Nel giro di 25 anni la mortalità infantile si è dimezzata: ecco quante vite si salvano e cosa fare per ridurla ancora!

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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donna-incintaIn 25 anni di cose ne sono successe tante, e tante sono state belle anche se non tutte sono “di dominio pubblico”: che siano arrivati gli smartphone, ad esempio, e che ci stiano offrendo la possibilità di essere sempre connessi al mondo è una #buonanuova ed è sotto gli occhi (letteralmente 🙂 ) di tutti, mentre che le morti di parto siano diminuite quasi della metà si sa sicuramente meno. Eppure è successo!

Secondo quanto riferisce OMS (Organizzazione mondiale della sanità), dal 1990 a oggi le morti post partum sono diminuite da 532mila all’anno a 303mila. Il dato si riferisce alle donne che sono sopravvissute alle prime sei settimane dopo la nascita dei loro bambini, ed è sicuramente una buona notizia!

La mortalità è calata del 44% in 25 anni – ha raccontato la dottoressa Lale Say, che segue le ricerche sulla salute riproduttiva per OMS – ma il 99% di questi casi riguarda ancora i Paesi in via di sviluppo

Sì, perché mentre 39 Paesi hanno fatto registrare risultati significativi nella riduzione della mortalità post partum, è vero anche che solo 9 sono riusciti a centrare gli obiettivi posti da OMS nel corso degli ultimi 25 anni. Il dato che allarma ancora di più, però, è quello secondo cui molti Paesi che hanno fatto registrare qualche piccolo progresso potrebbero veder svanire questi risultati entro i prossimi 15 anni se non saranno aiutati a migliorare il proprio sistema sanitario.

Per contro, però, c’è da registrare un’Asia in netto miglioramento: solo 27 casi ogni 100.000, contro i 95 che si registravano 25 anni fa. L’obiettivo è di portare la statistica mondiale sotto la soglia delle 70 donne ogni 100.000 nati entro il 2030.

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