Torna a vedere il cielo dopo 5 anni grazie alla generosità di tre muratori: la storia di Simone, succede a Roma

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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sedia-a-rotelleVuoi per la politica, vuoi per il Papa, vuoi per il Sindaco Marino. Vuoi per il degrado, la sporcizia e persino per la metroA (che lunedì ha avuto un giro a vuoto), oppure per la sua “Grande Bellezza”; insomma: di Roma è difficile che non si parli 🙂

Oggi lo facciamo anche noi, per raccontarvi una storia davvero bella. Una storia di solidarietà ricevuta: la storia di Simone!

Simone abita al 7° piano di una casa popolare; la palazzina è dAtata, eppure è dOtata di ascensore, ma non basta: le sue porte, troppo strette, sono un limite per Simone, che è disabile grave ed è costretto a vivere su una carrozzina. Se quando era più piccolo Simone lì dentro ci stava, ora che è cresciuto – e che con lui è cresciuta anche la sua sedia a rotelle – non c’è più margine per entrare.

L’alternativa è trovare qualcuno che lo porti su e giù per le scale a forza di braccia, ma certo non può farcela sua madre, che lo cura amorevolmente da anni: 7 piani son mica uno scherzo!

Morale: il destino di Simone era quello di rimanere “murato” nella prigione di casa propria, anche perché la portafinestra che conduce sul balcone era stretta tanto quanto l’ascensore e non gli permetteva di passare. Il fatto che stiamo usando l’imperfetto, però, dovrebbe lasciarvi immaginare che oggi la storia è cambiata, e il tutto grazie a una buonanuova!

Già, perché Simone ha trovato un angelo disposto ad aiutarlo, anzi tre: sono Emanuele, titolare di un’impresa edile che ha messo a disposizione i propri manovali; Michelangelo, il membro del sindacato inquilini che ha provato a far trasferire Simone in un appartamento più adatto a lui; e poi Stefano, un’operatore dei servizi sociali. Persone che si sono messe a disposizione di Simone e di sua madre per realizzare un piccolo intervento di ristrutturazione in grado di allargare la portafinestra quanto basta per permettere a Simone di uscire sul balcone e gustarsi il vento sulla pelle, dopo cinque anni che non lo faceva. Il tutto, in maniera completamente gratuita!

La mamma di Simone, Chiara, non ha saputo trattenere la gioia per questa novità e l’ha regalata al mondo pubblicando su Facebook un post di ringraziamento con la foto di suo figlio sul balcone.

Finalmente libero di gustarsi un piacere che per tanti altri è piccolo, ma che per lui significa davvero tantissimo!

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