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Calma i battiti cardiaci, abbassa la pressione e migliora l’umore: ecco qual è la miglior medicina per l’Uomo

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno :-) ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Io seguo da anni il ciclismo (e continuo a farlo, per chi fosse interessato), dunque coi farmaci ho – mio malgrado – una certa dimestichezza: so quali aumentano l’emoglobina e il trasporto di ossigeno nel sangue, quali “pompano” i muscoli, quali coprono l’assunzione dei precedenti..

Non sapevo, invece, che ce n’è uno che aiuta a liberare la mente dallo stress e (persino) a superare la depressione. Quale?

camminare-nel-boscoCamminare nei boschi!

Ebbene sì, e lo conferma la medicina: uno studio condotto da Gregory Bratman, dottorando in biologia all’Università di Stanford, ha dimostrato infatti che camminare in un parco (o su un sentiero. Insomma: a contatto con la natura!) aiuta ad allontanare i pensieri negativi, che invece sono all’ordine del giorno per chi passeggia accanto al traffico.

Non è solo una sensazione: Gregory ha fatto camminare due gruppi di persone, uno nei boschi e uno in città, e ha scoperto dagli esiti di un test che questi ultimi erano più propensi a elaborare pensieri negativi durante l’esperienza; gli esiti sono stati confermati anche dalle scansioni cerebrali della cosiddetta “corteccia prefrontale subgenuale”, area collegata all’autostima, che si attiva quando si fanno pensieri negativi e che nei volontari che hanno camminato accanto al traffico si è “accesa” mentre negli altri è rimasta sopita.

Lo studio è solo all’inizio, e si attende che possa essere esteso a un numero ancora più significativo di volontari e di situazioni per confermarne la “bontà”, ma pare proprio che stare a contatto con la Natura (anche per poco) aiuti a limitare l’influsso dei modelli di pensiero associati alla depressione.

Non costa nulla, si può fare facilmente e – molto probabilmente – fa tanto bene: vien quasi voglia di cominciare subito a camminare nel verde, non trovate?

4 persone hanno usato internet per imparare, con risultati eccezionali: è la Webucation, ecco come funziona!

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno :-) ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Avete sempre sognato di imparare a fare qualcosa ma non siete ancora riusciti a realizzare questo desiderio: non c’era tempo, la scuola (di ballo, canto, arti marziali..) era troppo distante da casa vostra, studiare costava troppo..

Beh, oggi al vostro arco avete una freccia in più: è internet, che porta le informazioni a migliaia di chilometri di distanza in un istante e spesso costa molto meno di quanto costerebbe fare un corso, o seguire un master. E’ la Webucation, un concetto che nasce dalla fusione di web ed education. Non ci credete? Ecco quattro persone che ce l’hanno fatta, con risultati davvero eccezionali 😉

Adilyn Malcolm e il dubstep

Fino a due anni fa, Adilyn non sapeva neanche cosa fosse il dubstep (e nemmeno io, fino a due minuti prima di leggere la sua storia); poi però un giorno si è messa a fare una ricerca online su Michael Jackson per la scuola, ed è stato lì che ha scoperto questo particolare tipo di danza.

Adilyn ha solo 12 anni, ma sa usare benissimo internet e per lei è stato un gioco da ragazzi raccogliere video, guardarli, fermare riavvolgere e far ripartire..

Sono andata su Youtube e ho cercato “come fare dubstep” e simili, e ho guardato i video un sacco di volte. Forse un milione, ma alla fine ho imparato

Sì, pare proprio di sì 😉

Usman Riaz e la chitarra

O meglio, suonare la chitarra con la tecnica percussiva. Sì, perché Usman la chitarra classica sapeva già suonarla, ma voleva imparare questo particolare modo di usarla. Peccato che vicino a Karachi, in Pakistan, dove lui abita, non ci fosse nessun insegnante in grado di aiutarlo. Emigrare o.. Cercare su Youtube?

Non potevo fare altrimenti, e usare internet è stata una necessità

Ma anche un’ottima scuola: grazie a internet Usman ha costruito il suo talento, lo ha fatto conoscere nel mondo e ha incantato anche il team dei TED (ricordate cosa sono? Ne avevamo già parlato..), che gli ha proposto di tenere una lezione. Del resto, bravo è bravo no?

Amira Willighagen e l’opera

Amira voleva imparare a cantare l’opera sin da quando aveva 7 anni; non sapeva ancora usare il computer, ma avendo un fratello maggiore ha chiesto a lui di aiutarla a vedere dei video “tutorial” su Youtube, passando da un’aria all’altra. A forza di guardare ha imparato quale postura tenere e come muovere la bocca, e a soli 9 anni (e senza una lezione “vera” alle spalle) è andata a Holland’s Got Talent a stupire tutti!

Ora ha 11 anni e un nuovo sogno: dimostrare che l’opera è affascinante, entusiasmante e divertente, e diffondere questo verbo presso i suoi amici. Sembra impossibile, ma anche imparare a cantare su Youtube pareva esserlo..

Josh Wardlow e il Jiu-Jitsu

Josh e il suo amico Larry hanno sempre voluto imparare l’arte marziale del Jiu-Jitsu, ma la palestra più vicina alla loro piccola città del Missouri era solo a 4 ore di macchina da casa loro; come scavalcare questo ostacolo?

Con internet, ovviamente: c’è una scuola di Jiu-Jitsu online (su gracieuniversity.com), e loro hanno cominciato a seguirla e ad allenarsi insieme. Se ce l’hanno fatta loro ce la possiamo fare anche noi..

..a patto che abbiate molta dedizione e disciplina, e un amico con il vostro stesso desiderio insieme al quale allenarvi e confrontarvi

Ecco la loro storia

Come dire: se abbiamo il desiderio di migliorarci in qualche ambito, ora non abbiamo davvero più scuse 😉

6 motivi per cui i fallimenti sono una #buonanuova

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno :-) ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Fallimento = cattiva notizia, giusto? Allora perché ne parliamo su buonanuova.it, che è il sito delle notizie buone? Beh, perché come dice il proverbio “non tutto il male viene per nuocere”, e anche nel fallimento si può trovare il seme da coltivare per poi ripartire con ancora più slancio. Del resto la storia del creatore di un colosso come Apple, Steve Jobs, è cominciata proprio con un fallimento (o meglio, un licenziamento).

Allora ecco sei ragioni sei che possono farci guardare ai fallimenti – che possono capitare: nel lavoro, in famiglia, con gli amici.. – come a momenti a cui cominciare a costruire qualcosa di nuovo e ancora più bello.

Motivo #1

Fallire significa averci provato, e l’unico modo sicuro per non fallire è non provarci; ma non provarci significa anche precludersi l’opportunità di riuscire, quindi è un rischio che vale la pena correre, no?

Certo, la strada non sarà dritta, facile e veloce: gli imprevisti non mancheranno, e i problemi neppure, ma almeno siete in viaggio!

Motivo #2

Il fallimento ti avvicina all’obiettivo: ogni singolo passo che fai (che sia semplice o faticoso, esaltante o provochi timori) è un passo in meno al suo raggiungimento, quindi prova, impara, cresci e non ti preoccupare del rischio di sbagliare (perché che “sbagliando si impara” è sempre vero)

Motivo #3

Il fallimento ti fortifica, e difficilmente chi raggiunge il successo è un pappamolle (mai visto uno così? Io no); questo non significa che sia cinico e spietato (non sempre), ma semplicemente che le botte che ha preso lungo il cammino hanno irrobustito la sua corazza permettendogli di affrontare anche le situazioni più dure.

Il successo è impossibile da raggiungere per chi non è forte, ma se così non ci nasci, l’unico modo per diventarlo è fallire e tornare in sella ogni volta, per ripartire.

Motivo #4

Come abbiamo già detto, sbagliando (ossia fallendo) si impara; ma anche gli errori devono essere visti come lezioni, passaggi in grado di indicarci la direzione.

Motivo #5

Il fallimento è meglio del rammarico, e anche quando sembra esserci una sola ragione per continuare accanto a mille per mollare il colpo, quella è la ragione che ti può portare al traguardo mentre non riuscire ad arrivarci lascerà sempre in bocca il gusto amaro del pensare: come sarebbe andata se ci avessi creduto di più?

Meglio non correre il rischio..

Motivo #6

Il fallimento ti aiuta a capire quali sono le cose a cui tieni di più, perché se c’è un obiettivo che cerchi di raggiungere contro ogni pronostico e contro ogni parere, spesso quello è anche la strada che ti porterà verso la realizzazione.

Insomma: il fallimento non è il contrario del successo! Anzi: il fallimento è il “rito di iniziazione”, quel passaggio che ti tocca fare per raggiungere il tuo sogno e il tuo traguardo, non importa in quanto tempo e con quanta fatica.

Ecco perché il fallimento, visto con altri occhiali, può diventare una #buonanuova: siete d’accordo?

Ricerca scientifica scopre il modo migliore per dormire bene: funziona anche per voi?

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Alessandro Fumagalli

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Il giovedì è il giorno che dedichiamo ai consigli, piccole “chicche” che possono aiutare a superare meglio dei momenti difficili oppure segnalazioni che arrivano dal mondo scientifico e che ci possono aiutare a vivere meglio. Beh: il consiglio di oggi forse per qualcuno non sarà una novità, ma sapere che ora esiste anche la dimostrazione clinica della cosa ne avvalora ulteriormente la bontà.

Ma qual è, allora, il consiglio di oggi? Eccolo: dormite coi vostri animali domestici, fa bene!

Eh sì, quella che per molti è una sensazione empirica ora ha anche un fondamento scientifico: una ricerca della Mayo Clinic di Scottsdale, in Arizona ha infatti sottoposto 150 persone a un test sul riposo. Il 51% di questi ha riferito di avere uno o più animali domestici, e il 56% di questi permette loro di dormire nella stessa stanza. Di questi, solo 1 su 5 ha lamentato un disturbo procurato dall’animale (eh sì: anche i cani russano 🙂 ) mentre sono di più quelli che hanno riscontrato benefici nella presenza in camera dei propri amici a quattro zampe: spesso aiutano a sentirsi più sicuri, e questo favorisce il riposo completo delle persone.

Non solo: qualcuno (specialmente tra le signore) ha riscontrato un effetto benefico anche nel riscaldamento che dormire insieme a questi animali offre, e se poi sono così empatici da capire quando siamo preoccupati è ancora meglio. Guardate questo spot 🙂

Certo, il gruppo di test non era molto nutrito e anche i risultati non sono così nettamente in favore degli effetti benefici di dormire coi propri animali, e ricerche precedenti avevano evidenziato l’esatto contrario.

Voi da che parte state? Vi sentite più tranquilli e riposate meglio quando dormite con cani e gatti, oppure non riuscite a sopportare la loro compagnia tra le lenzuola?

5 consigli per imparare meglio, studiando meno: l’ultimo è appena stato scoperto…

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Alessandro Fumagalli

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Chi più chi meno, siamo stati tutti studenti alle prese con materie ostiche, lezioni noiosissime da ripetere e libri (indigeribili) da imparare. Certo: i “secchioni” non hanno fatto molta fatica, ma chi ha sempre avuto (o ha ancora) la tendenza a distrarsi portando la propria curiosità da una parte all’altra della propria cameretta, avrebbe potuto spendere interi pomeriggi sui libri senza ricordare una mazza 🙁

Eppure i metodi per imparare meglio esistono, e si possono riassumere in 5 regole facili facili in grado di aiutare ognuno di noi (ma soprattutto i ragazzi in età di scuola secondaria o Università) a studiare bene senza necessariamente dover perdere tempo in maratone monstre, nottate in bianco e.. Ingegnosi trucchetti per copiare. Perché anche prendere un bel voto può essere considerato una #buonanuova, o no? 🙂

Andiamo allora a scoprire le 5 paroline magiche per riuscire a studiare meglio

1. LEGGERE, con calma

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Andare da pagina X a pagina Y, magari condensando in un solo pomeriggio 150 anni di storia dell’Europa, è più facile se prima di tutto si legge quello che si dovrà imparare anziché provare a mandar giù un pezzo per volta a piccoli bocconi.

Così, di filato ma senza fretta, per cominciare a farsi un’idea dei concetti chiave, trovare legami tra di loro, avere la conferma (o la smentita) su qualcosa che crediamo di aver capito bene..

Leggere prima quello che si dovrà studiare poi è come costruire le fondamenta di una casa: meglio lo si farà, più solide saranno le basi dalle quali potremo partire 😉

2. SCHEMATIZZARE (e sottolineare, poco)

schema-calcio

Dopo aver letto vi sarete già fatti un quadro approssimativo delle cose da tenere a mente per fare una buona interrogazione; bene: ora passate a evidenziarli (solo loro, non l’intero paragrafo che li ospita..) e create una mappa mentale su un foglio: vi aiuterà a..

3. RIPETERE

parrot

Eh sì, ripetere è fon-da-men-ta-le, e la ragione è presto spiegata: dire a voce alta quello che si sta studiando è il modo migliore per capire quanto ci sentiamo sicuri sul tema, e il foglietto con la mappa mentale, che ci siamo costruiti prima, in questa fase sarà la “stampella” necessaria per ricordare tutto. Vedrete che al momento della verifica, tutto questo tornerà utile

4. STACCARE

straccare

Non ce n’è: il nostro cervello non riesce a tenere l’attenzione su una cosa più di pochi minuti, anzi gli studi più recenti hanno valutato il limite in 45 (come il primo tempo di una partita di calcio 🙂 ).

Quindi, ogni 45 minuti concedetevi una pausa di un quarto d‘ora: quando ripartirete sarete più freschi, e renderete di più

5. CAMMINARE

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E’ una notizia di questi giorni: secondi i ricercatori della Texas A&M University, studiare in piedi è il modo migliore per ricordare tutto. Può essere per via di un retaggio rimasto da quando la nostra vita era molto meno sedentaria rispetto a oggi, o chissà per quale altro motivo, ma sta il fatto che quando siamo in piedi il cervello è più attivo.

Quattro passi nella nostra cameretta mentre studiamo, e ricorderemo meglio tutto. Se poi servirà per avere anche un bel voto, sarà una vera e propria #buonanuova 🙂

E voi, quali altre strategie usate per ricordare meglio quello che avete studiato?

7 cose che un marito desidera ma non chiede per essere felice*: la quinta, chi l’avrebbe mai detta? :)

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno :-) ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Qual è il segreto di un matrimonio felice? Che moglie e marito siano complici, ad esempio; oppure che abbiano definito i diversi ruoli all’interno della routine domestica, o anche che lui aiuti lei nelle pulizie, etc. La ricetta è così multiforme che potremmo farla diventare l’argomento di uno dei nostri prossimi post, vi piacerebbe?

Nel frattempo, oggi vorremmo concentrarci su sette cose (7!) che un marito difficilmente chiede, ma sicuramente desidera ricevere dalla propria moglie per essere felice, e così rendere più felice – e piacevole – l’intero rapporto. Siete pronti, ma soprattutto pronte, a scoprirle?

moglie-accusa-marito1. Ogni uomo vorrebbe che la moglie gli dicesse “ti amo”

Eh sì: col passare del tempo, la costruzione di una quotidianità più o meno sempre simile a se stessa e prevedibile, e magari l’arrivo di qualche cucciolo in casa, il tempo degli occhi a cuoricino potrebbe esser diventato un ricordo. Eppure è stato quello che vi ha fatti innamorare l’uno dell’altra all’inizio, no? Perciò, mogli di tutta Italia, esprimete il vostro amore con le parole e con i gesti a vostro marito, e fatelo tutti i giorni! Lo dice Charles Schmitz, che al matrimonio felice ha dedicato un intero libro (acquistabile in questa pagina di Amazon)

Il “Non glielo dico perché tanto lui lo sa” ha fatto il suo tempo: il marito vuole sempre sentirsi dire di essere amato. Come anche la moglie, naturalmente 🙂

2. Un uomo ha bisogno dei propri spazi

Quando lo invitate a fare shopping, lui vi risponde che preferisce stare a casa? Ogni tanto, dategliela vinta! Organizzatevi con un gruppo di amiche e andate voi a divertirvi, mentre lui resterà a casa a godersi quello che gli piace fare: leggere un libro, curare il giardino, giocare al computer o cimentarsi con un po’ di “fai da te” sono alcune delle esperienze che un uomo, ogni tanto, vuole fare, per darsi un break rispetto alla solita routine. E’ un’esigenza per lui, e piacerà di sicuro anche a voi – e stavolta a dirlo è la psicologa texana Anne Crowley 🙂

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3. Gli uomini vogliono essere ascoltati

Un marito che non risponde subito non lo fa perché, mentre gli parlate, il suo cervello entra in standby e comincia a riprodurre un celestiale canto di usignoli nel bosco. In realtà ha solo bisogno di un attimo per elaborare, mentre il processore della donna gira a un ritmo decisamente superiore. La conseguenza, però, può essere molto negativa: “l’uomo tende a ritenere che se la moglie che lo incalza non lo voglia ascoltare e non sia interessata a quello che ha da dire”. Il risultato? Si può facilmente immaginare..

4. Anche il marito ha bisogno di ricevere complimenti

Se vi regala un mazzo di fiori senza un motivo particolare, o ci tiene tanto a che andiate fuori a cena per celebrare un vostro successo sul lavoro, due sono le cose da fare: non considerarlo un pazzo, e ricambiare alla prima occasione. Sì, perché anche a vostro marito piace essere gratificato per i risultati che è riuscito a ottenere, e se lo farete il vostro legame non potrà che uscirne consolidato

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5. Fate la prima mossa

Già: un uomo vuole sentirsi desiderato! Dover chiedere sempre “Che ne dici se stasera..” alla lunga diventa frustrante, specialmente se non siete solite dargliela vinta. A dirlo, questa volta, è Kurt Smith, un terapista familiare della California:

Tanti uomini, quando vengono da me per un consulto, mi dicono che desiderebbero fosse la moglie a cominciare; che fosse più spontanea e disponibile a introdurre nel sesso quelle “varianti” che lo possono rendere diverso e ancora più eccitante

6. All’uomo piace essere toccato

Uno dei “problemi” più frequenti per le coppie rodate è che il senso del tatto finisce, piano piano, in soffitta: i lunghi baci diventano a stampo, gli abbracci – se ci sono – durano un istante..Il consiglio, perciò, è di tornare a toccarsi almeno quattro volte al giorno: al risveglio, quando si esce per andare al lavoro, quando si rincasa e prima di addormentarsi. Le coppie che lo hanno provato hanno scoperto che questo semplice gesto è la chiave che riapre la porta della complicità, fa riscoprire l’intimità e tornare a essere carini l’uno con l’altra.

Insomma: una pacca sul sedere di tanto in tanto, a sorpresa, non guasta 🙂

marito-moglie-anziani7. Ogni uomo ama sentirsi rispettato

E’ il consiglio che chiude un po’ il cerchio: a ben pensarci, lo si ritrova in ognuno dei sei visti sinora.. Qui però c’è da fare un passettino in più: per l’uomo il rispetto significa anche che la donna – anzi la moglie – non abbia sempre da ridire su quello che lui fa, e su come lo ha fatto.

Bene, care mogli: ora mettete una X su ognuno dei punti in cui vi sentite già “forti” e segnatevi da un’altra parte le cose sulle quali potreste migliorare. Non è una ricetta magica, ma gli specialisti che l’hanno provata (e l’hanno fatta sperimentare) assicurano che possa funzionare.

E voi, che ne pensate? Avete qualche altro consiglio per rendere felice un marito che volete condividere con noi e con i nostri lettori? Raccontatecelo nei commenti!

* liberamente ispirato a questo post, pubblicato su Huffington Post

Le fiabe per far addormentare i bambini più piccoli? Ecco le 6 che funzionano meglio!

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Alessandro Fumagalli

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L’inizio del 2016 segna l’inizio anche di una nuova rubrica su #buonanuova: il giovedì è il giorno dei “consigli”, di ogni tipo, per vivere meglio; oggi cominciamo con le storie “giuste” per far addormentare i bambini.

fiabe della buonanotte
fonte immagine: nostrofiglio.it

Sì, perché la nascita di un bambino è sempre una grande gioia, almeno fino a quando non arriva il momento di metterlo a nanna 🙂

Quanti di voi hanno già visto la loro vita – ma soprattutto il loro sonno – scombussolati dall’arrivo di un neonato? Quanti si preparano a sperimentare presto questa novità?

Certo, se mettessimo su un piatto della bilancia questa controindicazione, e sull’altro l’entusiasmo che regala vedere crescere una nuova vita il braccio penderebbe decisamente dalla parte di quest’ultimo, ma siamo convinti che riuscire a dormire un po’ di più (e soprattutto un po’ meglio) potrebbe aiutare tantissimi a vivere appieno le gioie della genitorialità. Già, ma come fare?

Da che mondo è mondo, le fiabe della buonanotte sono eccezionali per far fare la nanna, soprattutto ai bambini dai 2 ai 5 anni: ci si mette a letto insieme ai figli, si apre un libro e lo si sfoglia portando avanti il racconto. Il cucciolo comincia a riconoscere le figure dei personaggi, a imparare parole nuove, magari persino a leggere. Soprattutto, riesce a proiettare all’esterno le paure e le emozioni che ha dentro, e questo lo aiuta a prender sonno come un sassolino – e lasciar così dormire anche voi grandi senza bisogno di venire nel lettone.

Che ne dite, allora, di andare a vedere quali fiabe della buonanotte fanno addormentare meglio i bambini? Ecco la nostra selezione 😉 Continua la lettura di Le fiabe per far addormentare i bambini più piccoli? Ecco le 6 che funzionano meglio!

Realizzare i buoni propositi del nuovo anno? Ecco i consigli per riuscirci, e.. Occhio al quinto ;)

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Alessandro Fumagalli

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correre-invernoUn altro anno è (appena) cominciato, e per molti il nuovo inizio avrà coinciso con la classica serie di buoni propositi:

c’è chi vuole dimagrire, generalmente facendo più esercizio fisico per non rinunciare anche ai piaceri della tavola; c’è chi vuole trovare nuovi stimoli sul lavoro, e parimenti ci sarà chi sta decidendo di dedicare l’anno nuovo al volontariato, o alla cura di se stesso; c’è chi si impegna a smettere di fumare, mangiarsi le unghie, ingozzarsi di schifezze..

La lista potrebbe continuare per ore, anche perché ognuno ha la sua, ma sappiamo anche che se ogni nuovo inizio porta con sé una lunga serie di aspettative, è altrettanto vero che “le strade dell’inferno sono lastricate di buoni propositi” (sottinteso: mai realizzati). Come fare per riuscire a mantenere la concentrazione fissa sull’obiettivo, e non arrivare al 31 dicembre carichi di rimpianti bensì pieni di soddisfazione?

C’è un metodo scientifico, per questo, e si riassume in cinque punti. Che dite, andiamo a scoprirli insieme? Continua la lettura di Realizzare i buoni propositi del nuovo anno? Ecco i consigli per riuscirci, e.. Occhio al quinto 😉

Cominciare la giornata con il sorriso? Una ricerca scientifica ci suggerisce le canzoni da ascoltare, ecco quali!

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Alessandro Fumagalli

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risveglio-musicaDormire bene e fare dei piccoli – e semplici – esercizi appena svegli sono presupposti fondamentali per cominciare la giornata (ogni giornata 😉 ) con il sorriso, ma anche un mix di musica “giusta”, a quanto pare, aiuta.

Non credete sia solo un modo di dire..

David Greenberg, psicologo che sta conseguendo un dottorato di ricerca all’Università di Cambridge (mica paglia..), ha individuato le caratteristiche che devono avere le canzoni ideali per il risveglio: eccole!

  1. la musica non dev’essere troppo vigorosa all’inizio, e deve crescere gradualmente
  2. canzoni “positive” mettono di buonumore e danno la giusta motivazione per affrontare la giornata
  3. 100/130: è il numero dei BPM, i battiti per minuto delle canzoni che aiutano a svegliarsi bene.

Da queste considerazioni è nata una vera e propria playlist, e provate a indovinare: con quale canzone comincia?

Troppo difficile, a meno che non lo sappiate già, perciò ve lo diciamo noi: è questa!

Viva la vida, Coldplay. Ve la immaginate una sveglia che suona così? Stando alle ricerche più recenti, sarebbe la sveglia “giusta”.

E poi? E poi ci sono altri titoli che sicuramente conoscete. Ad esempio Lovely Day, ossia “Bella giornata”, di Bill Withers. In questa versione, poi, è ancora più affascinante..

Ancora, visto che si parla di risveglio, perché non affidarsi a Wake me up di Avicii? Forse perché nel refrain è un po’ violenta

Confesso, io ho un debole per quest’altra:

Canzoni italiane non ce ne sono, ma se pensate che questo elenco sia campato per aria siete fuori strada: non è farina del sacco di chi scrive, e non risponde neanche ai gusti musicali di qualcuno, bensì si tratta della playlist “ufficiale” Wake Up di Spotify realizzata – appunto – tenendo conto delle indicazioni del dottor Greenberg.

La lista completa la trovate a questo link.

E voi? Avete una playlist che vi aiuta a svegliarvi con il piglio giusto per cominciare la giornata al top dell’energia? Raccontatecela!

Incominciare la giornata con il sorriso: e se bastassero dei semplici esercizi? Eccone 6! (più uno ;) )

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Alessandro Fumagalli

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Quando abbiam visto i consigli per dormire meglio e cominciare la giornata col piede giusto, il senso sottinteso di ognuno di quelli era l’importanza di fare le cose con calma.

Vi ricordate il risveglio – a tappe forzate – di Fantozzi? Non è certo il modo più efficace per ripartire (sebbene fosse efficiente, e ancora oggi rivederlo sia divertente 🙂 )

In realtà, il modo migliore per cominciare la giornata con il sorriso è cominciare len-ta-men-te: prendersi i propri tempi, ammorbidire l’impatto, riordinare le idee e.. Fare questi semplici e veloci esercizi 😉

esercizi-risveglio1. Sgranchirsi

Da sdraiati la prima cosa da fare è portare il mento verso il collo, e poi muovere la testa a destra e a sinistra seguendo un lento movimento circolare: serve per dare sollievo alla cervicale, che poi sarà costretta a passare ore e ore in posizione scorretta davanti al computer (perché lo sappiamo: sedersi come dicono gli ortopedici è praticamente impossibile 🙂 ).

La schiena si merita di essere raddrizzata, e sdraiarsi a pancia in su è il modo migliore per aiutarla a farlo.

2. Stiracchiarsi

Lo fanno anche i gatti, prendiamo esempio da loro che sono gli animali pigri per eccellenza: le braccia van portate oltre la testa, unite e stese; le gambe piegate verso il petto, e ruotate a destra e a sinistra tenendole unite, mentre si inspira profondamente.

3. Sciogliersi

Seduti sul letto, a gambe incrociate, le mani dietro la testa e i gomiti larghi, ruotando il busto una decina di volte di qua e si là (mantenendo la concentrazione sulla schiena, che deve restare dritta)

4. Stendere le braccia

Meglio se in piedi: un braccio piegato dietro la testa e l’altro che spinge il gomito verso il basso, poi ripetere con l’altro braccio; e anche questo l’abbiamo sbloccato 🙂

5. Fare stretching

Non siamo reduci da una maratona, è vero, ma lo stretching, ossia l’allungamento muscolare, serve a migliorare l’ossigenazione delle fibre: un esercizio semplice è mettersi in piedi, a gambe unite, e scendere verso le punte dei piedi con le braccia (senza piegare le ginocchia!). Bastano 30 secondi, e dopo che vi sarete fatti un po’ di abitudine i benefici saranno tangibili.

6. Pensare

La mattina è il momento migliore per cominciare a immaginare la propria giornata, proprio come se avessimo una pagina bianca ancora da scrivere: un buon modo per raccogliere i pensieri è mettersi in piedi, a occhi chiusi, a respirare lentamente prestando attenzione all’aria che fluisce da dentro a fuori dei nostri polmoni, e viceversa.

Dall’1 al 6 bastano meno di 5 minuti di impegno e concentrazione davvero minimi, ma è come fare un pieno di energia e stimoli che può essere sufficiente per accompagnarci fino a sera. Provare per credere 🙂

Ah, e poi c’è anche un settimo consiglio:

7. Fate l’amore!

Eh sì: il mattino ha l’oro in bocca anche per le coccole, almeno secondo quanto afferma Debby Herbenick, direttrice del Center for Sexual Health Promotion della Indiana University. Il sesso appena svegli fa bene, perché aiuta a prevenire i raffreddori e l’influenza dando la scossa alle immunoglobuline (un anticorpo), ma soprattutto aiuta a produrre ossitocina, quell’ormone “della socialità” che aiuta ad affrontare la giornata con un piglio positivo.

Come dire: svegliarsi con un po’ di anticipo ogni giorno può valere davvero la pena 🙂