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Champions rinviata, i tifosi di casa ospitano gli avversari: succede a Dortmund, è #bedforawayfans!

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno :-) ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Martedì 11 aprile 2017, serata di Champions League.

Per i quarti di finale, alle 20.45 sono in programma due partite: Juventus-Barcellona (che finirà 3-0) e Borussia Dortmund-Monaco.

Mentre il pullman della squadra tedesca sta raggiungendo il Signal Iduna Park, stadio teatro della sfida, esplode un ordigno. Un vetro va in frantumi, un passeggero (un calciatore) resta ferito in maniera non grave.

La polizia parla di atto terroristico, e siccome a situazioni del genere stiamo ormai (purtroppo) facendo l’abitudine scattano tutti i dispositivi di sicurezza, compreso il rinvio della partita (a mercoledì ore 18.45, per la cronaca).

I tifosi ospiti, che alle 19.15 dell’attentato avevano già riempito il proprio settore, cantano “Dortmund Dortmund” come segno di vicinanza agli avversari.

Il Borussia, dal canto suo, lancia un hashtag che sarebbe bello passasse alla storia come uno dei più riusciti da che esiste Twitter.

#bedforawayfans

Ossia, offriamo un letto ai tifosi ospiti, visto che devono star qui un giorno in più per seguire i propri beniamini.

Perché è vero che esistono Tripadvisor e AirBnB, e Booking (etc.) e in un attimo si può trovare una sistemazione anche senza spendere una follia. Ma mettere, da tifosi, la propria casa a disposizione di altri tifosi, è ancora più bello!

Queste foto lo dimostrano 😉

Ora: non sappiamo come andrà la partita di oggi, e neppure ci interessa particolarmente. Ma sappiamo che in questa vicenda c’è già un vincitore: lo sport, nella sua forma più nobile.

Che bello se fosse sempre così..

David Beckham torna in campo e riparte da dove ha iniziato, l’Old Trafford: ecco tutti i perchè di questa scelta!

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Alessandro Fumagalli

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david-beckhamLa #buonanuova di oggi farà piacere a tutti i fan (ma soprattutto alle tifose 😉 ) di David Beckham: il calciatore inglese è pronto a tornare in campo alla bella età di 40 anni, e a poco meno di tre dal suo ritiro; quale poteva essere se non Old Trafford il teatro di questo grande evento?

Già: Old Trafford. Lo stadio che ha visto esordire in Premier League questo ragazzino biondo e dal piede destro particolarmente educato il 2 aprile 1995, che lo ha visto trionfare in Patria e in Europa, è pronto per tornare ad applaudire il suo campione, l’ultimo ad aver indossato in maniera degna il numero 7 che fu anche di una leggenda assoluta come George Best.

L’appuntamento per il ritorno in campo dello Spice Boy è per venerdì 14 novembre 2015, e sarà un’occasione assolutamente da non perdere per chi ha apprezzato le qualità di David Beckham e di tutti i calciatori della sua generazione perché, nell’occasione, scenderanno in campo una nazionale britannica (finalmente, e non solo inglese) di “vecchie glorie”, capitanata – appunto – da Beckham e guidata dalla panchina nientemeno che da un allenatore-totem come Sir Alex Ferguson, e un “Resto del Mondo” selezionato da Carlo Ancelotti e affidato a un capitano d’eccezione come Zinedine Zidane.

La partita che si disputerà il 14 novembre sul campo di Old Trafford non sarà una semplice rimpatriata tra fenomeni divenuti amici affrontandosi sui campi da calcio di mezzo mondo, bensì sarà soprattutto un’occasione per raccogliere fondi in favore di UNICEF, di cui David Beckham è testimonial ormai da 10 anni.

I biglietti per i quasi 80mila posti disponibili sono già in vendita, a prezzi popolarissimi (da 10 a 20 Sterline); la copertura mediatica dell’evento ancora è sconosciuta, ma speriamo sia importante: David Beckham è l’uomo che meglio di tanti e prima di tutti ha incarnato il ruolo di “calciatore copertina”, costruendosi una popolarità mondiale che poi ha scelto di mettere a disposizione anche delle organizzazioni umanitarie per aiutarle a far conoscere il loro impegno e i loro risultati.

Che bello sarebbe se un match tra campioni straordinari si trasformasse in uno spot planetario in favore di UNICEF e di tutti i progetti di aiuto all’infanzia in difficoltà che questa mette in campo 😉

Due star del Manchester United ospitano i senzatetto nel loro albergo, chi sono questi campioni della solidarietà?

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Alessandro Fumagalli

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Se seguite il calcio, o ne masticate almeno un pochino, lo sapete di sicuro: una delle squadre più famose e amate al mondo, anzi forse la più amata (considerando il seguito nei cinque continenti), è il Manchester United. I Red Devils hanno una storia costellata di leggende – come George Best, un talento unico – tragedie (come l’incidente aereo del 6 febbraio 1958, che azzerò la prima squadra di quegli anni) e trionfi, anche recenti. Beh, almeno fino a prima che arrivasse Van Gaal 🙂

Tra le colonne portanti del Manchester United che ha dominato il primo decennio degli anni Duemila ci sono anche due campioni di generosità: Ryan Giggs e Gary Neville.

ryan-giggs-gary-nevilleRaccontare chi siano è quasi inutile:

Giggs è stato per quasi 20 anni la stella più fulgida dell’orgogliosa nazionale gallese, e si è ritirato dal calcio a oltre 40 anni dopo una serie di stagioni sempre sulla cresta dell’onda;

Neville è fratello di Phil, e i due – entrambi difensori – sono stati dei giocatori sempre molto duttili e disponibili, praticamente di quelli che non sono fenomeni ma che qualsiasi allenatore vorrebbe avere in squadra per la disponibilità e la riservatezza che dimostrano.

Beh, Giggs e Neville (Gary) naturalmente sono rimasti amici anche una volta appese le proverbiali scarpette al chiodo, al punto che un giorno hanno condiviso l’idea di creare una società per rilevare i locali della Borsa di Manchester e trasformarli in un albergo di lusso, con sole 35 camere ma tanti negozi, una palestra e un raffinato ristorante.

Fervono i lavori, ma siccome si tratta di un’opera mastodontica è fatale che, mentre alcuni spazi vengono riadattati, altri siano lasciati un momento da parte in attesa di essere sottoposti agli interventi necessari. E’ qui che a Neville è venuta un’idea, sulla scorta di una sua precedente esperienza: lasciare che le aree dell’albergo in costruzione in cui non si lavora siano utilizzate dai senza fissa dimora di Manchester, che nel frattempo avevano già cominciato a occuparle abusivamente. Così, almeno per questo inverno, i senzatetto ne avranno uno sotto cui stare, e mettersi al riparo dal freddo e dalla pioggia (che a Manchester fa spesso capolino).

L’unica cosa che Neville e Giggs hanno chiesto a queste persone, è che lascino lavorare gli operai in pace e che si impegnino a non danneggiare la struttura. Dopodiché, potranno alloggiare in questo ricovero provvisorio, ma almeno dignitoso, fino al ritorno della bella stagione, quando poi i lavori dovranno proseguire anche su altre ali della struttura.

Gary e Ryan non hanno forse idea di quanto sia importante il loro gesto

ha commentato Welsey Hall, un attivista dei diritti umani, e non ci sentiamo certo di dargli torto: gesti così, nel mondo, sono all’ordine del giorno anche se non se ne parla mai; il fatto che a farli, stavolta, siano stati due stelle del calcio, però, ha assicurato quella ribalta mediatica necessaria affinché questo gesto possa essere da esempio per tante altre esperienze simili.

Non c’è che dire: anche se hanno smesso di calcare l’erba dei campi più prestigiosi del mondo, Ryan Giggs e Gary Neville anche stavolta han fatto gol!

Calcio, Cesena in Serie B: ecco come i tifosi trasformano la disfatta in vittoria!

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Alessandro Fumagalli

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In un Paese – il nostro – dove il calcio è una religione, le vittorie sono apoteosi e le sconfitte si trasformano in tragedie. Non per tutti, per fortuna: il Cesena ha deciso di trasformare la delusione per la retrocessione in Serie B in un’occasione per consolidare il legame con i tifosi, e l’ha fatto organizzando un picnic serale sul prato dello stadio Manuzzi.

Sì, avete capito bene: cancelli aperti, plaid distesi, zainetti con qualche piatto preparato a casa da consumare in compagnia e, naturalmente, i protagonisti dell’avventura in serie A – dall’allenatore, Domenico “Mimmo” Di Carlo, fino al bomber Defrel – ospiti d’onore, pronti a incontrare i tifosi, scambiare due parole insieme a loro, farsi immortalare nelle fotografie (e negli immancabili selfie..).

Una serata diversa dalle altre, quella raccontata bene da Il Fatto Quotidiano in un articolo passato sicuramente più inosservato rispetto alla cronaca della finale di Champions League, che pure si è giocata proprio in quei giorni.

Per questo proviamo a rilanciarlo anche noi, perché in un ambiente che muove tanti soldi e genera altrettanti interessi (e per questo è sempre esposto al rischio delle peggiori nefandezze, dallo scandalo corruzione FIFA al calcioscommesse, senza dimenticare il sospetto – più o meno dichiarato – del doping) è bello sapere che esistono anche delle “oasi di pace”, dei momenti in cui il calcio si riavvicina alla realtà, delle occasioni in cui parla alla gente con un linguaggio che si avvicina molto a quello del nostro #buonanuova.

Il presidente del Cesena, Giorgio Lugaresi (figlio di Edmeo, patron storico del Cesena), è convinto che dopo aver messo i conti della società a posto e dopo averla portata fino in Serie A, seppure solo per un anno, la strada da perseguire sia quella di un impegno in grado di far vivere il calcio come un divertimento, “la più importante delle cose meno importanti” come direbbe Arrigo Sacchi:

Ce l’abbiamo messa tutta e ora dobbiamo ripartire dai nostri tifosi; il nostro è uno stadio votato all’accoglienza, non c’è stato mai un fatto di cronaca: noi siamo contenti così

Anche noi 😉

genitore picchia arbitro, il figlio lo difende

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Alessandro Fumagalli

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Sui campi da calcio, si sa, se ne vedono di ogni, e non è una bella cosa.

Allenatori che insegnano il fallo poco sportivo, ragazzini che simulano un colpo subito per far ammonire l’avversario, genitori che anziché tifare per la propria squadra non perdono occasione per maledire l’arbitro e le sue decisioni. A volte viene da pensare che ci sarebbe di che sospendere tutti i campionati a tempo indeterminato, se non fosse perché questa decisione punirebbe soprattutto tutti quelli che invece riescono a vivere la partita come un momento di sport e di sfida dei propri limiti.

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Matera: perde conoscenza in campo, l’avversario lo salva

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Alessandro Fumagalli

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Domenica 2 novembre. Campionato di Lega Pro, Matera-Salernitana.

In una fase di gioco, il centravanti granata Ettore Mendicino cerca lo stacco di testa; nel contrasto aereo finisce sbilanciato, perde l’equilibrio e rovina a terra battendo la testa.

E’ un attimo, drammatico, ma è proprio durante quell’attimo che Ciro De Franco, un suo avversario, realizza cosa sta per succedere e senza indugio gli infila due dita in bocca, per tirargli fuori la lingua dalla bocca ed evitare che la perdita di conoscenza si trasformi in un autosoffocamento.

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Cristiano Ronaldo, madre shock: “volevo abortire”

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Alessandro Fumagalli

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cristiano-ronaldoSembra spaccone, montato. Ha vinto molto, quasi tutto. Piace anche alle donne, e ha una fidanzata bellissima (vedere per credere, Irina Shayk). E’ così controverso e detestato da molti che forse al pensiero che abbia rischiato di non venire mai al mondo, qualcuno non riuscirà a nascondere un gesto di stizza per l’occasione mancata. Ma gli amanti del calcio non possono che ringraziare la sorte, che ha fatto sì che la madre di Cristiano Ronaldo non sia riuscita a portare a compimento il suo “piano”.

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Brasile 2014. La caduta di Muller? Uno schema

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Alessandro Fumagalli

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muller-schemaCi credereste? Uno dei momenti più memorabili dei – per il resto soporiferi – Mondiali di calcio di Brasile 2014, e naturalmente stiamo parlando della caduta di Muller in Germania-Algeria, sarebbe uno schema pensato per sorprendere la difesa avversaria.

Così l’hanno spiegata i tedeschi, chissà se per difendere il compagno da una brutta figura in Mondovisione (che comunque nessuno gli ha risparmiato) o se perché davvero hanno tentato più volte in allenamento di perfezionare una tattica quantomeno goffa.

La sensazione è che si tratti di una scusa studiata a tavolino: Kroos, che non è certo uno dal piede loffio, doveva essere ancora basito dall’accaduto quando ha tentato di scodellare la punizione con un tocco che neanche all’oratorio..

perde i sensi in campo, salvato dal difensore avversario

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Alessandro Fumagalli

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Calcio di punizione.

La palla viene scodellata in area e Denis Boyko, portiere del Dnipro, esce in presa alta per sventare l’attacco della Dinamo Kiev.

Nel volo, colpisce con il ginocchio Olev Gusev all’altezza della fronte. L’impatto è violento, tanto che Gusev resta a terra privo di sensi mentre l’azione continua.

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serie A. Mandorlini-Ballardini, rivali e amici: dopo Verona-Bologna tornano a casa insieme

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Alessandro Fumagalli

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In un fine settimana pallonaro segnato da fatti incresciosi, culminati nel pugno di De Rossi a Icardi – chè è costato la convocazione in nazionale al centrocampista della Roma -, fa piacere raccontare anche un episodio felice come quello che ha avuto per protagonisti Mandorlini e Ballardini, gli allenatori (rispettivamente) di Verona e Bologna.

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