Ordinare un frappuccino con il linguaggio dei segni: da Starbucks in USA si può… sarà così anche in Italia?

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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starbucksE’ notizia dei giorni scorsi: Starbucks si appresta a sbarcare anche in Italia, e più precisamente a partire da Milano, entro i primi mesi del 2016.

Per chi non la conoscesse, Starbucks è una catena internazionale di caffetterie che negli anni è riuscita a costruirsi un ruolo di “icona”, un po’ come McDonald’s per i fast food o Dunkin’ Donuts per le (clamorosamente buone) ciambelle, grazie al suo stile davvero unico: il caffé – nelle sue innumerevoli varianti – viene servito in bicchieri di plastica così può essere bevuto anche per strada, mentre si passeggia, senza sporcarsi tirandoselo addosso.

Starbucks è presente in 58 Paesi al mondo ma, stranamente, in Italia ancora non ce n’è uno; e dire che l’idea di creare una catena come questa venne a Howard Schultz proprio a seguito di un viaggio d’affari a Milano, nel 1983! Finora il nostro Paese era rimasto escluso dall’espansione planetaria di Starbucks proprio perché per gli italiani il momento del caffé è quasi un “rito sacro”, che viene vissuto con modalità completamente diverse, ma ora pare le cose siano cambiate: staremo a vedere cosa succederà e come la novità verrà accolta dal pubblico, ma non è solo di questo che vi volevamo parlare oggi.

La vera #buonanuova, infatti, è un’altra: negli Stati Uniti, Starbucks è un vero colosso da 13 miliardi di dollari di fatturato e quasi 13mila negozi. Uno di questi, da qualche settimana, ha scelto di fare un cambio di passo davvero straordinario: nella sua versione “Drive” (sì, perché proprio come esistono i McDrive esistono anche degli Starbucks Drive per chi vuole prendersi un frappuccino – o quant’altro – restando comodamente seduto in macchina e senza perdere neppure un minuto), lo Starbucks di St. Augustine, in Florida, ora accetta ordini anche nella lingua dei segni.

In pratica, anche chi è sordomuto oggi può fare una comanda da Starbucks senza aver bisogno di un interprete o di qualche altro intermediario, ma direttamente nel proprio linguaggio. Un bel passo avanti verso i propri clienti, che parte proprio da una zona “sensibile”: a St. Augustine c’è infatti una scuola riservata a sordi e ciechi proprio nelle immediate vicinanze di Starbucks (o viceversa 🙂 ) e certo non è un caso se si è partiti proprio da lì nell’intodurre questa bella novità.

Visto che presto arriverà in Italia, sarebbe bello se Starbucks pensasse di offrire un servizio del genere anche da noi no?

Nell’attesa, ecco il video di una ragazza che ha provato questo servizio davvero innovativo (anche se la pelliccia sul volante della sua auto è da codice penale 🙂 )

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