Vai al lavoro in bici? Il Comune ti paga! Succede in Toscana, e nel resto d’Italia? Intanto ecco come funziona!

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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pista ciclabile in città

Ok, quando si va a lavorare si viene pagati (o almeno si dovrebbe). Ma si è pagati perché si lavora, non perché  si va “fisicamente” da casa al posto di lavoro: per quello, anzi, di solito tocca metterceli di tasca propria.

Sì, se a lavoro andate in macchina, o coi mezzi pubblici, e solo perché non abitate a Massarosa 🙂

Lì, in quel Comune da 22mila anime in provincia di Lucca, conviene inforcare la bicicletta e mettersi in marcia verso il posto di lavoro; ogni km percorso, l’Amministrazione ha previsto un rimborso spese di 25 centesimi di euro!

L’idea non è nuova: in Francia se ne parla già da un po’, e anche noi lo avevamo raccontato. Ma Massarosa, ammesso che l’iter vada in porto, è la prima realtà in Italia a proporre un progetto simile.

La scelta risponde a una logica ben precisa: convincere la cittadinanza ad adottare una forma di mobilità dolce, pulita, che non ha bisogno di parcheggi enormi e non inquina, oltre ad avere tante altre qualità di cui vi abbiamo parlato spesso (o no? 🙂 )

A Massarosa, dunque, si parte: 50 persone saranno selezionate per sperimentare il progetto pilota, che sarà monitorato mediante autocertificazioni e app per smartphone. Il tetto massimo al rimborso mensile sarà di 50 euro, che corrispondono a 200km: al di là di tutto, però, volete mettere il risparmio in termini di carburante, e i vantaggi per la salute che derivano dalla scelta di andare al lavoro in bici?

Ma soprattutto: vi piacerebbe se anche il vostro Comune, o la vostra azienda, vi proponessero un incentivo simile?

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