Gli alimentari vicini alla scadenza si acquistano in saldo: ecco MyFoody, un’app per risparmiare evitando gli sprechi

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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I numeri dello spreco alimentare sono terribili, specialmente se pensiamo che per ogni cosa che sprechiamo noi nei Paesi “ricchi” (industrializzati, sviluppati, avanzati..) dall’altra parte c’è qualcuno che non ha di che mettere nel piatto tutti i giorni. Per fortuna, però, si stanno moltiplicando le iniziative di chi prova a dare una “nuova vita” anche al cibo in scadenza, riducendo la produzione ma anche lo smaltimento in discarica – che, comunque, comporta dei costi.

Vi ricordate l’esperienza del frigorifero solidale? Oppure quella, che vi abbiamo raccontato solo pochi giorni fa, di Starbucks in America? Bene, oggi torniamo in Italia per parlare di un’idea pensata da un giovane laureato in Giurisprudenza, Francesco Giberti.

Una volta, andando a comprare dei biscotti biologici, Francesco si è sentito sparare il prezzo pieno nonostante questi fossero vicini alla scadenza. E’ così che ha pensato: se il cibo vicino alla scadenza costasse meno, non sarebbe meglio? In effetti il negoziante non avrebbe il problema di dover smaltire i prodotti scaduti, e vendendoli – anche “in saldo” – last-minute riuscirebbe a recuperare un pochino anziché spendere un tot (per portarli in discarica); il consumatore, poi, ne avrebbe un vantaggio immediato visto che spenderebbe meno; il bilancio complessivo, infine, sarebbe in attivo: meno spese per tutti, meno impatto sull’ambiente.

myfoodyE’ così che Francesco ha avuto l’idea di creare una piattaforma capace di facilitare questo tipo di scambio, dando ai negozianti la possibilità di dire “Ok, ho qualcosa in scadenza e ve lo vendo a prezzo ribassato” e ai consumatori l’opportunità di sapere che qualcuno, vicino a loro, sta offrendo dei prodotti a meno. E’ così che è nato MyFoody, un sito che sfrutta le potenzialità della condivisione delle informazioni attraverso internet e la “potenza” della geolocalizzazione per dare a chi le sta cercando informazioni come queste, a pochi passi da casa – riducendo così anche l’impatto ambientale degli spostamenti.

Non solo: Francesco sta lavorando anche affinché tutto ciò che resta invenduto possa essere donato, attraverso la piattaforma, alle associazioni no-profit che si occupano di dare dei pasti a chi non riesce ad averne tutti i giorni; in questo caso la geolocalizzazione serve ai furgoncini delle ONLUS per sapere dove passare a ritirare, togliendo – ancora una volta – ai commercianti l’incombenza dello smaltimento e dando al cibo un’ultima chance per essere utile anziché finire in discarica.

Per il momento il progetto è in fase di lancio: è nato a Milano, e lì si sta mettendo alla prova prima di poter essere esteso su vasta scala anche ad altre città. Se volete saperne di più non resta che visitare il sito di MyFoody. Non vi sembra una buona idea, e un’ottima buonanuova per cominciare la settimana dopo il weekend lungo? 😉

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