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Circo InZir porta spettacoli e divertimento nei Paesi più poveri, quale sarà la prossima mèta?

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno :-) ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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fonte immagine: circoinzir.wordpress.com
fonte immagine: circoinzir.wordpress.com

Il martedì, su #buonanuova, è il giorno delle associazioni: cerchiamo storie di realtà che si reggono soprattutto sul volontariato, e che propongono progetti di solidarietà a 360°;

ne conosci qualcuna e vorresti che ne parlassimo? Scrivi a buonanuovablog@gmail.com, potrebbe diventare la nostra “prossima puntata” 😉

Oggi parliamo di Circo InZir, un progetto che nasce a Bologna (InZir, infatti, è il modo dialettale per dire “in giro”) in seno a Teatro Circo per offrire alle popolazioni dei Paesi più disagiati – a causa della povertà, della guerra, o del letale mix tra questi due ingredienti – un momento di svago e di divertimento.

L’arte è davvero un linguaggio universale, e quella di strada lo è ancora di più: supera le barriere che dividono le diverse culture e le rende in grado di comunicare tra loro, usando il sorriso come chiave per aprire tutte le porte.

E’ così che, nel 2012, da una “massa” eterogenea si è formato un collettivo di artisti, coagulato attorno all’idea di usare il circo come mezzo di condivisione dell’arte nel mondo. Raccolti i fondi necessari per dare il “la” all’idea, naturalmente attraverso cabaret e spettacoli a offerta libera, Circo InZir è partita nel 2012 alla volta del Sahara Occidentale per presentare il proprio spettacolo nei campi profughi Saharawi.

Due anni più tardi, nel 2014, è stata la volta del Guatemala, mentre la mèta programmata per quest’anno è l’Etiopia, o più precisamente il Corno d’Africa. Sì, perché quando Circo InZir si mette in viaggio non può dire di aver proprio un obiettivo specifico che non sia quello di mettere in scena uno spettacolo in grado di regalare un sorriso a chi è più in difficoltà; l’itinerario, poi, può subire variazioni in corso d’opera, come quella volta che i ragazzi furono notati dal ministro algerino della cultura e invitati a portare in scena il loro show nel cuore di Algeri 🙂

Naturalmente l’attività di Circo InZir ha dei costi, e anche progettare il viaggio in Etiopia significa dover sostenere delle spese: per questo il gruppo ha creato una campagna di crowdfunding sul sito produzionidalbasso.com, dove chiunque può offrire il proprio contributo a sostegno del progetto.

Se l’obiettivo è quello di portare un sorriso anche dove di motivi per stare allegri ce ne sono pochi, merita tutta la nostra miglior pubblicità non trovate?

Il futuro dell’oculistica passa per gli EyePhone

Mi trovate

Francesca Vergerio

Francesca nasce verso la fine degli anni Ottanta nella ridente, laboriosa e troppo spesso piovosa città di Varese.

Attualmente vive la sua rivalutata vita suburbana e sogna di lasciare il segno nella decadente letteratura italiana con un romanzo “a metà tra la frizzante leggerezza di Sophie Kinsella e l’irriverente cinismo di Woody Allen”.
Mi trovate

L’evoluzione degli smartphone? È l’EyePhone secondo i ricercatori dell’americana Stanford University School of Medicine.

Proprio il team americano avrebbe messo a punto due dispositivi che permetterebbero a un comune telefonino di ultima generazione di fotografare in alta qualità l’interno dell’occhio, dando quindi la possibilità al paziente di condividere gli scatti in modo rapido e sicuro con operatori sanitari.

Occhio_EmmaA trarre beneficio di questa invenzione sarebbero, oltre a tutti coloro che necessitano un monitoraggio costante della propria situazione medica, anche tutti i potenziali pazienti che per motivi economici o geografici non possono recarsi con una certa frequenza dal proprio oculista.

“Una sorta di Instagram dell’occhio – ha commentato lo scienziato Robert Chang, tra gli autori del progetto descritto sul Journal of Mobile Technology in Medicine – Una tecnologia a basso costo che costituisce una grande opportunità per facilitare e velocizzare l’accesso alle cure oculistiche sia per le emergenze sia per l’assistenza primaria. Nell’oculistica, infatti,un’immagine vale piu’ di mille parole”.

Una tecnologia che sta già dando i primi frutti: grazie a questi dispositivi un team dell’Università di Melbourne, in Australia, ha potuto aiutare efficacemente alcune popolazioni durante una missione di soccorso in Etiopia.