Creata in laboratorio la zanzara che blocca la malaria: funzionerà contro il contagio?

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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anopheles-stephensiLe zanzare danno fastidio praticamente a chiunque e a ogni latitudine, ma in alcune zone del mondo rappresentano un problema ancora più grosso della semplice puntura (e del conseguente prurito): sono infatti un veicolo eccezionale per la malaria*, il cui contagio si trasmette proprio quando le zanzare che hanno succhiato del sangue infetto passano a pungere un soggetto sano.

Per prevenire il contagio da malaria bisogna sottoporsi alla relativa profilassi (ben conosciuta da chi ha viaggiato in zone a rischio), ma questa sorta di vaccino ha un costo che molte persone di molti Paesi poveri non possono permettersi di sostenere, quindi che si fa?

Un team di scienziati della California University di San Diego ha pensato di prendere il problema da un’altra parte: anziché cercare di rendere immuni gli uomini, perché non “disattivare” la virulenza nelle zanzare? Per questo ha inserito del DNA modificato nelle Anopheles stephensi (una specie di zanzara particolarmente presente in India) in modo che queste perdano la loro capacità di veicolare la malaria: le zanzare “riprogrammate” producono degli antibiotici antimalarici che si sono dimostrati efficaci nel 99,5% dei casi.

L’idea è che, ora, queste zanzare geneticamente modificate vengano introdotte in natura: con l’accoppiamento, il loro DNA potrà diffondersi al resto della popolazione di zanzare rendendole tutte, progessivamente, incapaci di trasmettere il virus della malaria.

Fin qui tutto bene, no? Certo, resta da vedere come la natura accoglierà questa novità: come è risaputo, infatti, a prevalere è sempre la selezione naturale, e se queste zanzare “OGM” si rivelassero meno adatte delle altre a sopravvivere sarebbero comunque destinate a soccombere, e con loro lo straordinario DNA che si portano appresso.

Ancora, siamo sicuri che questa modifica non avrà conseguenze su altre caratteristiche della zanzara? I test che si stanno effettuando in laboratorio mirano a scoprire proprio questo.

Speriamo la valutazione delle possibili controindicazioni sia sufficientemente accurata e possa portare a risultati incoraggianti: staremo a vedere, comunque salutiamo con curiosità ed entusiasmo questo buon inizio!

*se volete sapere cos’è, come si manifesta e dove è più alto il pericolo di contrarre la malaria, vi lasciamo il link alla pagina dedicata di Wikipedia 😉

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