1 aprile, ovvero: quando la bufala è dichiarata

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Oggi esulo un po’ dal solito, e vi chiedo scusa in anticipo, ma vorrei usare queste righe per condividere con voi una riflessione.

E’ il 1 aprile, e in questo 2016 è pure venerdì – ossia il giorno in cui, tradizionalmente, siamo tutti un po’ più rilassati in vista del weekend che incombe. Morale: è più facile cadere nel “tranello” dell’amico o del collega di turno, che la spara grossa giusto per il piacere di vederci finire nella sua rete. Come un pesce d’aprile, appunto 🙂

Una bella risata in compagnia e quel po’ di bruciore di **** che viene quando si abbocca passa in fretta, e via che si riparte con uno spirito diverso – e migliore.

I pesci d’aprile, naturalmente, viaggiano anche online. Eccome.. C’è persino un sito dedicato dove si possono segnalare quelli che si incontrano – anche per aiutare gli altri a non cascarci. E’ questo, e ne abbiamo parlato anche noi su Facebook

Il 1 aprile, da questo punto di vista, è quasi un giorno di tregua: chi si inventa una palla sa che le nostre difese saranno alte, e difficilmente riuscirà a superarle proprio perché il nostro atteggiamento sarà più guardingo e sospettoso.

Discorso diverso da domani al prossimo 31 marzo, quando le bufale potranno tornare a circolare e – online – guadagnarsi quella popolarità che per molti fa rima con credibilità. è giusto di questi giorni il caso del Comune che in Olanda avrebbe imposto la gonna lunga alle dipendenti per non offendere la sensibilità dei musulmani: notizia che “ha fatto il giro del web”, prima di essere smentita, ma prima di allora i soloni che hanno abboccato si erano affrettati a commentarla – in genere, con connotati razzistoidi.

Morale? Viva il 1 aprile! Almeno oggi, chi racconta una palla ci dice di averlo fatto, anziché farci credere qualcosa di diverso.

Dai: alla fine è una buonanuova anche questa, no? 😀

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