquista una volta sola (finché funziona), ma lo “starter pack” costava 750$ + 20$ di spedizione ed è già andato esaurito; oggi per comprare Add-e su Indiegogo servono almeno 890$, che non è proprio uno scherzo..

Ma se ci pensate, tra bollo, assicurazione e carburante (che qui non dovete pagare), è sempre molto più vantaggioso che avere una macchina. Oltreché salutare, e rispettoso dell’ambiente 😉

Qui trovate il video che spiega il funzionamento di Add-e..

..questo, invece, è il link dove scoprire tutti i dettagli del progetto (in inglese)

Si può davvero scaldare una stanza spendendo pochi cent? Ci prova Egloo, un’idea Made in Italy nata grazie al crowdfunding: scopriamo come fa!

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Alessandro Fumagalli

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Parlare di come alzare la temperatura in casa di un paio di gradi, di questi tempi, può sembrare fuori luogo; ma visto che l’inverno prima o poi tornerà (e tanti stanno sognando che questo giorno sia più prima che poi 🙂 ).. Beh, meglio farsi trovare pronti no?

Una soluzione arriva dal crowdfunding, ancora una volta, e da un progetto di uno studente romano realizzato con una stampante 3D. Crowdfunding, stampa 3D.. Quante volte abbiamo visto arrivare novità rivoluzionarie da questi due ambiti, qui su buonanuova? 🙂

egloo_marco-zagariaAnche Egloo nasce proprio così, ma di cosa si tratta?

E’ una piccola cupola in terracotta, del tutto simile ai diffusori (di profumo) che popolano le case di tanti di noi. Nella base si posizionano 4 candele, roba da 10 centesimi di impegno (più la spesa per il fiammifero necessario ad accenderle); la cupola ha un’intercapedine che conserva il calore delle fiammelle quando bruciano, e lo diffonde gradualmente nella stanza grazie alle caratteristiche della terracotta. Bastano 20 minuti dall’accensione per alzare la temperatura di un locale di 20 mq di un paio di gradi.

Egloo può essere uno scaldino ideale per gli studenti, come era Marco Zagaria (ossia il suo inventore) prima di cimentarsi in questa nuova avventura. Un’avventura che ha scelto il crowdfunding di Indiegogo come piattaforma per la raccolta di fondi (dove il progetto ha ottenuto 240mila $, ossia circa cinque volte tanto rispetto al budget iniziale), e che ora si svilupperà con una produzione che parte da uno stampo realizzato grazie a una stampante 3D.

Beh, che dire? Bravo Marco, perché anche se la soluzione non risolve il problema delle temperature rigide comincia a essere un aiuto nel contrastarle, ed è ancora più importante perché – visti i bassi costi – è davvero alla portata di tutti.

Ora che il progetto di scaldare una stanza di un paio di gradi con Egloo ha preso il largo, chissà che non si riesca a trovare anche un’idea per giorni come questi di questo caldissimo luglio 2015, in cui le temperature le si vorrebbe abbassare: ce ne sarebbe altrettanto bisogno 🙂

salvare la Grecia dal default: c’è chi prova con un referendum e chi con una campagna di crowdfunding, ci riuscirà?

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Alessandro Fumagalli

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Premessa: il crowdfunding è una cosa seria!

Ha permesso di realizzare tanti progetti utili – come Gravity Light, che campeggia fiera negli uffici di Axura – e di dare linfa e slancio a tante altre idee interessanti. Poi ci sta: di tanto in tanto salta fuori qualche cialtroneria, come la virale Potato Salad, e si guadagna qualche trafiletto sui media.

E’ successo anche a Greek Bailout Fund! Continua la lettura di salvare la Grecia dal default: c’è chi prova con un referendum e chi con una campagna di crowdfunding, ci riuscirà?

Gravity Light, la forza di gravità per dare luce a 1.5 miliardi di persone

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno :-) ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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gravity-light_imballaggioClick, clack: giriamo la chiave nella serratura, pigiamo un bottone e abbiamo la corrente elettrica e luce a illuminare i nostri passi quando rincasiamo. Ogni giorno.

Per noi è scontato, ma per un miliardo e mezzo di persone (!) nel mondo questo gesto, semplicemente, non esiste. Così come non esiste la corrente elettrica.

Proviamo a immaginare, ora, come sarebbe la nostra vita senza: niente elettrodomestici, niente TV. Niente smartphone e tablet. Niente insegne luminose, niente strade sicure, e persino il computer dal quale scrivo dopo qualche ora smetterebbe di funzionare (con vostro sommo sollievo 😉 ).

Quello che noi fatichiamo a immaginare è realtà quotidiana per un miliardo e mezzo di persone nel mondo. Il 20% della popolazione mondiale. Lo credereste? I dati parlano chiaro, e proprio da questa mancanza è nata l’idea del team di Deciwatt: Gravity Light.

Continua la lettura di Gravity Light, la forza di gravità per dare luce a 1.5 miliardi di persone