Colazione gratis per chi è in difficoltà: a Livorno apre il primo “bar solidale” d’Italia

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Ora che le frontiere in Europa non esistono più (al netto dell’antistorico e populista muro del Brennero, eretto dall’Austria per far sì che i migranti non possano tornare in Italia – sebbene sia nato con l’idea opposta), le frontiere si stanno spostando all’interno delle nostre città: è frontiera, infatti, il quartiere disagiato e povero, così come è frontiera la persona in difficoltà che chiede aiuto e si trova davanti a un muro – spesso di indifferenza – difficile da valicare.

Solo chi lavora ogni giorno, spesso nel silenzio, ai limiti di questa frontiera, riesce a capirla e cercare di abbatterla; è quello che ha fatto la SVS (Società Volontaria di Soccorso) di Livorno, che durante l’inverno si è accorta di una cosa piuttosto singolare: diverse persone si avvicinavano alla sede per poter usufruire delle macchinette del caffé, che lì sono state posizionate a disposizione dei volontari. Gente povera, che non avendo la possibilità di andare al bar per un caffè e nessuno che gli fa credito, cercava un’alternativa più a buon mercato per bere qualcosa di caldo e superare così – almeno per un attimo – il gelo nelle ossa.

E’ nata così un’idea: mettere queste macchinette a disposizione, gratis, di chi ha bisogno, creando una sorta di bar. Nino Effe è il suo nome, in memoria di un uomocon disagio che in passato ha frequentato la sede di SVS proprio in cerca di un caffé economico e soprattutto di persone disposte ad ascoltarlo.

bar nino effe

Nel bar Nino Effe c’è un volontario che ogni giorno si prende cura dello spazio, e due volte alla settimana arriva anche un assistente sociale che apre uno sportello d’aiuto a chi ha bisogno di parlare delle sue difficoltà. Come racconta Cristina Galasso – che per prima ha condiviso questa storia su Medium – il bar è aperto dalle 7 alle 20 ed è sostenuto dalle donazioni di Fondazione Livorno e della Famiglia Rivecci, anche se chiunque può dare una mano.

Una piccola bella storia di solidarietà che dà una speranza non solo a chi abita a Livorno, e può diventare esempio da riproporre anche in altre città.

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