Un bicchiere d’acqua di mare per portare la luce in tutte le case? Dalle Filippine arriva SALt, un’idea per cambiare la vita a milioni di persone!

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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saltNel mondo, 1.3 miliardi di persone vivono senza elettricità. 1.300.000.000!

Quello che per tanti è un gesto banale, accendere la luce, per 1.3 miliardi di persone è assolutamente sconosciuto e inimmaginabile; eppure potrebbe cambiare tanto: pensate, ad esempio, cosa significherebbe per i bambini riuscire a leggere di sera; oppure per le donne, poter cucire anche dopo il tramonto del sole. Sembrano piccolezze, ma in tanti Paesi del mondo potrebbero fare la differenza, senza contare che di esempi simili ce ne potrebbero essere decine e decine.

Il tema di portare la luce in tutte le case è una delle tante sfide che l’Umanità deve affrontare, se vuole diventare più giusta e un pochino più equa, e in passato ne abbiamo parlato anche nel blog di Axura con il progetto di Gravity Light. Ora c’è una nuova idea, che arriva dalle Filippine del nostro amico Samuele (vi ricordate la sua storia? se no, eccola qui) e che potrebbe essere altrettanto decisiva su questa strada: è SALt.

SALt è una lampada. Dentro ha un cuore in grado di trasformare l’energia chimica in energia elettrica grazie a una cella galvanica. Per farla funzionare bastano un po’ di acqua e un paio di cucchiaiate di sale: gli elettrodi della batteria che c’è dentro SALt reagiscono infatti con gli ioni del sale, e questa reazione produce energia!

Con un bicchiere d’acqua e due cucchiai di sale, SALt funziona per circa 8 ore: senza inquinare, senza creare pericoli (come invece le lampade al cherosene, ampiamente usate nei Paesi più poveri, fanno) e praticamente senza costi, visto che è in grado di funzionare anche con l’acqua di mare – anche se, ogni sei mesi, bisogna sostituire le aste metalliche al suo interno.

Ancora, SALt è dotata anche di un’uscita USB: se credete sia inutile, pensate a quanto potrebbe diventare fondamentale in caso di disastri naturali come fonte alternativa di energia; anche per ricaricare lo smartphone quanto basta per chiamare i soccorsi.

La cosa ancora più sensazionale, poi, è che SALt non è il prodotto di un team di ricerca nutritissimo e finanziatissimo, e neppure di una grande azienda: è un progetto realizzato da due fratelli, Aisa e Raphael Mijeno, che ora sperano di riuscire a distribuirla in collaborazione con alcune organizzazioni Non Profit.

Noi facciamo il tifo per loro 😉

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