Portar fuori la spazzatura tocca al marito, alla moglie, o.. ? Ecco lo spazzino del futuro

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Dicono che uno dei segreti per la felicità nella coppia sia la divisione dei compiti; non deve essere necessariamente equa, l’importante è che quello che spetta al marito lui lo faccia e così la moglie, per evitare sovrapposizioni e intromissioni e portare comunque a casa il risultato.

Un tema tra i meno dibattuti all’interno delle mura domestiche è quello di chi si occupa della spazzatura; diciamo “meno dibattuti” perché, vuoi per il freddo che si prende vuoi per lo schifo che si maneggia (e per i pesi che si gestiscono), in genere tocca al marito. A meno che..

A meno che questo non si affidi a un aiuto che è nato da poco, ma nella sua prima fase di test ha già dimostrato di essere davvero valido. E’ Roar, il robot spazzino sviluppato da un gruppo di studenti di tre università svedesi, che hanno collaborato con Volvo e con Renova (un’azienda che si occupa di raccolta differenziata) per creare una macchina per molti aspetti simili a Wall-e, il robot che faceva la raccolta differenziata su una Terra ormai inquinatissima in uno splendido film Pixar.

Anche Roar ha molto a cuore la pulizia, e fa quel mestiere che oggi fanno gli addetti della raccolta rifiuti: salta giù (oddio.. viene accompagnato giù) dal camion della nettezza urbana, si guarda intorno e raccoglie solo la frazione di rifiuti che gli interessa, selezionandola tra tutte quelle esposte fuori casa dalle famiglie. E’ il giorno del cartone? Roar lo cerca, e quando lo trova se lo carica su per portarlo al camion compattatore. E così via..

Roar è stato equipaggiato con videocamere, un GPS e altri sensori proprio per riuscire a realizzare questo lavoro, e pare proprio sia un alunno diligente – anche se a vigilare sul corretto svolgimento di tutta l’attività c’è sempre un uomo, almeno in questa fase.

Guardatelo all’opera: è sbalorditivo!

Volvo non ha ancora deciso se mai lo produrrà su larga scala e lo commercializzerà, ma certo resta un esempio tangibile del punto a cui siamo arrivati con lo sviluppo della tecnologia e di macchine in grado di aiutarci a fare lavori che per qualche motivo potremmo evitare.

Dite la verità, non vorreste anche voi un marchingegno così a casa vostra? 😉

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