Le città intelligenti ci faranno risparmiare 22 migliaia di miliardi di dollari: succederà anche in Italia?

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Questo è quanto potrebbero farci risparmiare le Smart City, le “città intelligenti”.

Se non ne avete mai sentito parlare, o non avete avuto voglia di approfondire, vi aiutiamo a fare un piccolo ripassino

Cosa sono le smart city?

Sono città figlie di una strategia di pianificazione urbanistica che tende a ottimizzare i servizi pubblici, mettendo le infrastrutture realmente al servizio di chi le abita; un risultato che può essere raggiunto grazie alle nuove tecnologie, a un ripensamento della mobilità urbana e al miglioramento dell’efficienza energetica.

Perché sono importanti?

Se le premesse sono queste, capite bene che le smart cities si candidano a essere una rivoluzione tanto silenziosa quanto massiccia, e soprattutto capace di garantire ingenti risparmi in termini di risorse, siano esse ambientali o economiche. Il dato espresso in apertura, 22mila miliardi (di dollari), è proprio la quantificazione di quello che si potrebbe risparmiare nel mondo ottimizzando le città in una direzione più “intelligente”.

Il risultato non è frutto del caso, o di un’ipotesi spannometrica, ma nasce da un calcolo della “Global Commission on Climate and Economy“, un’iniziativa internazionale indipendente che studia i fenomeni in atto a livello – appunto – di clima e di ambiente.

Come si arriva alla città intelligente?

Certo, la strada che porta alle città intelligenti passa attraverso vari step, comunque impegnativi: occorre portare il riciclo all’80% (mentre a oggi la raccolta differenziata, che è la sua fase preliminare, in Italia è ferma su valori più bassi, anche nelle realtà più virtuose), investire sul trasporto pubblico irrobustendolo (mentre da noi i treni dei pendolari sono stati soppressi, e la Metropolitana è un’eccellenza solo in realtà come Milano e Torino), spingere sulla bioedilizia vera (e qui si è a buon punto, con gli incentivi e le detrazioni fiscali per ristrutturazione e risparmio energetico); senza dimenticare i sistemi di stoccaggio dell’energia per ogni edificio, che dovrebbe puntare all’autosufficienza energetica, e di conseguenza ottimizzare la gestione dei consumi.

I vantaggi delle Smart cities

La situazione non è rosea, l’obiettivo sembra lontano, ma il Patto Europeo dei Sindaci è un passo nella giusta direzione: l’iniziativa coinvolge le autorità locali e le impegna a migliorare l’efficienza energetica dei loro territori, puntando sulle fonti rinnovabili.

Il traguardo è difficile da raggiungere, insomma, ma avere una misura di quanto sia grande aiuta a capire una cosa: gli interventi da mettere in atto sono tanti e impegnativi, anche dal punto di vista finanziario, ma

quelle città che sapranno muoversi al meglio sul fronte dell’innovazione e diventare più “Smart” ridurranno i loro costi energetici, attireranno nuova popolazione e miglioreranno la salute pubblica

come ricorda l’ex sindaco di Ney York, Michael Bloomberg.

Se il risparmio è di 22 mila miliardi di dollari, vale la pena pensarci no? 🙂

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