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Una bambina è costretta alla chemio, quello che fanno per lei i suoi compagni di classe è commovente

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno :-) ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Marlee Pack ha solo 9 anni, un’età in cui – se possibile – avere un tumore è anche peggio che in altri momenti della vita: devi smettere di giocare e divertirti insieme ai tuoi amichetti, vedi nel volto dei tuoi genitori la loro preoccupazione per te e quasi ti senti in colpa perché capisci di non poter fare granché per aiutarli. Dev’essere un’esperienza davvero terribile, e naturalmente tutti si augurano che non debba mai più capitare a nessuno di vivere un’ingiustizia così grande – anche se tutti sappiamo che, purtroppo, per tanti bambini non è così 🙁

Ma torniamo a Marlee, che solo un anno fa ha scoperto di essere affetta da un rabdomiosarcoma alveolare, una forma di tumore che attacca i tessuti connettivi (per chi vuole saperne di più, ecco il link alla voce su Wikipedia); per contrastarlo, Marlee ha dovuto sottoporsi a diversi cicli di chemioterapia, che naturalmente hanno comportato la conseguenza visibile della perdita dei capelli.

Al ritorno a scuola, Marlee sarebbe stata l’unica bambina rasata; diversa, e magari fatta bersaglio di quelle prese in giro che i bambini non fanno neanche con cattiveria, ma che le vittime possono vivere con dolore. Per Marlee, per fortuna, non è stato così: anzi..

Un bambino si lascia rasare per essere simile all'amica che ha fatto la chemioterapiaLa sua amica Cameron ha deciso di rasarsi per essere uguale a lei e non farla sentire sola, ma non è stata l’unica: tanti altri bambini della scuola delle ragazzine, l’elementare di Broomfield, hanno deciso di farsi rasare a zero proprio come loro! Ne è nato un evento, organizzato in collaborazione con la San Baldrick’s Foundation (un’organizzazione che sostiene la ricerca sul tumore nei bambini), durante il quale si sono rasati a vicenda 80 bambini, tre insegnanti, il preside e una mamma!

Al termine di questa giornata, che si è trasformata in una grande festa, sono stati anche raccolti 25mila dollari, che finanzieranno le attività della Fondazione; ma più importante ancora di questo è che Marlee ha trovato degli amici così generosi da voler essere al suo fianco in questa battaglia contro un nemico ingiusto: speriamo che la forza di tutti la aiuti a superare al meglio questa situazione 😉

Le fiabe per far addormentare i bambini più piccoli? Ecco le 6 che funzionano meglio!

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Alessandro Fumagalli

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L’inizio del 2016 segna l’inizio anche di una nuova rubrica su #buonanuova: il giovedì è il giorno dei “consigli”, di ogni tipo, per vivere meglio; oggi cominciamo con le storie “giuste” per far addormentare i bambini.

fiabe della buonanotte
fonte immagine: nostrofiglio.it

Sì, perché la nascita di un bambino è sempre una grande gioia, almeno fino a quando non arriva il momento di metterlo a nanna 🙂

Quanti di voi hanno già visto la loro vita – ma soprattutto il loro sonno – scombussolati dall’arrivo di un neonato? Quanti si preparano a sperimentare presto questa novità?

Certo, se mettessimo su un piatto della bilancia questa controindicazione, e sull’altro l’entusiasmo che regala vedere crescere una nuova vita il braccio penderebbe decisamente dalla parte di quest’ultimo, ma siamo convinti che riuscire a dormire un po’ di più (e soprattutto un po’ meglio) potrebbe aiutare tantissimi a vivere appieno le gioie della genitorialità. Già, ma come fare?

Da che mondo è mondo, le fiabe della buonanotte sono eccezionali per far fare la nanna, soprattutto ai bambini dai 2 ai 5 anni: ci si mette a letto insieme ai figli, si apre un libro e lo si sfoglia portando avanti il racconto. Il cucciolo comincia a riconoscere le figure dei personaggi, a imparare parole nuove, magari persino a leggere. Soprattutto, riesce a proiettare all’esterno le paure e le emozioni che ha dentro, e questo lo aiuta a prender sonno come un sassolino – e lasciar così dormire anche voi grandi senza bisogno di venire nel lettone.

Che ne dite, allora, di andare a vedere quali fiabe della buonanotte fanno addormentare meglio i bambini? Ecco la nostra selezione 😉 Continua la lettura di Le fiabe per far addormentare i bambini più piccoli? Ecco le 6 che funzionano meglio!

Un canale di Youtube dedicato ai bambini, ma rispetto agli altri ha davvero una marcia in più, ecco quale!

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Alessandro Fumagalli

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Youtube è una miniera pressoché inesauribile di video per bambini, e lo stesso si può dire per le playlist e i canali dedicati specificamente a loro, i nostri figli. Quanti usano questa nuova babysitter virtuale, che ormai ha quasi soppiantato il televisore nel ruolo, per dare un po’ di svago ai propri cuccioli di casa?

Le potenzialità del sito di video più popolare al mondo sono davvero sterminate, così come anche la creatività di chi carica sempre nuove storie, filmati, progetti: andiamo dai più tradizionali cartoni animati a video musicali disegnati per i bambini (come quelli dello Zecchino d’oro), per arrivare ai giochi e alle fiabe della buonanotte. Quali sono i vostri preferiti?

Bene: proprio a proposito di fiabe della buonanotte raccontate su Youtube, ci piace raccontare la bella storia (anzi: la #buonanuova) di Canales, un’associazione argentina che ha avuto l’eccezionale idea di raccontare ai bambini queste storie usando proprio Youtube. Perché “eccezionale”, se ci sono altri millemila canali che fanno la stessa proposta? Perché Canales le fiabe della buonanotte le racconta ai bambini sordomuti, che altrimenti non potrebbero ascoltarle, e lo fa usando testi, immagini e il linguaggio dei segni. Così, ad esempio 😉

fiabe-sordomuti-canaleI titoli disponibili sono i più grandi classici della letteratura “pre-nanna”: Cappuccetto rosso, La bella addormentata nel bosco.. Una voce fuori campo legge le pagine del libro, che viene trasmesso sul video mentre l’altra metà del display è occupata da un attore che ripropone la stessa storia nella lingua argentina dei segni.

I bambini e i loro genitori imparano così la corrispondenza tra i segni e le parole, lette e scritte, migliorando la propria conoscenza sia della lingua letta che di quella gestuale, indispensabile per poter entrare nel mondo scolastico con meno difficoltà rispetto a quello che accade oggi: in Argentina, infatti, il 90% dei bambini non udenti nasce in famiglie che conoscono poco la lingua dei segni e spesso non hanno gli strumenti per impararla; questa mancanza si traduce anche in un ritardo nell’apprendimento che poi si sconta a scuola.

Un bravo, dunque, a Canales, che ha saputo interpretare al meglio una delle più importanti potenzialità di internet: riuscire a condividere la conoscenza, rendendola accessibile a tanti, in maniera più semplice e alla portata di tanti.

Se invece volete scoprire un’altra storia legata alla lingua dei segni, ecco un articolo in cui abbiamo parlato di un progetto creato da Starbucks in America: un’altra bella #buonanuova 😉

Un regalo di Natale per i bambini ammalati dell’Africa? Con AICI ONLUS basta un SMS per aiutarli

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Alessandro Fumagalli

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bambini-africaA volte basta davvero poco, per aiutare tanto. 2 euro, ad esempio.

Sì, con la semplice rinuncia a un paio di caffè, questa settimana (fino a domenica 20 dicembre 2015), si può aiutare l’Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo ONLUS. Il tutto, semplicemente mandando un SMS al numero 45509.

Sappiamo bene, infatti, che nei Paesi più poveri del mondo la salute è un diritto di difficile accesso: i costi sono insostenibili per le famiglie, le strutture sanitarie spesso inadeguate alle esigenze della popolazione. Le principali vittime di questa spiacevole situazione sono – come sempre – i più deboli, e tra questi soprattutto i bambini.

E’ per questo che A.I.C.I. ONLUS ha avviato una raccolta fondi, il cui ricavato servirà per organizzare 6 missioni operatorie in alcuni Paesi africani. L’obiettivo è riuscire a visitare (e operare, se necessario) più di 1.500 bambini malati di cuore, ma per raggiungerlo serve l’aiuto di tutti e tutti possiamo darlo – appunto – con un semplice SMS.

Le missioni, della durata di una settimana ognuna, entro la fine del 2016 vedranno equipe mediche italiane intervenire nei centri ospedalieri di Camerun, Egitto, Marocco e Senegal, per curare bambini che soffrono di problemi cardiaci.

Il Natale si avvicina, e fare un regalo come questo è un piccolo gesto in grado di fare un bene grande anche a chi questo Natale non lo potrà festeggiare.

A 15 anni inventa la soluzione per portare i vaccini a chi ne ha bisogno senza che perdano efficacia, ecco come questo ragazzo salverà moltissime vite!

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Alessandro Fumagalli

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vaccinazione-bambinoAllo stato attuale dell’arte, il vaccino è ancora il miglior modo per prevenire una malattia: si inocula nell’organismo di una persona una piccola dose di virus, e il suo organismo comincia a sviluppare gli anticorpi specifici per farsi trovare pronto a reagire in caso di necessità.

I vaccini funzionano nei Paesi più industrializzati, dove hanno contribuito a ridurre la mortalità specialmente a livello infantile (anche se da qualche tempo si è aperto un dibattito sull’opportunità di raccoglierli tutti in un’unica puntura, l’esavalente), e potrebbero fare ancor meglio il proprio dovere anche nei Paesi più poveri, che però sono costretti ad affrontare ben altri problemi. Ad esempio, quello di riuscire a organizzare campagne di vaccinazione efficaci: forse non tutti sanno, infatti, che per “funzionare” i vaccini devono essere mantenuti alla giusta temperatura e in particolari condizioni, che non sempre è possibile ricreare nelle zone più lontane dagli ambulatori e in quelle difficilmente accessibili. Zone che in molti Paesi del mondo di certo non mancano.

Un ragazzino indiano, il 15enne Anurudh Ganesan, ha sperimentato sulla propria pelle questo problema: nonostante l’impegno dei nonni nell’accompagnarlo per una quindicina di km fino al più vicino centro medico, quando la comitiva è arrivata a destinazione ha scoperto che nel frattempo il vaccino aveva perso la propria efficacia.

Il problema è piuttosto comune: secondo alcune statistiche, infatti, sono ben 1,5 milioni i bambini che ogni anno nel mondo muoiono per non poter essere stati sottoposti a vaccinazioni fatte “come Dio comanda”. Urge una soluzione, no? Ebbene, la soluzione l’ha trovata Anurudh, che ha inventato un sistema di trasporto capace di funzionare senza corrente elettrica e senza ghiaccio (che poi è quasi una sua diretta conseguenza..). E’ Vaxxwagon, un’unità refrigerante che funziona con un compressore che può essere alimentato da pochissima energia; per esempio quella che si genera grazie al movimento degli uomini che vanno in bicicletta o degli animali che trasportano un piccolo carretto. In parole povere, è proprio l’atto stesso del trasportare il vaccino che lo tiene in temperatura, tra 2 e 8 °C.

Durante il trasporto, Vaxxwagon si carica e così diventa in grado di conservare le condizioni adeguate per mantenere il vaccino in temperatura per diverse ore.

L’idea è valsa a Anurudh la nomination tra i 20 finalisti della Google’s 2015 Science Fair e una borsa di studio da 50mila dollari per l’ulteriore sviluppo. Per molti bambini, però, potrebbe significare molto di più: riuscire a salvarsi da un destino che altrimenti sarebbe segnato, e che invece con la Vaxxwagon di Anurudh potrebbe essere presto evitabile 😉

Ecco come funziona

Ed ecco un video del ragazzo “all’opera”, su strada, con il risultato della sua idea

AIL e Cameo, 1€ contro la leucemia per ogni tweet: è #AuguriMuuMuuXAIL

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Alessandro Fumagalli

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auguri-muu-muu

AIL, Associazione Italiana Leucemie, e Cameo, nota azienda di prodotti dolciari, hanno stretto un importante accordo pubblicitario, che ha cominciato a girare su Twitter, Facebook e Instagram.

In sostanza è sufficiente farsi una foto e inserirla in un post (di Facebook, Twitter o Instagram) che abbia come hashtag #AuguriMuuMuuXAIL: per ciascuno di questi post Cameo donerà 1€ ad AIL, che lo utilizzerò per finanziare i progetti di lotta contro le leucemie.

In particolare i fondi raccolti serviranno per potenziare il progetto “Case AIL”, strutture dove i bambini affetti da leucemia possono vivere insieme ai propri cari mentre portano avanti il proprio percorso di cura.

A noi costa nulla: quante volte ci siamo lasciati coinvolgere da una campagna virale, anche molto meno nobile di questa?

A Cameo costa.. poco, o comunque meno di quanto sarebbe costato spingere una campagna pubblicitaria di analoga portata.

Ad AIL, addirittura, frutta un guadagno che sarà reinvestito in particolari progetti.

Insomma.. Pubblicità che fa bene 😉

Grosseto, dentista gratis per le famiglie in difficoltà

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Alessandro Fumagalli

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Giovanni Valenti è un dentista normale che ha avuto un’idea speciale: ogni giovedì pomeriggio cure gratis per tutti i bambini!

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