Il WiFi diventa caricabatteria: oggi con un sensore, e un domani? Scopriamolo insieme!

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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wifiOggi come oggi, ognuno di noi è diventato il centro di un sistema iperconnesso: lo smartphone dialoga via WiFi con tanti altri dispositivi, usa il Bluetooth per collegarsi con altri ancora..

Tutto questo “movimento”, naturalmente, per funzionare ha bisogno di energia. Ce ne accorgiamo quando arriviamo a sera e siamo costretti a mettere il telefonino in carica, e magari rimpiangiamo i tempi in cui il Nokia 3310 funzionava sempre e per sempre senza quasi aver bisogno di attaccarsi alla corrente 🙂

La sfida del futuro, quindi, è riuscire a far girare ancora più informazioni rispetto a quelle che gestiamo oggi consumando meno di oggi, anche perché le risorse che utilizziamo non sono inesauribili.. La #buonanuova, però, è che un team olandese di ricercatori ha creato un sensore WiFi in grado di ricaricarsi con le onde del WiFi 🙂

Non più un alimentatore per ogni sensore, quindi, ma un sistema integrato in grado di consumare molto meno rispetto a oggi, e pronto per sdoganare definitivamente lo sviluppo dell’internet delle cose.

Sì, perché questi innovativi sensori sono così piccoli (quasi quanto granelli di sabbia) che possono essere verniciati sulle pareti di un edificio, raccogliere dati come temperatura, umidità, illuminazione e movimenti e trasmetterli alla più vicina “centralina”, che può essere l’app di uno smartphone o un altro elaboratore simile.

Sensori come quelli che sta sviluppando l’Università di Eindhoven sono in grado di fare tutto questo, consumare pochissimo, e ricaricarsi “catturando” le onde elettromagnetiche del WiFi. Al momento c’è solo una controindicazione: il router cui questi sensori si connettono, per ricaricarli, deve essere posizionato a non più di 3 cm di distanza.

Ma la strada sembra tracciata, e chissà che i sensori del futuro non funzionino proprio così 😉

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