Non chiamateli rifiuti: con Terracycle quello che buttiamo trova nuova vita e ci fa guadagnare, a quando in Italia?

“La spazzatura di uno può essere il tesoro di un altro”.

Sulla base di questo concetto Tom Szaky ha sviluppato il suo progetto di riciclo creando nel 2003 Terracycle. Era ancora studente a Princeton quando alcuni amici iniziarono a nutrire dei vermi rossi e ad usare i loro rifiuti per fertilizzare le piante. L’idea gli venne così: eliminare l’idea di rifiuto producendo fertilizzante dagli scarti alimentari.

La compagnia iniziò un programma di raccolta di bottiglie di soda chiamato Bottle Brigade (= la brigata delle bottiglie) per riutilizzarle nel confezionamento dei suoi fertilizzanti. Quando i primi fertilizzanti Terracycle fecero la loro comparsa sugli scaffali della grande distribuzione, tra cui il colosso Wallmart, il successo fu enorme. Essere presente nella regina dei supermercati fu un colpo grosso, ma l’obiettivo di Tom e dei suoi amici era un altro.

Coinvolgere la gente ad inviare singole tipologie di spazzatura per poter lavorare il materiale di scarto e ricavarne una risorsa di seconda generazione con cui produrre qualcos’altro: ecco il vero senso di Terracycle!

La regola infatti è che i rifiuti devono essere separati, ma non solo per tipologia (dividendo il secco dall’umido e la carta dalla plastica, etc.). No: da un lato vanno i sacchetti delle patatine, dall’altro gli involucri delle barrette. E così via. Da ogni scarto, un diverso prodotto di consumo: lamette per la barba, carta delle caramelle, tappi di sughero, imballaggi in tetrapak, penne… Le tipologie di spazzatura gestite da Terracycle sono numerose.

Iniziare a collezionare rifiuti per Terracycle è facile: basta andare sul sito, iscriversi, identificare il tipo di rifiuto, raccoglierlo in scatoloni e spedirlo. Per ogni pezzo, si ricevono 2 centesimi (o l’equivalente in moneta corrente) che si potranno donare ad un ente benefico di propria scelta. Ovviamente l’unione fa la forza e basta coinvolgere i colleghi dell’ufficio o un’intera scuola per costituire una “brigata” in grado di garantire una maggiore raccolta e quindi di un premio più consistente che potrà essere devoluto a scopi sociali.

Terracycle oggi è diventata un colosso. Il fondatore Szaky ha saputo attirare famose aziende nel suo programma di riciclo: l’involucro di alluminio per creare degli astucci per la scuola è quello delle patatine Doritos, lo zainetto nasce dalla confezione gialla degli M&M’s. Le aziende hanno tutto l’interesse a prolungare la vita dei loro marchi su altri prodotti e a promuovere il lato ambientalista della propria immagine, mentre i consumatori si liberano degli scarti di prodotti che verrebbero in ogni caso acquistati. Szaky inoltre punta a trovare una seconda vita anche per i rifiuti più difficili come medicinali e pile.

Chi invia i rifiuti a Terracycle non lo fa solo per ricevere denaro in cambio, ma anche perché sa che Terracycle li userà al meglio. Con oltre 20 milioni di persone attive nella raccolta dei rifiuti in oltre 20 Paesi, Terracycle ha trattato rifiuti per miliardi di pezzi e li ha usati per creare oltre 1500 diversi prodotti disponibili presso i principali rivenditori, da Walmart a Whole Foods Market.

terracycle

Ad oggi si contano, nel mondo, numerose brigate: quella delle cicche di sigarette, quella degli spazzolini, dei rifiuti elettronici, del nastro adesivo, etc. Brigate che in molti casi hanno lo scopo di raccogliere scarti di brand famosi che pubblicizzano poi Terracycle sul loro packaging.

L’obiettivo di Terracycle è di eliminare il problema e l’idea stessa dei rifiuti con la creazione di sistemi di raccolta e di trasformazione per tutto ciò che oggi deve essere inviato ad una discarica. Trasformare, insomma, l’immondizia in un tesoro.

Al momento, Terracycle è attiva in molti Paesi europei ma non in Italia, dove non è ancora arrivata. Le condizioni per un suo sbarco, forse, ancora non ci sono, ma non vi piacerebbe se arrivasse anche da noi un’esperienza simile? Sareste disposti a collaborare anche voi perché diventi un progetto di successo?

per maggiori informazioni: Terracycle.com

Federica De Martino

Federica De Martino

scrivo da sempre, ma solo di ciò che mi piace.
non lo considero un lavoro, piuttosto uno sfogo.
le buone notizie sono per me le migliori.
Federica De Martino

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