Un cemento anti alluvione? Ecco una novità che può salvare migliaia di vite, scopriamo come funziona!

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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asfalto-drenanteLe cronache degli ultimi giorni sono state impietose: prima in Sardegna, poi in Costa Azzurra, la potenza delle alluvioni ha fatto enormi danni, e vittime.

Certo, le zone colpite non erano preparate ad affrontare un’emergenza di questa portata perché piogge tanto intense e concentrate (nel tempo e nello spazio) lì si vedono di rado. Può bastare come giustificazione? Assolutamente no. Deve suonare come un campanello d’allarme? Sicuramente sì, perché è evidente che le conseguenze del riscaldamento globale stanno portando a un’alterazione del clima tanto repentina quanto difficile da prevedere, e prevedere è la base per prevenire. Il problema, insomma, è più serio di quanto possa apparire a una lettura superficiale dello stesso.

La soluzione, evidentemente, non è una sola. Di certo la cura dell’ambiente in cui viviamo, anziché il suo sfruttamento intenso e irresponsabile, può essere il passo più deciso in questa direzione; ma anche la tecnologia può dare una grossa mano in questo senso, e la novità di cui vogliamo parlarvi oggi è un cemento “spugna”, un calcestruzzo anti-alluvione in grado di assorbire letteralmente grandi quantità d’acqua nel giro di pochissimi istanti.

Si chiama Topmix, è stato creato da Tarmac e promette di mitigare in grande misura il problema delle alluvioni, salvando diverse vite umane.

Topmix funziona a tutti gli effetti come una spugna: la sua particolare composizione, a maglie piuttosto larghe, gli permette infatti di drenare una quantità d’acqua impressionante, fino a 3.300 litri al minuto. Praticamente quello che può scaricare una cisterna asciugato in un batter d’occhio!

Serve per contrastare gli effetti delle alluvioni, delle piogge battenti, delle esondazioni di laghi e fiumi, delle bombe d’acqua (simpatico termine che però, in meteorologia, vuol dire praticamente nulla), ma anche per ridurre al minimo i disagi alla circolazione stradale in caso di fenomeni più moderati: il fenomeno dell’aquaplaning, con Topmix, subirebbe infatti una riduzione drastica!

Tarmac non è stata certo la prima azienda ad avere questa idea, anzi: basti pensare al Pantheon di Roma, un monumento aperto al colmo della sua cupola e dotato di un ingegnoso sistema di raccolta e drenaggio proprio al suo centro, roba costruita 2mila anni fa :O La novità, semmai, sta nel fatto che Topmix è il primo sistema di drenaggio di questo tipo che riesce a resistere al traffico cittadino, quindi può essere usato su larga scala in tante situazioni.

Questo cemento “assetato” è composto da due strati: il primo drena in maniera pressoché istantanea; il secondo reindirizza l’acqua verso un sistema di drenaggio, che può mandare l’acqua alla fognatura oppure destinarla a impianti di depurazione che la trasformino in potabile (o alla peggio, utile per spegnere gli incendi).

Prodigioso, eh? Eppure anche Topmix un difetto ce l’ha: quando le temperature scendono, l’acqua al suo interno si ghiaccia e il sistema diventa inefficace. Ma la premessa è buona, e per ovviare a questo problema potrebbe bastare un altro po’ di impegno nello sviluppo. I risultati sono tangibili e fanno sperare il meglio, guardate qua 🙂

Quando vi aspettate di vederlo anche sulle nostre strade?

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