Prima era un broker, oggi ha milioni di seguaci e racconta storie di persone: ecco la sua, ecco la storia di Brandon e di Humans of New York

sociAle

Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
sociAle

Le storie delle “vittime della crisi economica”, nel mondo, sono tante: basta pensare alle aziende che chiudono, alle famiglie sempre più povere, agli imprenditori che presi dalla disperazione si tolgono la vita..

Meno rumorose, ma non per questo meno interessanti, le storie delle “vittime della crisi economica” che dopo lo shock hanno saputo rialzarsi e inventarsi una nuova vita, anche migliore. Tra queste, una delle più significative è quella di Brandon Stanton.

Il nome, molto probabilmente, vi dice poco; se vi parlassimo invece di “Humans of New York“, che ci direste? Forse che è una pagina Facebook, e che è molto seguita anche da noi perché racconta le storie di chi abita nella Grande Mela, rendendocelo un po’ più familiare.

humans-of-new-yorkBene: Humans of New York è anche un sito internet, e un libro uscito nel 2013, e Brandon Stanton è la sua anima e il suo fondatore. Ma Brandon non è nato blogger: fino a qualche anno fa faceva il broker a Chicago, fino a quando ha cominciato a non passarsela più così bene a causa – appunto – della crisi economica.

Licenziato, Brandon decise di provare a ricostruirsi una vita e cominciò realizzando un suo sogno: andare a vivere a New York. E’ stato lì che ha cominciato a guardare le persone con occhi diversi: armato di una fotocamera e di tanta voglia di ascoltare storie, nel 2010 ha creato un album fotografico dedicato ai newyorkesi nelle loro situazioni più quotidiane.

Dopo poco, alle immagini – che venivano geolocalizzate, per permettere a chiunque di scoprire dove fossero state scattate – sono state associate delle piccole citazioni e storie, che le persone che Brandon incontrava gli raccontavano spontaneamente. Da lì in poi il successo di Humans of New York è diventato davvero clamoroso, con 16milioni di like in tutto il mondo. “Mi piace” di gente che apprezza il racconto di storie di vita comune, ma nel suo piccolo straordinaria: c’è la vecchietta che soffre per la perdita del marito, il tifoso che racconta la sua passione per la squadra di baseball, il taxista che spiega cosa significa guidare per le strade di New York e dover convivere anche con la paura di fare qualche incontro poco piacevole..

Poi ci sono le storie che stanno popolando la pagina in queste ultime settimane. Storie di migranti, persone che hanno speso tutte le proprie energie nel tentativo di costruirsi una vita migliore e che hanno dovuto superare ostacoli eccezionali, pronte a raccontare la loro vicenda con poche parole e un’immagine.

Non sempre finisce bene, e anzi spesso il racconto che fa Humans of New York è quello di vicende di sofferenza (come quella dell’omosessuale che viene discriminato, del malato terminale, del ragazzo di colore che viene osteggiato nel suo tentativo di integrarsi). Ma il successo di questo sito sta anche qui: non raccontare solo le storie dei “Superman” di cui l’America è piena (e la sua filmografia, di più), ma anche le storie della gente comune, dei suoi sogni e delle sue passioni.

Un racconto che merita di essere seguito, no? Ecco dove!

Se un progetto come questo arrivasse anche nella vostra città, non vi piacerebbe?

Commenti

  1. Francesca dice

    Un progetto così non dovrebbe arrivare nella mia città, ma in quella di tutti! In un mondo utopico e perfetto le buone azioni (così come le Buonenuove) dovrebbero essere trasversali a qualsiasi legame geografico!

    • Alessandro Fumagalli dice

      Grazie Francesca!

      Per chi non lo sapesse, Francesca ha collaborato al progetto di buonanuova sin dai suoi albori, anche se ora i suoi impegni e i suoi sogni l’hanno portata altrove. E’ sempre un piacere, comunque, tornare a leggere le sue parole su queste pagine, e chissà che non possa accadere di nuovo presto: noi ci speriamo, e intanto invitiamo chiunque voglia a farsi avanti per collaborare, perché il mondo ha sempre bisogno di buone notizie 😉

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *