Centro commerciale o parco urbano? Agli USA il primato del tetto “green” più grande al mondo, e in Italia chi vince?

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Enormi gettate di cemento e asfalto, protagonisti del consumo di suolo, centri nevralgici dell’inquinamento, persino “non luoghi”.

I centri commerciali non godono di una grandissima nomea, e neppure di un particolare apprezzamento, anche se poi sono (quasi) sempre affollatissimi. Lo dico perché ci vivo molto vicino (a uno di essi), e perché ci lavoro intorno da un po’ con il progetto di Ultimoprezzo.com per Axura, ma credo siano sensazioni piuttosto condivise (correggetemi se sbaglio 😉 ).

In effetti, per quanto belli possano essere architettonicamente, non si può negare che i centri commerciali sono spesso un pugno nell’occhio per l’ambiente e per la disponibilità di suolo, che poi son concetti che vanno di pari passo. Gli sviluppi dell’edilizia e dell’urbanistica hanno fatto sì che questo impatto si possa limitare, benché i costi della trasformazione non siano proprio esigui, ma la #buonanuova di oggi è che in America c’è un centro commerciale (anzi un mall, come li chiamano là) pronto a scommettere in maniera decisa su questa metamorfosi in chiave “green”, e che questo progetto potrebbe aprire la strada a tanti altri simili: al posto dei parcheggi grandi parchi urbani sopraelevati, vi sembra una buona idea?

Il centro commerciale Green

E’ proprio così: spesso il tetto dei centri commerciali è un’anonima superficie piatta che viene asfaltata e usata per ampliare lo spazio destinato al parcheggio (bene così: se non altro si evita di “mangiare” altro suolo ricoprendo la terra di bitume), invece il Vallco Shopping Mall è pronto a ridisegnare questo paradigma facendo diventare il suo, di tetto, un grande parco urbano da 30 acri. Praticamente il più grande parco urbano di Cupertino (la città di Apple, in California), oltreché il più grande tetto “verde” del mondo.

Una scelta che è figlia anche della trasformazione dei consumi: in America gli acquisti si fanno sempre più spesso su internet, e il Vallco Shopping Mall non se la sta passando benissimo quanto a giro d’affari, tanto che i negozi del primo livello non sono praticamente mai stati aperti – e altri stanno chiudendo i battenti; da qui è nata l’idea: trasformarlo in un parco urbano, in modo da invitare la gente a vivere il piacere di stare in mezzo al verde e – di conseguenza – approfittare per fare quattro passi tra le vetrine.

Il nuovo Vallco Shopping Mall

vallco-shopping-mallIl parco sul tetto sarà dunque una seconda opportunità per il Vallco Shopping Mall: 6km di percorso pedonale per il jogging e le passeggiate, un’area per bambini, giardini e aiuole fiorite, piante, e persino qualche coltivazione (si pensa a un vigneto) sono i cardini del progetto, che si baserà tutto su essenze autoctone nel rispetto della specificità del territorio. Inoltre il terreno raccoglierà l’acqua che sarà usata sia per l’irrigazione che per le necessità di consumo del centro.

Un progetto di riqualificazione da 3 miliardi di dollari che potrebbe aprire una strada completamente nuova in grande stile, anche se qualcuno ci ha già pensato.

E in Italia?

Guardate come il Centro Commerciale Carosello di Carugate sta pensando di trasformarsi: l’attenzione all’ambiente sarà una delle sue caratteristiche principali!

Anche un gioiello architettonico come il Nave De Vero di Venezia è nato con un occhio all’ambiente: è il primo centro commerciale in Italia ad aver ottenuto la certificazione BREEAM!

Certo, stiamo parlando di due mosche bianche nel panorama delle migliaia di aree commerciali d’Italia, ma quelle più lungimiranti (o meglio: i loro gestori) faranno bene a leggere questa notizia per cominciare a farsi un’idea di quelli che potrebbero essere i nuovi trend del consumo: non più solo luoghi comodi, coperti, sempre alla giusta temperatura e ricchi di occasioni, ma anche ambienti che sanno dialogare con il territorio che li ospita.

I centri commerciali del futuro potrebbero essere così: siete pronti alla loro trasformazione? Vi piacerebbe se diventassero un po’ più green? Se vi fa piacere, raccontatecelo nei commenti 😉

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