Usare la forza (pulita) del mare per creare elettricità: a Pisa funziona già, ecco come si è arrivati a questo successo!

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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40south-energyMarsiglia ha fatto scuola, e presto le città costiere potrebbero cominciare a farsi dare energia dalla forza del mare. Del “caso” della città francese vi abbiamo parlato ormai qualche mese fa, ma la #buonanuova di oggi è che un progetto simile è nato a Pisa, grazie all’impegno (e al genio) di un professore italiano, Michele Grassi.

Nel 2001, Grassi realizzò un’impresa: in barca a vela dalle Canarie a Portorico seguendo la rotta di Cristoforo Colombo. Fu lì che vide un container, perso da una nave, galleggiare su onde alte sei metri; e fu lì che realizzò che quella energia fosse nient’altro che una forza enorme e inutilizzata, ma utilizzabile.

Nacque allora l’idea di trovare un modo per “catturarla”, e far sì che diventasse utile per dare corrente a case e città.

Da lì, ecco l’idea: Grassi ha realizzato una macchina unica al mondo, che è stata da poco posizionata al largo di Marina di Pisa, e al momento riesce a dare energia elettrica (prodotta trasformando l’energia cinetica delle onde del mare) a 40 famiglie.

La macchina riposa sul fondale, a 6 metri di profondità. Lì, come un enorme aspirapolvere, raccoglie la corrente marina e riesce a trasformarla in energia utile per l’uomo, ma soprattutto pulita! Il progetto è solo alla sua prima fase: Grassi ha investito i suoi risparmi per portarlo avanti, poi ha saputo coinvolgere – anche con il crowdfunding – altri finanziatori e soprattutto ragazzi (quasi tutti tra i 20 e i 35 anni) che hanno rinunciato anche a impieghi meglio remunerati, e ora la sua 40South Energy è una startup con 25 dipendenti e una grande idea da portare avanti.

Dopo l’installazione pilota di Pisa, che ha dimostrato di funzionare, l’azienda ha già raccolto un’altra ventina di ordini per macchine analoghe, ognuna delle quali costa 150mila euro. Significa che ci sono altre 20 realtà pronte a credere in questa scommessa, di darsi energia producendola grazie al mare. Il prezzo è destinato a diminuire una volta che potrà cominciare una produzione “in serie”, e ogni anno una macchina come questa è in grado di far risparmiare 26mila euro per un investimento che si ripaga in meno di 5 anni.

Ma la vera rivoluzione è essere riusciti a trovare un’altra fonte di energia inesauribile e pulita, che da qui in avanti potrà solo essere perfezionata. Il fatto che a raggiungere questo obiettivo sia una startup italiana, giovane e motivata a crescere ancora di più, è poi una #buonanuova che si aggiunge a un’altra #buonanuova 🙂

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