Wikipedia sessista, donne nel mirino: la scelta di Emily, 22 anni, vuole cambiare la storia

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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L’ho scoperto su internet!

Quante volte ci siamo imbattuti in frasi così, di persone che hanno usato la rete per avvalorare un punto di vista? Un mare, e al netto delle teorie del complotto (11 settembre, vaccini, scie chimiche.. volete che continuiamo?) in tanti casi è proprio vero, il web è una gigantesca enciclopedia del sapere umano.

In particolare, poi, ci sono siti come Wikipedia che sono diventati, in breve tempo (in fondo, esiste solo da 15 anni..) IL punto di riferimento ogni volta che cerchiamo informazioni su qualcuno o qualcosa. Se infatti su internet si trova davvero di tutto, e non tutto è credibile, la community di Wikipedia viene considerata un buon filtro per scoprire le informazioni più verosimili senza doversi affidare al blog di turno, e al suo autore (sarà attendibile? Non sempre si riesce a capire al volo..)

Ok, Wikipedia è un approdo (più o meno) “sicuro”, ma non è certo il Vangelo: uno studio del MIT di Boston ha dimostrato infatti che c’è un forte squilibrio tra le pagine dedicate agli uomini e quelle dedicate alle donne, e che – in genere – c’è una visione maschile delle cose, dei fatti e delle persone. Provate a farci caso..

Quello che ancora non sapevamo (almeno, io personalmente no) è che anche la community degli editor di Wikipedia è fortemente squilibrata: il 90% di quelli registrati sono uomini, ma questo non significa che le donne valgano meno. Anzi..

Emily-Temple-WoodEmily Temple-Wood fa questo “lavoro” da 10 anni: ha cominciato quando ne aveva solo 12! Ora ne ha 22, ma in questi anni ne ha viste di cose che non le sono piaciute e una delle peggiori è rappresentata dai commenti sessisti degli altri utenti, che la provocano solo in quanto donna.

Emily, allora, che ha fatto? Ha deciso che per ogni insulto sessista che riceve, si impegnerà a redigere la pagina di uno scienziato donna in modo da colmare il grande gap attualmente esistente. Un po’ come quella musulmana australiana che ha deciso di donare 1 dollaro in beneficenza per ogni offesa subita, il modo per trasformare anche il male più becero in bene. Se non è una buonanuova questa..

A proposito: la storia di Emily l’ha raccontata bene 27esima ora del Corriere: ecco dove potete trovarla 😉

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