Fa 800km con un pieno di energia 100% pulita: l’auto elettrica del futuro è un’idea Made in Italy, quando arriverà sul mercato?

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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La nostra fame di energia è in costante aumento, mentre – per contro – le risorse che abbiamo a disposizione per produrla in maniera “tradizionale” si stanno esaurendo: ogni riferimento al petrolio non è puramente casuale..

Tra le cose più energivore, i veicoli – e le automobili in particolare – hanno un ruolo di primo piano: si calcola che nel Mondo, per 7 miliardi di persone, ci siano ben 1.5 miliardi di macchine. Che ogni giorno circolano, consumano, inquinano.

La soluzione cui si sta lavorando oggi per limitare questo fenomeno è l’auto ibrida, o elettrica. Di certo una #buonanuova, anche se ancora stenta a prender piede per via dei suoi costi, ancora troppo alti rispetto a quelli delle macchine “tradizionali”.

Un team di ricercatori guidato dall’italiano Teodoro Laino, però, sta sviluppando l’idea che potrebbe cambiare per sempre questa equazione, rispolverando un progetto nato e testato già negli anni ’70 con successo nientemeno che da FIAT – anche se poi non se ne fece niente.

saleStiamo parlando della batteria.. al sale!

A segnalarci questa innovazione è stato l’amico Gregorio, che ha fatto dei motori il proprio pane e si è imbattuto in una notizia davvero interessante: il 2016 è infatti l’anno cruciale per lo sviluppo di batterie per auto elettriche che funzionino ad aria e sale.

Sì, avete capito bene: aria e sale. Per pensarla è stato necessario qualche rudimento di chimica: non è da tutti immaginare che un pannello di carbonio possa catturare ossigeno da far combinare con gli ioni di litio presenti nell’anodo (all’altro lato della batteria). Il processo produce energia, e una volta terminata la carica non restano “scorie”: gli ioni di litio tornano all’anodo e l’ossigeno all’aria. Il tutto con il vantaggio di aver “alleggerito” la batteria.

Non solo: al posto del litio, usando lo stesso metodo, si può sfruttare il sodio (ed ecco cosa c’entra il sale). La batteria pesa un po’ di più (100kg contro 60), ma è evidente che costa meno visto che il sodio è più abbondante, facile da reperire e perciò economico.

I risultati sono sbalorditivi: le auto elettriche con la batteria al sale sono in grado di percorrere 800km. L’equivalente di 500 miglia, ecco perché le hanno chiamate Battery 500. Il tutto con energia pulita, che era già stata sperimentata a metà degli anni ’70 da FIAT (erano i tempi dell’Austerity) con ottimi risultati.

Lo sviluppo di questa tecnologia è solo agli inizi, ma promette bene: i suoi creatori stanno pensando di riproporla, più in piccolo, anche sugli smartphone, i tablet e tanti altri dispositivi che usiamo ogni giorno e che “mangiano” un sacco di energia: con un’alternativa così si potrebbe avere una fonte che si costa e si consuma meno, rende tanto quanto, e può durare anche di più prima di aver bisogno di una ricarica.

Una novità che è una buonanuova, e che faremo bene a tenere d’occhio: i primi test sono in programma entro la fine dell’anno 😉

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