Inventa un reggiseno per chi ha avuto un tumore al seno, come lei: ecco la storia di Dana!

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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dana-donofree-anaono-intimatesDal tumore al seno si guarisce, per fortuna, sempre più spesso, grazie a cure sempre più evolute e (soprattutto) grazie alla prevenzione. E’ già una #buonanuova, ma non è l’unica che abbiamo oggi 🙂

Già, perché una delle conseguenze del tumore al seno, almeno quando viene rimosso con una mastectomia, è il fatto che lascia un segno indelebile nella femminilità di una donna. Un segno che non è facile accettare quando si è un po’ più in là con gli anni, figurarsi come lo si può vivere quando si è giovani e si vorrebbe vivere una vita “normale”, se non in tutto almeno sotto più punti di vista possibile, e avere la possibilità di dimostrare tutta la propria femminilità.

Dana Donofree con quel suo “nuovo” seno proprio non ci si vedeva: a 33 anni, del resto, dev’essere davvero difficile. Ma questa ragazza americana non si è persa d’animo, e ha cercato un’alternativa a quel suo decollete “quadrato” (così come lo ha definito lei stessa). L’ha trovata in un nuovo reggiseno, brevettato proprio da lei, progettato e realizzato per le donne che hanno avuto un tumore al seno, da una di loro; una che sa, dunque, come ci si sente, e quali sono le difficoltà più grandi da affrontare.

Ad esempio, il ferretto: nel reggiseno disegnato da Dana, non ce n’è neppure uno! Con le cicatrici, del resto, la sensibilità della pelle aumenta: se il ferretto picchia contro, il reggiseno diventa una vera e propria tortura.

Ancora, il tessuto: è a doppio strato, con una parte interna più morbida che fa quasi effetto peluche; una vera e propria carezza.

E poi, gli elastici: non tirano nella zona sotto le ascelle. Oppure i ganci di chiusura: sono 4, in modo da poter regolare la larghezza a seconda della propria comodità.

Certo, per Dana creare un reggiseno così è stato un po’ più facile: ha studiato al Savannah College of Art and Design, e con cartamodelli e tessuti ha una certa dimestichezza. Ma la #buonanuova è che ha saputo superare la sua brutta esperienza, trovare un “antidoto” a un problema che la assillava, e con questo dare una seconda chance a tante donne come lei con la sua linea AnaOno Intimates, che ora è un’azienda di successo.

Tanta roba, no? 🙂

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