Aiutare i migranti e non solo: ecco come Phrasebook abbatte le barriere linguistiche e ci aiuta a comunicare meglio!

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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>>>ANSA/PAPA A LAMPEDUSA: FARA' APPELLO A PRENDERSI CURA DEI MIGRANTIChi viaggia lo sa bene: la prima barriera da superare quando si arriva in un altro Paese è quella linguistica. Vale quando si è turisti, anche se in qualche modo si riesce pur sempre a farsi capire, e vale soprattutto quando si è migranti, e si ha bisogno di aiuti di ogni genere: un pasto, un ricovero per la notte, una visita medica..

Il problema, in questo caso, è duplice: non c’è, infatti, solo il migrante che prova a farsi capire, ma anche il volontario, il poliziotto, il medico (o chi per lui..) che ha la necessità di riuscire a intendere cosa gli viene detto, in modo da fornire un’assistenza adeguata evitando altresì di perder tempo nel tentare interpretazioni, o – peggio – rischiando fraintendimenti.

Avere un vocabolario, in questo senso, naturalmente aiuta; ma avere a disposizione uno strumento più snello e smart può essere sicuramente meglio che portarsi appresso un tomo che non si sa dove mettere, no?

è per questo che, in Germania, è nato Phrasebook, un frasario online e “in progress”, aperto al contributo di tutti, che contiene (per il momento) 300 frasi di uso comune tradotte in 28 lingue diverse, dialetti compresi per andare incontro alle esigenze proprio di tutti.

L’idea è l’evoluzione di un progetto lanciato su Facebook dal gruppo Berlin Refugee Help: lì i volontari avevano cominciato a postare una raccolta di traduzioni di alcune frasi ricorrenti, che poi si è trasformata nel nucleo originale di questo frasario online che è possibile vedere sullo smartphone, oppure scaricare stampare e distribuire.

L’obiettivo è costruire una raccolta delle costruzioni più utili, e arricchirla dal basso. Si è partiti con le più comuni nel dialogo con i migranti, e il taglio resta quello (difficilmente, insomma, troveremo cose tipo: quanto costa quel gioiello?); ma in fin dei conti tanti bisogni possono essere comuni a quelli di chi viaggia più in generale, aiutandolo a comunicare con più facilità in un Paese straniero. Se volete saperne di più, o avete le conoscenze linguistiche per poter contribuire, ecco il link del sito 😉

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