Vittime di violenza? Il Jobs Act introduce il congedo retribuito, ecco come funziona!

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Cominciamo facendo outing: non siamo “boldriniani”, dunque crediamo che qualunque forma di violenza – senza distinzioni – sia odiosa, da evitare e contrastare.

Poi è evidente: esistono tante donne vittime di violenza domestica, ma non in quanto donne – introdurre una distinzione come questa sarebbe infatti una forma di “razzismo” al contrario, non certo un tentativo utile a risolvere il problema.

violenza-sulle-donneMa torniamo al punto: sono tante le donne vittime di violenza tra le mura di casa. Un crimine subdolo, perché spesso non viene denunciato: per paura, per la speranza che sia stato solo un caso, per non turbare gli equilibri all’interno della famiglia, oppure perché si pensa di non essere credute.

Ancora troppo spesso le donne vittime di violenza casalinga che si inventano di essere cadute dalle scale o di aver cozzato con un mobiletto per giustificare segni e lividi, anziché cominciare un percorso di liberazione che possa guidarle verso la soluzione del problema.

Ecco, per loro c’è una bella novità (anzi: una #buonanuova) introdotta nel Jobs Act, il recente nuovo codice del lavoro – su cui sospendiamo il giudizio: non è questa la sede per una bagarre politica.

E’ stato proprio il Jobs Act, infatti, a iniziare un percorso che poi è stato completato con una circolare dell’INPS (la numero 65) che fissa i

criteri per l’erogazione dell’indennità che spetta alle dipendenti del settore privato vittime di violenza di genere

Evidentemente è solo un primo passo, ma nella giusta direzione: se è vero, infatti, che restano escluse dal provvedimento le casalinghe (che qualcuno si ostina a chiamare con fantasiosi giri di parole, quasi fosse disonorevole 🙁 ), registriamo comunque un buon inizio, sperando che altri passi possano seguire.

Anche perché la violenza sulle donne costa, all’Italia (secondo dati ISTAT) ben 17 miliardi di euro all’anno, per il suo impatto negativo su tutte le relazioni sociali e lavorative di quelle che ne sono coinvolte.

Ora le donne che subiscono percosse e altre forme di violenza, nel caso in cui siano dipendenti del settore privato e siano state inserite in percorsi di protezione hanno diritto a un congedo retribuito fino a tre mesi.

Se ne è parlato poco, ma è una notizia di portata davvero rilevante 😉

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