Ha 90 secondi per salvare un bambino: ecco cosa fa Lorenzo, un diciottenne di Milano

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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I fatti

Milano, 13 febbraio. Sono le 15 di un pomeriggio come tanti altri alla stazione Repubblica, linea 3 della metropolitana.

La “gialla” riesce a non essere affollatissima neppure all’ora di punta; figuriamoci nel primo pomeriggio..

Infatti non lo è neppure in questo martedì, e lo si vede dalle immagini sopra: c’è quasi nessuno, praticamente solo una signora con un bambino di 3 anni.

Il piccolo, probabilmente incuriosito dal grande buio che arriva dalla buca dei binari, corre incontro ad esso; e ci cade dentro.

Lorenzo Pianazza, 18 anni, è appena uscito da scuola: sta andando a prendere la metro per tornare a casa.

Guarda quanto manca al prossimo treno: 90 secondi. Poi vede concitazione intorno a metà stazione: c’è un bambino che è caduto lì dentro.

Senza pensarci, si sfila lo zaino e salta giù: prende il bambino e lo mette in “safe zone”, poi pensa che ha anche il tempo di recuperare il suo giocattolino caduto sui binari.

Infine si issa, aiutato da un altro passante, e torna ad aspettare la sua metropolitana. Dopo aver salvato la vita di un bambino di 3 anni.

I commenti

Sono surreali.

Repubblica fa precedere il video da un alert, “le immagini potrebbero urtare la vostra sensibilità”.

Ah sì? Sarà che la mia non resta turbata da un atto di eroismo, quanto piuttosto da sparatorie etc.

Il Corriere della Sera li affida a un corsivo in cui si dice che è strano che a fare questo sia stato proprio un 18enne, uno di quei ragazzi “sdraiati” che ogni giorno balzano agli onori delle cronache per delle malefatte. Mentre certi autoproclamatisi maestri gli stanno rubando un pezzettino alla volta il futuro.

Il mio, ammesso che serva, penso si evinca da ciò che ho appena scritto, ma lo espongo per esteso.

Lorenzo Pianazza è un eroe: io, forse perché ho qualche anno di esperienza in più, avrei cercato di aiutare il piccolo provando a fermare la metro, non certo buttandomi su binari che – per ignoranza – immagino possano essere elettrificati.

Non solo: Lorenzo Pianazza è un esempio di quello che tanti 18enni come lui fanno ogni giorno, nel silenzio.

Lavorando come baby sitter per togliersi qualche sfizio, facendo volontariato in quegli oratori a cui poi affidiamo i nostri figli (pronti a criticare se non ci piace il gioco proposto, e mai a ringraziare per averlo pensato), lasciandosi coinvolgere in iniziative come missioni nei Paesi poveri, etc.

Ecco, forse la cosa più giusta da fare è solo dire “Grazie Lorenzo”.

Per fortuna c’è qualcuno che ci ha pensato..

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