Che ci fa un frigorifero in mezzo alla strada? In Spagna e Brasile dà da mangiare a chi ha bisogno, arriverà anche da noi?

sociAle

Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
sociAle

frigorifero-della-solidarietaChi è stato a Expo 2015 prima che le code cannibalizzassero l’attenzione se ne sarà accorto: il tema dello spreco alimentare, o meglio di come contrastarlo e cercare di evitarlo, ha avuto – e dovrà continuare ad avere – una grande importanza e attenzione.

Già così com’è oggi, la Terra sarebbe infatti in grado di nutrire 9 miliardi di persone, invece ci sono 800milioni di donne e uomini (e bambini!) che soffrono ancora la fame nonostante la situazione stia migliorando, perché? Perché c’è chi ha troppo e chi ha nulla, e perché non c’è un sistema in grado di mettere in contatto i primi (e le loro eccedenze) con gli ultimi (e i loro bisogni). Qualcosa però si sta muovendo, e succede a partire dal basso.

Sì, perché in Brasile prima, e in Spagna, Olanda, Germania e Arabia Saudita poi, per iniziativa di singoli e associazioni hanno iniziato a comparire dei “frigoriferi della solidarietà”. Si trovano per strada, e sono normali frigoriferi distinguibili grazie a un logo appiccicato ai fianchi.

La loro utilità? E’ presto detto: sono lì, a disposizione – 24/7 – di chi abbia delle eccedenze di alimentari delle quali disfarsi. Anziché gettarle nella spazzatura, che sarebbe un delitto, queste possono essere portate al “frigorifero della solidarietà” più vicino e depositate lì, dove non si ammalorano.

Dall’altra parte, chi fatica a trovare ogni giorno un pasto da mettere sotto i denti può passare a prendere quello che c’è, liberamente e gratis.

Certo, non ci si troveranno carne o pesce crudi (espressamente vietati, perché se non cucinati possono veicolare pericolosi virus), e neppure cibi scaduti e uova. Tutto il resto, però, ci sta bene, e quando c’è un pasto preparato in casa e donato ai frigoriferi della solidarietà è ancora meglio 🙂

L’idea è ottima, ed è anche un veicolo di sensibilizzazione molto potente contro lo spreco alimentare. In diversi Paesi del mondo già funziona, a dispetto delle controindicazioni che ci sono e che sono state superate; ne vedremo comparire presto anche in Italia?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *