L’energia per la metropolitana? Arriva dalle frenate! Indovinate quanto si risparmia così..

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Primo principio della termodinamica:

l’energia di un sistema termodinamico isolato non si crea né si distrugge, ma si trasforma, passando da una forma a un’altra

Bene: avete presente quanta energia usa un treno della metropolitana per frenare? Se lo sono chiesto i francesi di Alstom, azienda leader nella produzione di vagoni per i convogli che viaggiano nel sottosuolo, e la risposta è stata “abbastanza”. Sì, abbastanza per alimentare – almeno in parte – gli impianti delle stazioni, dall’illuminazione alle scale mobili passando per la ventilazione; oppure per alimentare la marcia di altri convogli.

Come si fa? Concettualmente è molto semplice: si crea un sistema in grado di raccogliere e recuperare l’energia utilizzata in frenata, e così il più è fatto. Non pensate sia una buonanuova solo per l’ambiente, peraltro tutta da verificare: a Londra stanno studiando con attenzione questa novità, perché hanno capito che il risparmio in termini di energia necessaria per far funzionare tutte le linee del Tube, il leggendario London Underground, può tradursi in un risparmio anche sulla bolletta, che è stato quantificato in 6 milioni di Sterline all’anno.

6 milioni che – hanno già deciso – poi potranno essere reinvestiti nel miglioramento del servizio, mentre in Italia siamo ancora qui troppo spesso a dibattere di come si dovrebbe fare il servizio pubblico.

Ecco un video che spiega come funzionerebbe questo innovativo sistema, chiamato HESOP

Non vi piacerebbe che arrivasse anche nelle nostre città?

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