Salvò 700 bambini ebrei dall’Olocausto: per la #GiornatadellaMemoria, ecco la storia di Nicholas Winton

sociAle

Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
sociAle

nicholas-wintonLa storia di Nicholas Winton da noi è quasi sconosciuta, a meno che non l’abbiate intercettata in un post diventato virale su Facebook. L’occasione della Giornata della Memoria, però, ci sembra il momento migliore per aiutarvi a scoprirla, perché è una – delle tante – che hanno dimostrato e dimostrano ancora oggi che l’Umanità è sopravvissuta anche al periodo più nero della sua storia: la Seconda Guerra Mondiale!

Nicholas Winton era un atleta britannico, un ostacolista per la precisione, che si stava preparando a partecipare alle Olimpiadi del 1938 prima che queste fossero cancellate a causa dei venti di guerra che cominciavano a soffiare su tutta l’Europa: da lì a un anno, il 1 settembre 1939, con l’invasione della Polonia da parte della Germania nazista, in effetti sarebbero scoppiate le ostilità.

La storia di Nicholas è legata a doppio filo alla Seconda Guerra Mondiale, perché nel 1938 quest’uomo (allora 29enne: è nato nel 1909, e morto a 106 anni la scorsa estate!) arrivò a Praga e lì, insieme all’amico Martin Blake, organizzò quello che è passato alla storia come il Kindertransport, ossia un “trasferimento di bambini” – principalmente ebrei – dalla Cecoslovacchia al Regno Unito.

Dopo la “notte dei cristalli”, quando fu chiaro che gli ebrei sarebbero stati uno degli obiettivi della ferocia nazista (per non dire il principale), la Camera dei Comuni approvò una misura in grado di agevolare l’ingresso in Gran Bretagna di rifugiati al di sotto dei 17 anni, e Nicholas ne approfittò per organizzare una migrazione di massa che – di fatto – salvò la vita a molti di loro, altrimenti destinati alla “Soluzione finale”.

La storia di Nicholas è rimasta pressoché sconosciuta fino al 1988, quando la moglie ritrovò un quaderno con su appuntati i nomi di tutti i 669 bambini che suo marito riuscì a salvare. Fu allora che la BBC organizzò una serata, a insaputa dell’uomo, per farglieli incontrare tutti, come testimonia questo – toccante – video.

Anche in un giorno segnato dal ricordo della più grande tragedia della Storia dell’Umanità, ci sono storie che ci danno modo di coltivare la speranza. Quella di Nicholas Winton è davvero una #buonanuova 🙂

Commenti

    • Alessandro Fumagalli dice

      Grazie Adelaide, abbiamo cercato di fare del nostro meglio per raccontarla come meritava anche se in giro non abbiamo trovato molte informazioni.

      In genere chi fa del bene lo fa nel silenzio, e anche Nicholas è stato uno straordinario esempio sotto questo punto di vista, però.. E’ quasi un peccato che storie come questa restino nascoste, ed è per questo che – anche se trovarle non è sempre semplice – ci fa piacere condividerle con voi sperando servano davvero a costruire un mondo migliore, molto più di tante belle parole.

      Se ti fa piacere, continua a seguirci 😉

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *