Ottenere acqua potabile? Facile, basta un po’ d’aria! Ecco il progetto svizzero da Nobel della Pace che può cambiare il destino del mondo

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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awa-modulaA Expo 2015 si parla di come nutrire un Pianeta sempre più popolato e affamato, e se ci siete già stati non vi sarà sfuggito che qualunque proposta di soluzione a questo problema passa.. dall’acqua.

Già, l’acqua: due atomi di idrogeno più uno di ossigeno che sono il propellente indispensabile per qualsiasi forma di vita, ma anche una risorsa sempre più rara e contesa: qualcuno è arrivato persino a immaginare che le guerre del futuro saranno scatenate proprio dal desiderio di accaparrarsi sorgenti, fiumi, laghi e le altre riserve d’acqua dolce indispensabili per sfamare interi Paesi, ed è un futuro più prossimo di quanto si possa immaginare se pensiamo che, quando era Presidente dell’Egitto, Mubarak minacciò di bombardare l’Etiopia perché si era permessa di progettare la costruzione di una diga sul Nilo (diga che, per la cronaca, ora sta costruendo Impregilo. Ma questa è un’altra storia..)

Torniamo a noi, e all’acqua come risorsa indispensabile e come problema quando non c’è. Torniamo anche a Expo 2015, perché è lì che qualche giorno fa è stato presentato un progetto futuristico e potenzialmente capace di “produrre” letteralmente l’acqua, e di farlo in ogni angolo del mondo usando una materia prima che abbonda praticamente ovunque: l’aria!

è questa, infatti, l’idea alla base di AWA Modula (AWA è acronimo di Air to Water to Air, ossia Aria dall’Acqua creata con l’Aria), un progetto che è stato presentato all’interno del Padiglione Svizzera di Expo 2015 (quello con la torre d’acqua e la tanto controversa prenotazione elettronica delle visite) e che prevede, appunto di creare l’acqua usando l’aria.

In fin dei conti, infatti, aria e acqua sempre d’acqua sono fatte, come sa chiunque abbia studiato il “ciclo dell’acqua” a scuola: in un caso c’è lo stato gassoso, nell’altro quello liquido. L’idea di AWA Modula è dunque quella di raccogliere l’aria che circola, anzi l’umidità, e di condensarla per produrre fino a 10mila litri d’acqua al giorno, con impatto ambientale zero!

Banalmente, l’aria entra in questo grande scatolone che è AWA Modula (una struttura molto simile a un piccolo container) e da lì esce sotto forma di acqua, che può essere arricchita di sali minerali e venire usata in agricoltura, per l’irrigazione, oppure distillata e usata in campo ospedaliero, farmaceutico e industriale.

AWA Modula è stata già sperimentata da SEAS, l’azienda che presto potrebbe cominciare a produrla su larga scala, in Marocco: con una temperatura di 30 °C e il 70% di umidità, si riesce ad estrarre il 60% trasformandola in acqua sempre in ricircolo, a temperatura ambiente e sanificata. Con una macchina come questa le siccità che affliggono i campi coltivati in stagioni calde come è stata l’ultima estate italiana potrebbero presto diventare un ricordo, il problema di dare acqua a interi villaggi in Africa (e non solo) potrebbe essere risolto, e il rischio che l’acqua si trasformi in una risorsa contesa essere sensibilmente limitato. Non è un’esagerazione se diciamo che un’idea così potrebbe risolvere tanti e tali problemi da meritarsi un premio Nobel, per la Pace nello specifico.

Aspettiamo di vederla all’opera, e speriamo che sappia mantenere le splendide promesse anticipate a Expo 2015.

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