A Bologna ha aperto una “biblioteca” davvero speciale: indovinate cosa si condivide? :)

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno ūüôā ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Anzitutto, vi chiedo scusa: l’impegno che ho sottoscritto con Voi lettori di buonanuova.it √® di condividere almeno una storia al giorno, domenica esclusa, ma nelle ultime due settimane diversi contrattempi mi hanno fatto venire meno rispetto a questo impegno; spero di trovare la vostra comprensione.

Dopodiché il lunedì su buonanuova.it è il giorno della sharing economy, e in tema di condivisione mi piace segnalare anche a voi una bella novità raccontata da Gea Scancarello: la biblioteca degli oggetti!

Ok, il termine biblioteca √® improprio (i puristi sanno che deriva dal greco e significa “ripostiglio di libri” – o scrigno, visto quanto sono preziosi per la nostra cultura) ma rende bene l’idea di un posto, chiuso, dove si possono prendere in prestito delle cose; proprio come accade, da sabato 16 aprile, a Dynamo, la velostazione di Bologna.

biblioteca-degli-oggettiIl concetto √® semplice: le nostre case sono piene di cose che abbiamo comprato e usato pochissimo, ma magari agli altri possono servire. Che so: avete comprato una zappa per piantare un albero ma dopo quella volta l’avete riposta in garage, inutilizzata; lo stesso si appresta a fare un’altra persona, ma sarebbe uno spreco: due zappe a prendere polvere, a cosa servono?

Portare le cose alla “Biblioteca degli oggetti”, invece, consente di metterle in comune con gli altri, risparmiando e facendo anche un favore all’ambiente (per produrre la zappa dell’esempio di prima, √® stata abbattuta una pianta, lavorato dell’acciaio, etc.); un po’ come √® successo, sempre a Bologna, con Libri Liberi: vi ricordate la storia di quest’altra bella novit√†? Ne abbiamo parlato qualche giorno fa..

Ci sono anche delle regole: non si condividono armi, ad esempio, e quando si prende un oggetto lo si pu√≤ tenere al massimo per 4 settimane, perch√© (come dice Gea nel suo blog) lo “scopo del gioco” della sharing economy √® far circolare le cose e prendersene cura, non certo sbarazzarsene.

Ecco: l’idea ci sembra davvero bella, e buona come √® nello stile delle notizie che condividiamo su queste pagine. Conoscete altre esperienze simili anche nella vostra citt√† e vi farebbe piacere raccontarcele? Lo spazio dei commenti aspetta solo le vostre storie ūüėČ

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