Un contributo alle famiglie che offrono alloggio agli immigrati: Milano apre la strada, chi seguirà?

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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>>>ANSA/PAPA A LAMPEDUSA: FARA' APPELLO A PRENDERSI CURA DEI MIGRANTIOgni settimana le amiche di Milanoincontemporanea ci offrono lo spazio di un post, che dedichiamo ogni volta a una buonanuova “alla milanese”. Anche la notizia che stiamo per darvi arriva da Milano, e ancora una volta parla di generosità e ospitalità: il Comune ha infatti aperto un bando, valido dal 30 dicembre scorso al prossimo 15 gennaio, per la selezione di famiglie interessate a ospitare a casa propria uno o più profughi a seconda delle possibilità.

Sì, perché se è vero che la questione dei migranti è passata in secondo piano (permetteremi una nota polemica: ora i giornalisti sono tutti concentrati sulle morti per parto, al punto che sembra quasi non succeda altro nel nostro Paese..) è vero anche che il problema di ospitarli persiste; gli enti locali sono stati chiamati a mettere a disposizione le proprie strutture, alcune parrocchie stanno cercando – nell’indifferenza dei media – di fare altrettanto, ma c’è una terza via che passa attraverso l’impegno dei cittadini “in prima persona”, e per incentivarla il Comune di Milano ha messo a disposizione un importante contributo.

400 euro al mese per chi offre un alloggio idoneo all’ospitalità: bastano una camera da letto con un minimo di arredo, quello necessario per il deposito di abiti ed effetti personali, e un bagno. Oltre a questi, naturalmente, serve la disponibilità ad accogliere una persona sconosciuta a casa propria, ma sappiamo bene che la generosità di molti milanesi non avrà bisogno di molti discorsi per farsi convincere a offrirla.

Le famiglie che intendono candidarsi possono inviare al Comune la propria domanda di adesione; se selezionate, parteciperanno a un corso di formazione di due giorni utile ad approfondire il tema dell’asilo politico (e le dinamiche che lo regolano) e gli aspetti di relazione interculturale.

Non nascondiamoci dietro all’ipocrisia: può essere l’occasione per integrare il reddito familiare e, allo stesso tempo, fare un servizio a persone che ne hanno bisogno. Un’opportunità da prendere seriamente in considerazione, insomma.

La televisione non ne parla; i quotidiani gli avranno dedicato sì e no un trafiletto. Ma questa è una #buonanuova a 360° per tutti quelli che si lasceranno coinvolgere con entusiasmo nel progetto.

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