Trasforma gli insulti online in donazioni a UNICEF: ecco la storia di Susan, musulmana d’Australia

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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susan-carlandGli attentati di venerdì 13 novembre 2015 a Parigi hanno sconvolto il mondo occidentale, ma qualcuno anziché iniziare una seria e profonda riflessione ha pensato “bene” di cavalcare l’onda del diverso come nemico abbracciando la logica dello scontro tra civiltà che ISIS sperava di innescare, in modo da dividere il mondo tra “noi” e “loro” anziché costruire un fronte comune e unito contro il terrore. Complimenti a tutti costoro signori!

Per fortuna non sono gli unici che abbiamo sulla piazza, e verosimilmente non sono neppure maggioranza. Tra quelli che invece che alimentare l’odio cercano di trasformarlo in qualcosa di meno brutto, nella speranza di disinnescarlo, c’è Susan.

Susan è una donna musulmana, ennesima testimonianza del fatto che le buone idee (così come l’odio) non hanno religione. Susan vive in Australia, lavora in un’Università ed è la moglie di Waleed Aly, che “Downunder” è una star dei talk show. Tutta la visibilità che deriva a Susan dal suo essere moglie di cotanto marito le è valsa – come succede a ogni latitudine – qualche invidia, e l’invidia si è ben presto trasformata in odio e in insulto quando certi “fenomeni del pensiero” hanno scoperto che lei è musulmana. “Ami l’oppressione, gli omicidi, la guerra e il sessismo”, sono stati solo alcuni dei “complimenti” che le sono stati rivolti, e allora lei, Susan Carland, che ha deciso di fare?

Donare un dollaro (australiano, naturalmente) a UNICEF per ogni insulto ricevuto.

La risposta delle persone che la seguono su Twitter è stata, in molti casi, di supporto alla sua causa, con la speranza che le donazioni diminuiscano perché questo significherebbe che sono diminuiti anche gli insulti anti-islamici che le vengono rivolti.

Non è dato sapere se le offese siano aumentate o diminuite dopo questa presa di posizione, ma di certo è bello sapere che Susan è stata capace di trasformare l’odio in qualcosa di positivo come il finanziamento a chi ha bisogno d’aiuto.

Buona idea, #buonanuova 😉

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