Trasformare il palazzo (o il quartiere) in biblioteca? Con Biblioshare si può, ecco come funziona ;)

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Chi ama leggere lo sa: l’emozione di comprare un libro non ha eguali. Certo, una volta divorato, poi, difficilmente lo si riprenderà in mano: più probabilmente lo si riporrà su uno scaffale, dove attenderà anni prima di trovare un nuovo lettore – sempre ammesso che ci riesca..

Un peccato, vero? Sì, perché quella stessa storia che tanto vi ha rapiti ed entusiasmati potrebbe emozionare anche altri amanti del genere, che però magari non hanno il budget a disposizione per l’acquisto in quel momento, oppure non riescono a trovare il libro disponibile in biblioteca perché (come succede soprattutto con i bestseller più recenti) le poche copie disponibili nel circuito son già tutte prenotate per mesi e mesi.

La soluzione, ancora una volta, arriva da un verbo: share, condividere. Un verbo così importante che fa addirittura parte del nome del progetto, Biblioshare. Ma di cosa si tratta?

E’ una sorta di biblioteca, potenzialmente sterminata, online e di prossimità. Detto così è molto sintetico e pure completo, ma rischia di non essere chiaro. Una volta spiegato, però, siamo sicuri che lo capirete benissimo, e magari correrete pure a provarlo 🙂

Accedere, anzitutto, è semplicissimo: ci si registra sul portale e si è già pronti, sia per prestare libri che per cercarne di nuovi da leggere. Sì, perché la forza di Biblioshare è proprio questa: invitare le persone a mettere in circolo dei libri che hanno letto, a disposizione di tutti quelli che – come loro – amano la lettura.

Il catalogo si compone online, e naturalmente può essere esageratamente fornito: è grande come il mercato del libro (che in Italia boccheggia da un po’, è vero, ma ha ancora la sua rilevanza). Su Biblioshare ci si geolocalizza, perché il progetto nasce anche con l’intento “green” di non invitare le persone a fare chilometri su chilometri solo per recuperare un romanzo bensì di preferire muoversi nell’immediato vicinato, e si possono mettere a disposizione, o scoprire, i libri in prestito. Così lo scambio diventa un pretesto per conoscersi meglio nel condominio, oppure all’interno del proprio quartiere.

Le regole del prestito sono le stesse di una normale biblioteca: c’è una durata, da rispettare; c’è soprattutto un libro, da maneggiare con cura; c’è persino la possibilità di essere sospesi quando non ci si comporta bene.

Il vantaggio di questo sistema? E’ praticamente sempre aperto, nel senso che per lo scambio dei libri ci si può accordare in base alla propria comodità, e potrebbe avere (come anticipavamo) anche libri recenti subito disponibili. Senza contare che aiuta la socialità e permette di risparmiare benzina, visto come è stato strutturato.

Avete voglia di saperne di più? Ecco il sito del progetto, con tutte le indicazioni del caso 😉

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