Amazon, nuove assunzioni in Italia: 300 nuovi contratti da inizio 2015 e la ricerca continua, quali sono le posizioni aperte?

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Si è fatto un gran parlare, qualche settimana fa, delle condizioni di lavoro in casa Amazon: un’inchiesta del New York Times ha evidenziato situazioni di alienazione e stress eccezionali, e non è la prima volta che il tema finisce sotto la lente d’ingrandimento delle principali testate internazionali.

Jeff Bezos, il padre-padrone del più grande ecommerce al mondo, ha promesso un’indagine approfondita per verificare la veridicità o meno di parole che, come ha dichiarato, “raccontano di un’azienda che non è quella che conosco io”. Nel frattempo l’attività di Amazon non si è certo fermata, anzi:  anche in Italia ha introdotto nuovi servizi interessanti, come la vendita dei prodotti per la casa e dei generi alimentari (a lunga conservazione), segno del fatto che l’espansione dei negozi online nel nostro Paese è solo all’inizio (13 mld di giro d’affari contro i 100 e passa della Gran Bretagna, solo nel 2014) ma promette bene.

centro-distribuzione-amazonAmazon assume

Per portare avanti il proprio programma di sviluppo, Amazon assume. La notizia è che nel solo primo semestre del 2015 ha inserito in organico, a tempo indeterminato, ben 300 persone, portando il totale dei dipendenti in Italia intorno a quota 1300; e pensare che nel 2011 erano solo 150..

La stragrande maggioranza di questi lavora a Castel San Giovanni, vicino Piacenza, dove Amazon ha collocato il proprio centro di distribuzione: lì i dipendenti sono 750. 250 circa invece sono a Cagliari, dove c’è il servizio clienti Amazon, mentre 270 sono nel quartier generale (e direttivo) di Milano, dove ci sono altre 60 posizioni aperte tra settore finanziario e digital marketing. Senza contare gli stage, che nel 2014 si sono trasformati in contratti a tempo indeterminato in sei casi su 10.

Se volete lavorare in Amazon, c’è un sito dedicato dove trovate tutte le posizioni aperte.

ecommerce vs. negozi, chi vince?

Naturalmente questa crescita di Amazon e degli altri ecommerce in Italia ha delle conseguenze sui negozi fisici: Media World sta dismettendo 7 punti vendita e ricollocando alcuni dei dipendenti che ci lavoravano, mentre altre grandi catene come Trony, Unieuro ed Euronics si stanno riposizionando in diverse zone del nostro Paese con quel che ne consegue a livello occupazionale. E’ “colpa” di Amazon? Onestamente crediamo di no: è il modello di business che difficilmente può tenere il passo con quello più innovativo, comodo ed economico proposto dagli ecommerce. ecommerce che, nel frattempo, per crescere hanno bisogno di lavoratori e assumono: se in un momento così delicato non è una buonanuova questa..

Non trovate? 😉

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