Un’app trasforma le immagini in parole: l’idea che cambia la vita ai non vedenti è di un 22enne italiano

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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non-vedenteSe – come sembra – il futuro sarà fatto sempre più di immagini, come se la passeranno i ciechi?

La provocazione non è di poco conto: nel mondo ci sono circa 300 milioni di non vedenti! Nella maggior parte dei casi, questi vivono la loro condizione come normalità: basta fare un giro all’Istituto dei Ciechi di Milano e provare l’esperienza di Dialogo nel Buio (che vi consiglissimo 🙂 ) per capire che i non vedenti hanno una vita assolutamente simile a quella dei normodotati, se non perché per loro il riconoscimento delle cose passa principalmente attraverso udito, tatto, olfatto e gusto anziché dalla vista.

Certo, non sfugge a nessuno che quello della vista è un senso importantissimo, e che lo sta diventando sempre di più in un mondo che fa dell’immagine il suo veicolo di comunicazione privilegiato; provate ad aprire la vostra bacheca di Facebook, e a contare quanti sono i post fatti solo di parole (dunque accessibili grazie a un sintetizzatore vocale) e quelli corredati da immagini: come è andata? Stravincono questi ultimi, vero?

Bene: la #buonanuova di oggi è che presto tutto questo ben di Dio potrebbe essere messo a disposizione anche dei non vedenti, grazie a un’app e all’idea di un ragazzo italiano di 22 anni, Alberto Rizzoli.

Il concetto alla base di questa invenzione rivoluzionaria è molto semplice: un cieco non può vedere un’immagine, ma in qualche modo la può leggere. Dunque Alberto ha inventato un’app in grado di prendere le immagini e descriverle. Forte vero? E’ Aipoly, che sarà disponibile in Apple Store a partire da novembre ma potrà essere testata già tra pochi giorni nella sua versione beta (chi vuole, può riceverla in anteprima registrandosi su aipoly.com).

In realtà lo sviluppo non ha potuto prescindere dalla “prova su strada”, effettuata da 88 non vedenti. Tutti molto entusiasti per questa idea che potrebbe davvero cambiar loro la vita.

Dietro all’interfaccia c’è un sistema molto sofisticato, realizzato da Rizzoli insieme alla 26enne australiana Marita Cheng: lo smartphone scatta (o “vede”) la foto, l’applicazione la confronta con quelle di altre 300mila oggetti e quando trova quelli corrispondenti elabora una risposta.

Dietro al progetto, invece, c’è Google, che ha finanziato la realizzazione dell’app e che sta sviluppando sistemi di narrazione semantica in grado di distinguere gli oggetti e prendere delle decisioni su base logica (sì: avete capito bene!).

Al di là di tutto, comunque, c’è una novità di quelle che piacciono a noi: quelle in grado di cambiare la vita di molte persone!

Ben fatto, Alberto 😉

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