Le strade del futuro saranno di plastica invece che di asfalto? Ecco perché potrebbe essere una buona idea e chi le sta già mettendo alla prova!

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Dici strada e pensi asfalto, che sicuramente è la soluzione migliore allo stato dell’arte: il selciato romano era perfetto ma si consumava; il pavé è rumoroso e richiede manutenzione costante (e costosa); il macadam del XIX secolo sarebbe perfetto se non fosse che quando piove si formano le buche e quando c’è il sole si alza una nube di polvere..

L’asfalto non ha di questi problemi, ma lo sappiamo bene: non è perfetto! Soffre le escursioni termiche (quando gela si taglia, quando fa molto caldo si squaglia), patisce le forti piogge se viene posato male (e se il terreno sotto cede, vai con le buche), si “ricorda” dei maltrattamenti che subisce, ad esempio quando viene solcato da auto con le catene benché non ce ne sia bisogno

(peccato non sia riuscito a trovare il video di Homer Simpson che guida con le catene e un pianoforte sulla macchina: è nell’episodio della monorotaia, e spiegherebbe bene cosa intendo dire 😀 )

Inutile negarlo: anche nella posa dell’asfalto si sono fatti grandi passi avanti, ad esempio con l’invenzione del drenante, ma se si potesse fare di meglio, aumentando la sicurezza e diminuendo i costi, chi non ci metterebbe la firma?

Un’idea alternativa arriva dall’Olanda, anzi da Rotterdam, dove si sta pensando di pavimentare le strade con.. la plastica riciclata!

plastic-roadIl materiale è green che più green non si può, e già questo è un buon inizio. Inoltre, resisterebbe meglio dell’asfalto alle escursioni termiche: dai -40 °C agli 80 °C non subirebbe deformazioni, e tanto basta a renderlo perfetto per tutte le situazioni.

La vera innovazione, però, starebbe nel fatto che un asfalto “di plastica” sarebbe modulare: si produrrebbe e poserebbe a blocchi, a pannelli, e non – come invece avviene oggi con l’asfalto normale – con una colata a caldo. La differenza è evidente: se si rovina un pezzo non serve rattoppare, basta sostituire il pannello e il gioco è fatto.

Non solo: la strada sarebbe microforata, per lasciar defluire l’acqua ed evitare il fastidioso (e pericoloso) effetto aquaplaning; sotto il livello della sede, l’acqua avrebbe modo di defluire senza creare pericoli.

Ma VolkerWessels – ossia l’azienda che ha sviluppato il progetto – non si è limitata a questo: i pannelli, infatti, sarebbero cavi, in modo che sotto si possano far correre i tubi dei servizi (fognature, telefono, luce..). Sembra una sciocchezza, ma vorrebbe dire che invece di fare scavo-posa-rattoppo si potrebbe togliere il pannello, sistemare i tubi e riposizionare il pannello, senza rovinare la strada. Cambia tutto, vero?

Ultimo aspetto da non sottovalutare, la strada potrebbe essere colorata: vale, ad esempio, per le strisce pedonali, che non bisognerebbe dipingere anno dopo anno ma si potrebbero integrare nel disegno di questo asfalto di nuova generazione. Potrebbe valere anche per indicare dei percorsi, e qui potrebbero entrare in gioco i privati: un centro commerciale, ad esempio, potrebbe pagare affinché le strade di afflusso siano di un particolare colore, in modo che chi ci vuole andare segua le indicazioni e non possa sbagliare.

I primi test, a quanto pare, sono già in corso, e se questo “asfalto di plastica” garantirà anche il giusto grip (specialmente a moto e bici, che avendo solo due ruote ne hanno tanto bisogno) potrebbe vedere la luce entro pochi anni. Vi piacerebbe provarlo?

Commenti

    • Alessandro Fumagalli dice

      Ciao Fabrizia

      per quanto ne sappiamo l’esperimento è ancora in fase di test, ma speriamo di avere presto novità e che siano proprio del segno in cui le vorresti tu: le desideriamo così anche noi!

      A presto 😉

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