Dall’assistenza al cosviluppo: scopriamo l’impegno di Fratelli dell’Uomo per i Paesi in via di sviluppo

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Di associazioni che nascono con l’obiettivo di migliorare la vita di chi abita nei Paesi in via di sviluppo ne esistono tante, e (più o meno) tutte serie e animate da nobili intenti; quello che non c’è, spesso, è la conoscenza della loro esistenza e della loro azione: è per questo che abbiamo deciso di dedicare il post del martedì su buonanuova.it al racconto di storie come queste; come quella di Fratelli dell’Uomo, una ONLUS nata nel 1969.

fratelli-delluomoA crearla Adolfo Soldini, in quella Milano che è da sempre una città a vocazione sociale e dal cuore grande (e lo vediamo spesso per le amiche di Milanoincontemporanea). Certo, come abbiamo anticipato di associazioni come questa ce ne sono tante, ma allora perché la nostra lente di ingrandimento oggi si è posata proprio su di lei?

Anzitutto, perché è attenta alla sua dimensione “sociale”: Fratelli dell’Uomo dialoga con gli utenti, e “si butta” in progetti anche distanti dalla sua natura – come la partecipazione alla Maratona di Milano – per farsi conoscere; perché chi aiuta ha sempre bisogno di aiuto, ma troppo spesso non riesce a ritagliarsi le forze per richiederlo e rischia, così, di soffocare una volta perso lo slancio iniziale.

Fratelli dell’Uomo no, e ci sarà un perché opera da più di 40 anni 🙂

Il secondo aspetto importante è che questa ONLUS non fa assistenzialismo, ma cosviluppo. La differenza potrebbe spiegarla la celebre massima attribuita a Gandhi:

Dai un pesce a un uomo e lo sfamerai per un giorno; insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita

Sì, perché l’idea che muove i passi di Fratelli dell’Uomo è quella di aiutare le persone ad affrancarsi dalla povertà, dando loro gli strumenti (in termini economici e di competenze) per farlo. Un salto avanti importante, che è stato fatto anche da altre realtà – ad esempio Kiva con il suo microcredito, di cui abbiamo già parlato: ve la ricordate?

Fratelli dell’Uomo opera nel Sud del mondo, che poi non è sempre Sud ma indica alcuni Paesi dove la povertà è ancora endemica come il Senegal, il Camerun, il Perù e il Brasile; ma il suo impegno si dispiega anche nel Nord del mondo, con dei format (come mostre fotografiche o corsi di cucina) che mirano a spiegare come tutte le nostre azioni hanno un impatto anche su chi vive lontano da noi, perché il sistema è interconnesso e globale e spesso la tranquillità di uno corrisponde allo sfruttamento di tanti altri.

Certo, potremmo parlare per ore di Fratelli dell’Uomo e non esaurire comunque il discorso su tutta la vivacità dei suoi progetti e dei suoi volontari, impegnati in tanti e diversi ambiti; perciò ora lasciamo spazio a loro e al loro raccontarsi attraverso le pagine del sito ufficiale, dove trovate tutte le indicazioni di cui potreste aver bisogno: per scoprirli, aiutarli o cominciare a collaborare.

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