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A 20 anni ha inventato il casco che chiama i soccorsi da solo: bravo Emanuel!

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno :-) ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Sabato 17 febbraio l’opificio Golinelli di Bologna ha ospitato un incontro del TEDxYouth.

Chi segue questo blog forse ricorderà che di TED abbiamo già parlato (se no, qui si può recuperare).

Bene: tra le idee che meritano di essere diffuse (come recita il claim di questo progetto) c’è sicuramente anche quella di Emanuel Chirila, che l’ha realizzata e poi spiegata in un video – artigianale quanto vuoi, visto che deve interrompersi quando i camion gli sfrecciano di fianco, ma intanto c’è.

Blue Helmet è una specie di scatola nera per i motociclisti, dice Emanuel.

In realtà il paragone non calza molto, perché lo strumento non registra i parametri di bordo, le conversazioni e altri segnali come fa la “vera” scatola nera.

Il vero plus è nei sensori contenuti da Blue Helmet, che lo rendono un “casco intelligente”: è infatti in grado di chiamare i soccorsi quando “capisce” – grazie a un sensore, appunto – di essere rimasto coinvolto in un incidente, inviando un allarme geolocalizzato e un messaggio a un numero amico che può essere preimpostato.

Emanuel ha solo 20 anni, e sta cercando degli sponsor per la sua idea che un giorno potrebbe anche essere commercializzata su vasta scala e cambiare il nostro modo di viaggiare su due ruote.

Merita tutto il nostro supporto 😉

Immigrati reclutati per la cura del patrimonio artistico: ecco una storia che fa bene a tutti!

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno :-) ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Il candidato risolva un problema, anzi due:

1. l’Italia ha un enorme patrimonio artistico da custodire, ma non le risorse sufficienti a poterlo gestire: come rimediare?

2. i migranti che arrivano nel nostro Paese dovrebbero essere seguiti e avviati a un percorso che consenta loro di diventare cittadini, anziché rimanere ai margini con il rischio che questo li esponga a diventare manodopera a basso costo a disposizione della criminalità organizzata. Anche in questo caso, la domanda è la stessa: come rimediare?

>>>ANSA/PAPA A LAMPEDUSA: FARA' APPELLO A PRENDERSI CURA DEI MIGRANTIIn Toscana, ad Asciano, sembra abbiano trovato la quadra: il 9 e 10 aprile, in occasione di “Asciano Città d’arte”, le chiese del capoluogo delle Crete Senesi sono state affidate proprio a dei migranti, diventati per due giorni “angeli custodi” dei monumenti aperti al pubblico.

In questo modo è stato possibile aprire al pubblico i capolavori artistici della Basilica di Sant’Agata, della chiesa di San Francesco, di quella di Sant’Agostino e della cappella di San Sebastiano, tutti ad Asciano: 7 giovani richiedenti asilo si sono infatti presi l’impegno di gestire gli ingressi e controllare che tutto, all’interno dei monumenti, si potesse svolgere nel migliore dei modi, in cambio di un rimborso (simbolico se vogliamo, ma pur sempre significativo) per il lavoro svolto.

Chiaramente non si tratta della panacea di ogni male, ma solo di un episodio isolato e una tantum. Chissà che altre istituzioni, però, non possano prendere esempio da questa bella esperienza per pensare a un’accoglienza fatta non solo di doveri (curare gli ospiti, dar loro da mangiare, controllare che non scappino..) ma di un vero e proprio percorso di inclusione con l’avviamento al lavoro mediante corsi di preparazione: in Germania, ad esempio, già fanno così, mentre l’assistenzialismo pietistico all’italiana rischia di creare problemi più grandi della pezza che si cerca di mettergli 🙁

Dormire con un animale fa bene, ma senza disturbarsi è meglio no? Ecco la soluzione!

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Alessandro Fumagalli

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Oggi è venerdì, è giusto regalarsi una risata prima di cominciare (bene) il weekend no?

Qualche giorno fa abbiamo parlato dell’importanza di dormire con il proprio animale domestico, vi ricordate? Certo, nell’articolo si diceva anche che il risultato dello studio non è univoco, e che talvolta la coabitazione in una piccola stanza crea qualche attrito: se il cane russa, o si muove, o provoca allergie, è ancora bello dormire con lui?

La risposta è sì, ma se e solo se si ha il letto giusto. Un’azienda brasiliana che è produce letti e materassi ha trovato “la quadra”. Eccola:

letto-per-cane

Purtroppo al momento consegna solo sul territorio del Brasile, ma non disperate: un’idea così può avere grande successo, e arrivare in qualche modo anche da noi; la scegliereste?

Una banca dove gli investimenti rendono sempre? E’ la Banca del tempo, ecco come funziona!

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Alessandro Fumagalli

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Qual è la risorsa più preziosa a nostra disposizione? Sbagliato: non è il denaro! E’ il tempo, ragazzi, anche se troppo spesso non ce ne rendiamo conto, se non a posteriori, o almeno così è capitato a me; è successo anche a voi?

banca-del-tempoIl tempo è una risorsa straordinaria, perché ci dà modo di fare tutto quello che vogliamo; ma in questo mondo sempre più frenetico, c’è chi non ne ha mai e non ne può spendere altro, perché (proprio come il denaro) il tempo è finito, anche se non sappiamo quando finirà – che disdetta 🙂

Dall’altra parte, c’è anche chi di tempo ne ha da vendere: perché non lavora, o non lavora più; oppure perché è in pensione, o perché è così bravo a organizzarsi da riuscire a ritagliarsi degli spazi. Spazi che poi può mettere a disposizione: è questa l’idea della Banca del tempo!

Di banche come questa ce ne sono un po’ dappertutto; noi abbiamo “scoperto” quella di Milano e Provincia per evidenti ragioni di prossimità (non è un caso se ci trovate ogni settimana su Milanoincontemporanea con una Buonanuova “alla milanese”), ma se cercate su internet probabilmente ne troverete anche di vicine a voi: in Italia sono 200!

Ma cosa sono le banche del tempo? Sono associazioni, senza scopo di lucro, in cui i membri mettono a disposizione degli altri il proprio tempo e le proprie competenze. Con un esempio si capisce meglio:

io so stirare, e ho un’ora di tempo alla settimana per farlo anche per gli altri, ma non so potare le piante; bene: posso portare la mia ora alla banca del tempo, e contestualmente cercare qualcuno che abbia messo il proprio tempo a disposizione per la mia richiesta; quando lo trovo, se non lo conosco lo incontro in sede – grazie alla mediazione della banca – e ci mettiamo d’accordo per una data in cui possa venire a potare le mie piante; lo stesso succederà a me se arriverà qualcuno che ha bisogno di una mano per stirare.

In questo scambio non c’è giro di denaro, ma solo di tempo, e non è necessario essere “fiscali” come invece sono le banche vere: se ho messo a disposizione un’ora, ma mi diverto, posso starci anche di più insomma 🙂

Di bello, poi, è che a fine anno il saldo contabile deve essere in pareggio: se ho dato 10 ore ne avrò anche ricevute altrettante, altrimenti sarebbe sfruttamento! Invece la forza della banca del tempo è la reciprocità, il ricevere per quanto si è dato. Senza dimenticare che lo scambio diventa un’occasione, oltre che per risolvere un problema (o offrire una soluzione), per conoscere altre persone. In questo caso, il nostro conto corrente sarà sempre in positivo: vale la pena provare, no?

Un’app per guadagnare quanto più si usa il contapassi: è Vip2Zip, scopriamola insieme!

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno :-) ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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vip2zipOggi come oggi siamo abituati a prender la macchina per qualsiasi cosa, persino per scendere e andare a prendere le sigarette dietro l’angolo :O Peccato che stare seduti sia il nuovo fumare, almeno in termini di conseguenze sulla salute, dunque sarebbe meglio riscoprire uno stile di vita meno sedentario, ma cosa può spingerci a farlo?

La leva migliore, come sempre, è quella di toccare il portafogli, ed è proprio questa la strada scelta da Vip2Zip, un’app innovativa (seppure non l’unica in questo panorama) che converte i nostri comportamenti ecosostenibili in.. Moneta.

Sì: moneta! Perché più si riduce il proprio impatto sull’ambiente, più si viene remunerati per questo comportamento; un bel cambio di paradigma, se pensiamo che quando andiamo in macchina (al di là dell’innegabile comodità che andare in giro con il proprio salotto offre) questa scelta è una spesa dall’inizio alla fine: dall’acquisto dell’automobile a tutte le tasse che questo comporta, dal carburante alla manutenzione, la macchina è un costo. I comportamenti stimolati da Vip2Zip, invece, danno origine a un guadagno: già solo per questo vale la pena cercare di capire come funziona.

E come funziona è molto semplice: si scarica l’app dal Play Store o da App Store (a seconda del sistema operativo del proprio smartphone: Android o iOS), ci si registra, la si “lancia” e via, ogni volta che si usa un mezzo di trasporto ecosostenibile o si compra un prodotto che inquina meno di altri si guadagnano dei crediti, sotto forma di Zipcoin; questi Zipcoin vengono accumulati in un “portafoglio” virtuale, e da lì possono essere spesi per acquistare prodotti e servizi certificati come ecosostenibili.

Il funzionamento di Vip2Zip è davvero immediato: si sceglie il mezzo di trasporto green che si utilizza e l’app – geolocalizzandoci – misura in km gli spostamenti e li converte in barili di petrolio risparmiato; ogni barile ha un valore, che viene corrisposto sotto forma di Zipcoin, ed ecco che i comportamenti virtuosi si trasformano in denaro.

Visto che non costa niente, e un vantaggio (anche piccolo, ma pur sempre un vantaggio) lo si ottiene, può valere la pena dargli una possibilità no? Nella peggiore delle ipotesi si sarà comunque fatto qualcosa di buono per la nostra salute 😉

 

Evitare 100kg di rifiuti all’anno e risparmiare, si può? Sì, con la spesa alla spina, ecco come funziona!

Federica De Martino

Federica De Martino

scrivo da sempre, ma solo di ciò che mi piace.
non lo considero un lavoro, piuttosto uno sfogo.
le buone notizie sono per me le migliori.
Federica De Martino

E’ di questi giorni la notizia dell’apertura a Berlino di Original Unverpackt, uno speciale supermercato dove il cibo è venduto solo ed esclusivamente senza imballo, di nessun tipo: i clienti si portano direttamente i loro contenitori e buste, prendono e pagano solo quello che acquistano e che effettivamente gli serve. All’interno del supermercato non vi sono i prodotti delle grandi marche ma solo alimenti di provenienza regionale e, nella maggior parte dei casi, biologica. Un modo per risparmiare sulla spesa inquinando meno, molto meno.

In Italia, è già realtà dal 2009 con la rete Negozio Leggero, il cui slogan è “La spesa alla spina”, che conta, purtroppo solo 11 punti vendita (tra le città Torino, Milano, Roma, Palermo, Asti; nei comuni più piccoli Bra – Cuneo e Morbegno in Valtellina).

spesa-alla-spinaQuesto negozio offre alle persone la possibilità di fare una spesa sostenibile acquistando prodotti alimentari, per la persona e per la casa esclusivamente sfusi, eliminando il packaging e re-introducendo su alcuni prodotti il sistema di vuoto a rendere (che recentemente in Italia è diventato legge). Sono oltre 1500 i prodotti, dalla pasta alle tisane, dal detersivo al deodorante naturale. Si può scegliere tra diverse tipologie, con prodotti bio, del territorio e accuratamente selezionati durante tutta la filiera produttiva. Il cliente porta da casa i recipienti e paga in effetti solo ciò che è contenuto in essi.

Da questa esperienza nel 2012 nasce, a Torino, la Locanda Leggera: il Negozio Leggero fornisce le materie prime che in locanda vengono cucinate e trasformate in dolci, torte, bevande e piatti. In locanda si lavorano solo materie prime sfuse, il fresco è tutto del territorio e non sono ammessi materiali usa e getta.

Secondo uno studio realizzato dall’Ente di Ricerca Ambientale Ecologos, una famiglia di 4 persone che si rifornisce abitualmente al Negozio Leggero può arrivare a risparmiare oltre 100 kg di rifiuti in un anno.

Prodotti biologici non trattati con pesticidi e a km zero, nessun imballaggio da gettare ed un risparmio evidente sulla spesa non possono che favorire il diffondersi di franchising come questi.

Un Taxi Rosa per la sicurezza delle donne in città: Napoli comincia, quali altre città seguiranno?

Federica De Martino

Federica De Martino

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Federica De Martino

taxi-rosa-napoliNasce a Napoli il Taxi Rosa per la sicurezza delle donne

Per tutte le donne che vogliono spostarsi di notte in sicurezza il comune di Napoli, attraverso la sezione Pari Opportunità e l’assessorato alla Mobilità, ha messo a disposizione il Taxi Rosa.

Un progetto sperimentale che mira ad aumentare la percezione della sicurezza notturna ed a favorire la mobilità e l’autonomia delle donne. Questo servizio prevede la distribuzione di 3000 voucher a tutte le cittadine che ne faranno richiesta. I voucher hanno un valore di 5 euro per le corse che saranno effettuate dalle 19:00 alle 6:00 del mattino ed ogni donna potrà richiederne al massimo cinque da utilizzare nell’arco dell’anno solare. Con questi voucher si può richiedere al taxista un trasporto, che viene offerto a prezzo ulteriormente ridotto.

Chi vorrà farne richiesta si deve rivolgere al Centro Donna di via Concezione a Montecalvario, 26 – 80134 Napoli. I voucher, previa prenotazione telefonica, potranno essere usati con le quattro società di radiotaxi della città: Consortaxi, Partenope, Telecontact Center, LA 570.

Un modo più sicuro per le donne di spostarsi e di vivere la città anche di notte, che parte da Napoli ma promette di poter essere adottato anche da altre città italiane: quale sarà la prossima?

Per maggiori informazioni: http://www.taxirosa.comune.napoli.it/

Una ONLUS porta i disabili in viaggio: ecco Seable, dall’Italia a Londra e ritorno con un’idea che fa del bene

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Alessandro Fumagalli

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vacanze-disabiliI tour operator tradizionali sono in crisi, e non lo scopriamo certo oggi: internet e tutti i vari siti per le prenotazioni online li stanno mettendo decisamente in croce, e chi non si reinventa offrendo un servizio veramente extra (di qualunque tipo esso sia) è destinato ad andare incontro a periodi di vacche decisamente magre.

Al contrario, c’è qualcuno che ha studiato il mercato, intravisto una nicchia e in quella si è infilato creando un’azienda di successo, anche se ad oggi ancora ferma (per scelta) allo stato di ONLUS. Questo qualcuno è Damiano, un ragazzo italiano di 29 anni che ha studiato a Londra, vive e lavora là ma ha cominciato proprio da qui a realizzare il suo business, e in particolare da quelle pendici dell’Etna che gli hanno dato i natali.

Lì Damiano ha lasciato il padre, che lavora come istruttore di sub per disabili, e proprio dall’esempio del padre il ragazzo ha sviluppato un’idea che poi ha presentato a un incubatore della sua Università e con la quale ha ottenuto un ufficio gratis per i primi due anni e la copertura dei costi necessari per avviare l’attività.

A questo punto sarete curiosi di scoprire qual è l’attività di cui Damiano si occupa, e ve lo diciamo subito: è Seable, una ONLUS che svolge l’attività di tour operator per i disabili; persone che vogliono scoprire dei luoghi del mondo, ma hanno bisogno di essere accompagnate in questa scoperta e guidate in maniera particolare, specifica per il loro handicap.

Il primo cliente di Damiano è stato un inglese non vedente di 84 anni che si è avvicinato a lui perché cercava qualcuno che lo accompagnasse in una vacanza in Sicilia; è stato un attimo modificare in corsa l’idea di un tour operator che offrisse ai disabili vacanze “avventurose” (con esperienze, ad esempio, sportive) in quella di uno specializzato nell’offrire servizi “ad hoc” sulla base delle richieste.

L’obiettivo di Damiano e della sua Seable è quello di offrire vacanze di qualità, e regalare ai disabili – attraverso esperienze che nella vita quotidiana non hanno la possibilità di provare – una nuova consapevolezza nei propri mezzi: c’è anche una coppia che si è conosciuta proprio grazie a Seable, e che dopo quell’avventura ha trovato la forza per organizzarsi in autonomia un nuovo viaggio!

Attualmente Seable offre vacanze in Sicilia, nei Paesi Baschi e in Slovenia; alcune aziende si sono interessate al progetto e oggi Damiano si trova davanti a un bivio, continuare con la ONLUS o trasformare la sua creatura in “for profit”; ma ha già vinto: ha tracciato una nuova strada, ha ottenuto un buon successo e ha dato a tanti disabili la possibilità di vivere un’esperienza disegnata su misura per loro e le loro esigenze, ma senza compatirli.

Una storia come questa è senza dubbio una #buonanuova, non trovate?

Combatte lo spreco alimentare e ci aiuta a risparmiare: conoscete LMSC?

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Alessandro Fumagalli

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last-minute-sotto-casaUn tema che Expo 2015 Milano ci ha lasciato in eredità è quello dello spreco alimentare; o meglio, di quanto sia necessario combatterlo e sia possibile farlo cominciando dai piccoli gesti del quotidiano, che oggi si possono “perfezionare” grazie alla tecnologia.

Il “caso” di Last Minute Sotto Casa (noto anche come LMSC) è esemplare, ma.. lo conoscete? Se la risposta è no, proviamo a raccontarvelo noi dopo aver cominciato a scoprirlo per Ultimoprezzo.com

L’idea nasce da un’esigenza, anzi due: da un lato, infatti, ci sono i negozianti, e in particolare i piccoli negozianti, che vendono prodotti freschi ma non hanno il “giro” che può avere una grande superficie commerciale, quindi rischiano di dover buttare via un sacco di cibo quando questo resta invenduto e si avvicina alla scadenza (o all’ammaloramento, se parliamo di latte, ortaggi, frutta, pane..).

Dall’altra parte, naturalmente, ci siamo noi consumatori: vogliamo riuscire a spendere sempre di meno, anche perché il momento non è dei più floridi, e conciliare questa speranza con il desiderio della qualità, e della comodità. Per mancanza di tempo, ci siamo convertiti a supermercati e iper dove si trova di tutto in grandi quantità spendendo relativamente poco, anche se la bottega di quartiere sarebbe sempre il posto più comodo quando servono quelle quattro cose che mancano in frigo.

Beh, Last Minute Sotto Casa mette in contatto questi due mondi; i negozianti possono “caricare” sul sito le specifiche dei prodotti che sarebbero costretti a smaltire presto se restassero invenduti ancora per un po’; dall’altra parte, noi – geolocalizzandoci sul sito o con lo smartphone, mediante l’app -possiamo scoprire quale tra i negozi vicini a noi ha proprio quello che ci interessa e ce lo offre a un prezzo più basso, e lì andare.

A garantire il risparmio, ed evitare lo spreco, è la possibilità di far girare le informazioni e avere un luogo dove tutte queste vengono raccolte, oltre a una struttura in grado di ordinarle e renderle disponibili solo a chi ne può approfittare.

Il portafogli, e un Pianeta sempre più a corto di risorse, ringraziano 😉

Le finestre diventano pannelli solari: l’idea che crea energia pulita è nata alla Bicocca di Milano, ecco come funziona

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Alessandro Fumagalli

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finestra-pannello-solareI pannelli solari sul tetto, diciamocelo, non sono bellissimi; e neppure comodissimi da manutenere, specie quando nevica.

I pannelli solari nei campi, poi, non ne parliamo: saranno pure utili, ma quanto suolo “rubano” alle attività agricole?

Urge trovare una soluzione, ma possiamo cambiare il tempo verbale volgendolo all’imperfetto: “urgeva”, perché i pannelli solari del futuro oggi esistono e sono frutto del lavoro di sviluppo realizzato dall’Università Bicocca di Milano. Ci sono, e utilizzano una superficie che nelle città moderne non manca di certo, pur non riuscendo a essere particolarmente utile: quella delle finestre.

Ebbene sì: le finestre del futuro potrebbero non essere più fatte solo di vetro, ma di plastica con microparticelle in grado di catturare l’energia; energia che poi può essere trasformata per alimentare una casa, un ufficio o quant’altro.

Cromofori: è questo il nome delle particelle che operano il “miracolo”, convogliando la luce verso i bordi delle finestre dove poi vengono installate delle piccole celle solari.

In realtà esistono già sistemi in plexiglass che fanno circamenoquasi lo stesso lavoro, ma questa nuova classe di dispositivi li migliora perché è più efficiente dal punto di vista energetico e perché è praticamente invisibile una volta installata, in modo da riuscire a integrarsi senza difficoltà all’interno del contesto cittadino.

In ultimo, ma non meno importante, c’è l’aspetto della sostenibilità ambientale: al di là del fatto che producono energia utilizzando una fonte pulita e inesauribile come la luce, queste finestre non contengono semiconduttori come il cadmio e il piombo ma delle leghe atossiche, che fanno lo stesso lavoro (e meglio) e non hanno alcun problema di smaltimento. Senza dimenticare che assorbendo energia, questi pannelli sono in grado di contribuire al condizionamento termico dell’ambiente che proteggono senza ridurne la luminosità se non in una misura marginale.

Una buona idea pronta a diventare una #buonanuova a tutti gli effetti quando prenderà piede nelle nostre città e ci aiuterà a renderle meno ingorde di energia “sporca”, ma pare che i tempi per il suo arrivo sul mercato non saranno così lunghi: staremo a vedere 😉