L’energia del luna park? A Treviso ce la mettono i visitatori: ecco come funziona il parco ecologico che fa invidia a Gardaland!

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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L’industria del divertimento è sempre a caccia di idee ogni volta più originali e adrenaliniche, basti guardare il nuovo Oblivion di Gardaland..

A Treviso, invece, c’è chi ha scelto di puntare su un divertimento sostenibile, che significa minor spesa (e più ingegno) per chi lo offre e attrazioni a (consumo di) elettricità zero, con i vantaggi per l’ambiente che ne conseguono. Il tutto, senza rinunciare allo scopo fondamentale di questi giochi, che è sempre e comunque il divertimento!

Al luna park dell’Osteria Ai Pioppi ci sono infatti 45 giostre che funzionano senza elettricità; al suo posto, infatti, viene utilizzata l’energia prodotta da chi usa le attrazioni, in un sistema di pesi e contrappesi che muove funi metalliche, cremagliere, carrucole..

Non manca davvero nulla di quello che ci potrebbe essere in un grande parco di divertimenti, come Gardaland appunto: c’è una distesa di altalene accanto a tappeti elastici, percorsi a ostacoli, liane. C’è persino uno scivolo alto 30 metri, lungo 60 e dotato di tre piste per sfidare in velocità tutta la famiglia!

Ancora, c’è il “giro della morte” (da provare in sella a una bicicletta), un mega cilindro come quello dei criceti, una ruota che rievoca il disegno dell’Uomo Vitruviano di Leonardo Da Vinci (mai visto? Cercate una moneta da 1€ italiana e guardate cosa c’è sul dorso), una carrucola, una teleferica, persino una centrifuga e “il pendolo”, che porta un vagoncino da 6 posti a 30 metri d’altezza prima di spararlo a raggiungere i 100km all’ora!

A parte quest’ultimo, che ha un po’ bisogno di energia, tutte le altre attrazioni funzionano a elettricità zero, sfruttando solo la forza di chi ci sale.

Non solo, perché l’idea di Bruno Ferrin (proprietario dell’Osteria e realizzatore del progetto) quando tutto è cominciato era quella di offrire un divertimento sano, “d’altri tempi”, ecologico ed economico, dunque al Luna Park dell’Osteria Ai Pioppi.. Non si paga! Basta impegnarsi a una consumazione in loco per il pranzo – che a quanto pare dalle recensioni di TripAdvisor è buonissimo – e poi si possono usare tutti i giochi a disposizione, con l’unico impegno di segnalare se si intercetta qualche guasto.

Stravagante ma convincente, tanto che la nomea di questo posto ha travalicato i confini del Veneto (dove sembra sia conosciutissimo) ed è arrivata addirittura alle colonne del The Guardian: il periodico inglese ha inserito il luna park dell’Osteria ai Pioppi di Nervesa della Battaglia tra le 10 attrazioni fatte a mano più bizzarre del mondo!

Good job, Bruno 😉

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