Prevedere i terremoti? Ora ci prova Shazam

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Al netto delle fole che vi hanno raccontato, magari su internet ma anche in televisione, allo stato attuale dell’arte prevedere i terremoti è im-pos-si-bi-le! L’unica alternativa è prevenirli, costruendo edifici antisismici o preparando dei piani di evacuazione che comunque possono essere efficaci solo fino a un certo punto – per ovvie ragioni.

Però c’è un però, che è anche una speranza o comunque un filone di studio da approfondire; un filone che parte nientemeno che dall’app Shazam 🙂

Avete presente? Siete in giro, la radio passa una canzone, cominciate a fischiettarla ma proprio non riuscite a ricordare il titolo e l’autore: lanciare l’app e scoprite entrambe le cose, in meno di dieci secondi.

Lo ha fatto anche Greg Beroza, professore di geofisica alla Stanford University, che ha pensato: se Shazam riconosce le onde audio di una canzone, perché non dovrebbe farlo anche con quelle di un terremoto? Così, una volta tornato in Università, si è messo a lavorare all’algoritmo di Shazam per adattarlo alle esigenze della sismologia.

onde-sismicheE’ nato così FAST, un sistema che isola ogni tratto di onda sonora di un terremoto ed è in grado di confrontarla con altre simili; con questo sistema si possono mappare i terremoti e capire quali siano le zone più a rischio e quale intensità del terremoto ci si possa aspettare.

FAST rende tremila volte più veloce l’analisi delle onde dei terremoti, e se questo ancora non significa sapere prevedere dove e quando arriveranno i terremoti, può aiutare comunque ad avvicinarsi a questo obiettivo. Il progetto deve essere ulteriormente sviluppato, ma Beroza è convinto che da questa idea si possa arrivare a un metodo in grado di salvare veramente molte vite.

La prossima volta che aprite Shazam, ricordatevi che è ancora più utile di quanto potrebbe sembrare 😉

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