Un pinguino nuota 5mila miglia per ringraziare l’uomo che l’ha salvato

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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In questo mondo segnato dall’odio dell’uomo contro l’uomo, come dimostrano ancora una volta gli attentati di Bruxelles, c’è sempre più bisogno di storie belle per andare avanti e guardare al domani con un atteggiamento positivo. Ecco perché oggi vorrei raccontarvi la storia, vera, di Joao e del pinguino Dindim!

Correva l’anno 2011, e Joao (Pereira de Souza), un ex-muratore – oggi pensionato – di 71 anni, passeggiava sulla spiaggia della piccola isola davanti a Rio de Janeiro dove vive; lì ha trovato un pinguino, completamente intriso di petrolio e boccheggiante, spiaggiato sugli scogli della baia. Joao non ci ha pensato un attimo: ha raccolto il pinguino, lo ha nutrito con bocconcini di pesce giorno dopo giorno e lo ha tenuto con sé fino a quando Dindim non ha recuperato le energie.

Dopo una settimana Joao era pronto per restituire Dindim al mare, ma lui si è rifiutato di partire ed è restato accanto all’amico umano per altri 11 mesi; dopodiché ha fatto la muta della pelliccia, e quando gli sono spuntate le nuove piume è sparito.

Mica del tutto..

Solo qualche mese più tardi, Dindim è tornato da Joao e così fa ogni anno da allora: 8 mesi con l’uomo, gli altri 4 lontano insieme ai suoi simili. Così da 5 anni, con una migrazione periodica lunga più di 5mila miglia ogni volta dal Brasile (sua patria adottiva) alle colonie di pinguini che popolano le propaggini più estreme e fredde di Argentina e Cile.

Joao è incredulo, ma contentissimo

Gli voglio bene come se fosse quel figlio che non ho mai avuto, e credo anche lui me ne voglia: non si lascia avvicinare da nessuno se non da me, e accetta che lo lavi e che lo nutra senza mai sottrarsi

Anche i biologi che sono stati interpellati su questa storia non sanno darsi una spiegazione: forse Dindim vede Joao come un pinguino molto grande e per questo lo ha eletto a suo punto di riferimento?

La vera risposta, più probabilmente, sta nell’affetto reciproco tra i due, e nella riconoscenza che Dindim deve a chi gli ha salvato la vita. Storie come questa scaldano davvero il cuore, non trovate? 😉

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