Aiutare l’ambiente e il portafogli: il vuoto a rendere arriva anche in Italia, ecco come funziona!

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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bottiglia-vetroCi è voluta una Legge, per dare visibilità a una pratica che in tanti posti è già realtà (al mio oratorio si faceva già 10 anni fa, per dire..); la #buonanuova di oggi è l’introduzione del “vuoto a rendere” anche in Italia, ma perché così tanto entusiasmo?

Beh, al mondo esistono due scuole di pensiero: c’è chi crede che le regole si possano far rispettare soltanto attuando forme di controllo e repressione, e chi ritiene che con la collaborazione di tutti non ci sarebbe bisogno neppure di questo. La soluzione, probabilmente, anche in questo caso sta a metà strada: ok le multe, ma per far sì che una certa sensibilità venga accolta, interiorizzata e portata avanti dai più il modo migliore è proprio quello di incentivare la collaborazione di tutti.

Il vuoto a rendere va proprio in questa direzione, e non costa nulla! Diamo atto al MoVimento 5 Stelle di essersi adoperato tanto per raggiungere il risultato di far diventare Legge una pratica già consolidata in tanti altri Paesi e applicata a spot anche in tanti bar italiani.

Come funziona?

Semplicemente: quando si compra una bottiglia, generalmente di vetro e di birra o di vino, al prezzo della stessa l’esercente aggiunge un piccolo sovrappiù. Facciamo un esempio, 2€ per la birra e 50cent per la bottiglia, uguale 2.50 euro. Una volta gustata la birra, anziché dover cercare un cestino o una campana del vetro, si può tornare al bar a ritornare la bottiglia vuota e chiedere che venga restituita la cauzione (i 50cent dell’esempio).

Capite che ci guadagnano tutti: il cliente, perché può recuperare almeno in parte la spesa per la birra; l’esercente, perché mediamente non sarà costretto a raccogliere i cocci e le bottiglie vuote fuori dal locale all’ora di chiusura; la città, che parimenti resta più pulita; finanche il produttore, che semplicemente sterilizzando (anziché riciclando) la bottiglia consuma il 60% di energia in meno – con tutto quello che ne consegue.

In Germania, ad esempio, questa formula è molto praticata e aiuta anche i clochard ad arrotondare: un tot per ogni bottiglia raccolta e restituita, fa sì che questi girino per le città di notte e armati di carrello per raccogliere tutto lo sporco che trovano in giro. Alla fine, a pagare il loro lavoro non è la collettività ma chi sporca.

Se non è una buona idea, anzi una buonanuova questa..

Ora aspettiamo solo di vedere come verrà declinata anche da noi

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