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Toglie la barba, non irrita la pelle e non si consuma: dopo le spade laser di Star Wars, arriva il rasoio laser (ma questa volta per davvero!) [AGGIORNATO il 13 ottobre 2015]

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno :-) ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Il laser è entrato di prepotenza nell’immaginario collettivo con le spade di Star Wars, che ancora oggi sono un’icona per intere schiere di generazioni di appassionati del genere: anche voi siete tra questi? 🙂

Da allora a oggi di strada se n’è fatta parecchia, al punto che l’immaginazione è diventata realtà e la tecnologia laser è uscita dal grande schermo per approdare nella nostra quotidianità: se state giocando alla Playstation forse è anche grazie al laser che legge il disco, ma lo stesso discorso vale pure per i CD musicali e un sacco di altre applicazioni. Come sapete bene, magari per averlo sperimentato in prima persona, addirittura in medicina siamo arrivati agli interventi di chirurgia laser!

rasoio-laserIl futuro, anche immediato, ha promesse ancor più entusiasmanti: c’è chi scommette, anzi giura, che tra pochi mesi sul mercato ci saranno i primi rasoi laser! Di quelli per farsi la barba, per capirci, o depilarsi le gambe, o tagliare i capelli. Il merito è tutto di Skarp, un progetto che vuole portare la rasatura nel 21esimo secolo – come svela, non senza presunzione, il suo claim!

Di per sé la promessa è allettante: quante volte, facendovi la barba, avete rischiato di tagliarvi? Quante volte ci siete, purtroppo, riusciti? Quante volte depilandovi le gambe avete pigiato più del lecito sulla lama, convinti che non stesse facendo il suo lavoro, e vi siete rovinati la pelle? Quante il viso vi si è riempito di puntini e macchie rosse da irritazione, anche se pensavate di esserci stati attenti?

Tutto questo molto presto potrebbe essere un ricordo, grazie a una tecnologia davvero rivoluzionaria basata, appunto, sul laser.

A “inventarla” è stato un team guidato da Morgan Gustavsson, uno degli scopritori delle potenzialità della luce pulsata. Morgan sta lavorando al progetto da 14 anni, ossia da quando ha realizzato che la luce pulsata può avere tante applicazioni ma non quella che interessava lui, ossia quella di essere efficace nella rasatura.

Il laser, invece, sì: nel 2009, infatti, Gustavsson ha scoperto che c’è una particolare lunghezza d’onda che agisce sul cromoforo, ossia sull’elemento che dà colore a peli, barba e capelli; quando il cromoforo del pelo assorbe il laser, quest’ultimo scalda il follicolo e distrugge il pelo.

La pelle non viene toccata, quindi non resta irritata, e anche se il risultato non è così immediato e perfetto come si potrebbe desiderare è comunque un buon punto di partenza. Anche perché Skarp nel frattempo è sbarcato su Kickstarter, e a fronte di una richiesta inferiore ai 200mila dollari ha raccolto 10 volte tanto (e oltre).

Ossia quanto basta per proseguire nello sviluppo, e riuscire a trasformare la rasatura da un mezzo incubo a un sano piacere da coltivare di tanto in tanto.

Il tutto senza dimenticare che un rasoio laser, che non si consuma mai, potrebbe ridurre la quantità di spazzatura che si crea con la semplice operazione della rasatura. Oltre alla pelle, anche l’ambiente ringrazierà 😉

Aggiornamento del 13 ottobre 2015:

***ATTENZIONE*** c’è un’importante novità: dopo aver fatto molto parlare di sé sulle testate di tutto il mondo, il progetto di Skarp è stato sospeso su Kickstarter! A quanto pare, infatti, violava le regole sui prototipi della grande piattaforma di crowdfunding, che con una mail ha avvisato tutti i backers (ossia i donatori) che la campagna è chiusa e che i fondi saranno restituiti.

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Cercheremo di capire le ragioni precise di questa sospensione, se volete saperne di più continuate a seguirci 😉

Trasformare qualsiasi bici, facendola diventare elettrica: ecco Add-e, il progetto che nasce su Indiegogo, avrà successo?

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno :-) ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Detto degli orti del futuro (e di tante altre cose, nella nostra – nutritissima! – sezione tecnologia), oggi torniamo a un altro dei temi cardine di uno sviluppo sostenibile per il futuro: la mobilità. Non è un mistero che i combustibili fossili siano in via di esaurimento, sebbene spesso facciamo finta di non sapere che è così, ed è anche per questo che le case automobilistiche stanno progettando auto ibride, o elettriche, o altre risposte al bisogno di muoversi con facilità, velocità e nel rispetto per l’ambiente all’interno delle città, sempre più affollate.

L’alternativa non è una sola: c’è il trasporto pubblico, c’è l’andare a piedi, ma – come sapete se ci seguite da un po’ – la preferenza di chi scrive va, innanzitutto, alla bicicletta. Biciclette moderne eh, come Leaos Bike, col suo telaio a energia solare, o come Free Duck di Ducati Energia, un marchingegno che consente di rendere elettrica qualunque bicicletta – anche i ferrivecchi!

add-e_bici-elettricaUn’altra novità che somiglia molto a quest’ultima sta nascendo su Indiegogo, grazie al crowdfunding: è Add-e, un dispositivo dalle potenzialità davvero incredibili!

All’apparenza non gli daresti due lire: si tratta infatti di una scatoletta, nera e abbastanza simile a una dinamo, e di una borraccia metallizzata, da montare sul tubo trasversale; un “travestimento” perfetto, insomma, perché chi non lo sa potrebbe anche non accorgersi che sta guardando una bici elettrica (cosa che invece nei modelli attuali è piuttosto evidente: con quel telaione che si ritrovano..)

Con questi pochi accorgimenti, ogni bicicletta può diventare una bici elettrica! Si monta la “scatoletta” sulla ruota posteriore, dove può fungere da rullo in grado di dare una spinta, mentre la borraccia cela il pacco delle batterie, in grado di far viaggiare a 25km/h per 50km di fila ogni ciclista, con una sola carica.

I vantaggi di Add-e? Con una sola spesa, si può trasformare qualsiasi bici in una bici elettrica, anche quella vecchietta (ma ora tornata di moda) del nostro nonno, con le guarnizioni in pelle sul manubrio – per dire.

Il difetto? E’ vero che si acquista una volta sola (finché funziona), ma lo “starter pack” costava 750$ + 20$ di spedizione ed è già andato esaurito; oggi per comprare Add-e su Indiegogo servono almeno 890$, che non è proprio uno scherzo..

Ma se ci pensate, tra bollo, assicurazione e carburante (che qui non dovete pagare), è sempre molto più vantaggioso che avere una macchina. Oltreché salutare, e rispettoso dell’ambiente 😉

Qui trovate il video che spiega il funzionamento di Add-e..

..questo, invece, è il link dove scoprire tutti i dettagli del progetto (in inglese)

La più importante piattaforma di crowdfunding al mondo ora parla italiano: scopri come funziona e se hai un’idea, è ora di mettersi in gioco, ecco come!

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno :-) ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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kickstarter-italiaIeri vi ho parlato di un crowdfunding piuttosto bislacco, che punta a salvare la Grecia dal default con una sottoscrizione popolare. Ma il crowdfunding è – soprattutto – una cosa seria, che può rivelarsi davvero utile per chi ha un’idea e cerca la classica “spinta” per partire e riuscire a proporsi sul mercato, senza bisogno di avere padrini alle spalle o altre agevolazioni.

Ebbene, la notizia di questi ultimi giorni è che Kickstarter, una delle più importanti piattaforme al mondo, ha iniziato a parlare italiano.

Che differenza fa?

Beh, una differenza mica da poco! Prima, infatti, chi aveva un’idea era costretto a proporsi su una piattaforma sì online, quindi aperta al mondo e visibile ovunque sia disponibile una connessione a internet, ma comunque americana a tutti gli effetti: valeva per i riferimenti normativi – un punto su cui in Italia si potrebbe aprire un bel dibattito, come avevamo visto qualche mese fa nel blog di Axura – ma valeva soprattutto per la valuta, visto che chiunque volesse raccogliere fondi lo doveva fare riferendosi al dollaro; pur lavorando, poi, in euro.

Bene: d’ora in poi invece Kickstarter parlerà in italiano! Non sarà importante tanto per chi vorrà presentare i propri progetti, visto che per ampliare la platea dei potenziali mecenati converrà associare alla desc del progetto in italiano anche quella in inglese (che ha sicuramente un pubblico di lettori più vasto, pressoché sconfinato); sarà invece una differenza enorme, ad esempio, a livello di conti correnti d’appoggio e dati bancari più in generale: prima bisognava appoggiarsi a qualche servizio all’estero, oggi si può fare tutto con quello che già si ha 😉

Il vantaggio è tangibile, anche perché Kickstarter in italiano non sarà comunque un Kickstarter Italia. In quest’ultimo caso, infatti, avrebbe potuto avere una platea decisamente più limitata, mentre qui quello che la piattaforma di crowdfunding propone e di presentarsi in italiano, ma proporsi a tutto il mondo: chi dovesse guardare i nostri progetti dagli Stati Uniti, per dire, vedrebbe solo una conversione euro/dollaro dei valori finanziabili. Punto.

Accesso semplificato e possibilità di incontrare tutti i finanziatori/mecenati del mondo: non c’è che dire, ora che Kickstarter parla italiano è davvero arrivato il momento di farsi venire una buona idea!

e se non è una #buonanuova questa..