Ci si può emozionare vedendo un bambino cadere a terra due volte? Ecco la soprendente storia di Bailey e della sua incredibile conquista!

sociAle

Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
sociAle

Il nome di Bailey Matthews forse non vi dirà granché: non è veloce come Usain Bolt, non nuota quanto Federica Pellegrini e in bicicletta fa molta più fatica del vincitore del Tour de France 2015, Chris Froome. Eppure Bailey Matthews è più speciale di tutti questi fenomeni messi insieme, e siamo sicuri che – se diciamo così – questi campioni non si offenderanno. Sapete perché?

Perché Bailey Matthews è come loro, è un campione. Un campione di determinazione!

bailey-matthews

Bailey, infatti, ha 8 anni, e convive con una paralisi cerebrale che gli è stata diagnosticata quando aveva solo 18 mesi. Le conseguenze di questo disturbo sono la difficoltà nel muovere le gambe e nel mantenere l’equilibrio, cose che – quando le hai – ti fanno subito capire di non essere come tutti gli altri bambini. Che corrono, e saltano, e fanno tutto quello che vogliono, mentre tu sei costretto a fare i conti con un corpo che non ti risponde come penseresti.

Eppure Bailey non si è dato per vinto, e ha scelto di iscriversi a una gara di triathlon. 100 metri a nuoto, 4km in bicicletta, 1,3km di corsa: sono questi gli ingredienti del Castle Howard Triathlon nel North Yorkshire, che Bailey ha cominciato a preparare pedalando e poi mettendosi a nuotare nel lago vicino casa (a Workshop, nella contea di Nottingham).

Del resto Bailey è come tutti i bambini: stravede per il padre, che è un atleta, e non desiderava altro che di imitarlo. Per questo si è iscritto alla gara, insieme ad altri 500 bambini normodotati che – naturalmente – l’hanno conclusa senza fatica. Bailey, invece, di fatica ne ha fatta parecchia, ma non è stato certo questo a fermarlo: per uno che ogni giorno deve convivere con difficoltà che altri non hanno, come quella di vestirsi, un triathlon non è certo un ostacolo insormontabile.

Prova ne è il fatto che Bailey, quel triathlon, lo ha portato a termine. Certo, cadendo due volte negli ultimi 10 metri corsi da solo e senza il supporto del deambulatore che lo aiuta a stare in equilibrio, ma ce l’ha fatta.

Vedere la gioia di questo bambino di 8 anni, una volta tagliato il traguardo, è un emozione che stringe il cuore, e che ci ricorda che le cose belle esistono e sono dappertutto intorno a noi: basta coltivarle, e non lasciarsi scoraggiare da tutto il brutto e lo sporco che i giornali ci regalano (a profusione).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *