Si può davvero scaldare una stanza spendendo pochi cent? Ci prova Egloo, un’idea Made in Italy nata grazie al crowdfunding: scopriamo come fa!

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Parlare di come alzare la temperatura in casa di un paio di gradi, di questi tempi, può sembrare fuori luogo; ma visto che l’inverno prima o poi tornerà (e tanti stanno sognando che questo giorno sia più prima che poi 🙂 ).. Beh, meglio farsi trovare pronti no?

Una soluzione arriva dal crowdfunding, ancora una volta, e da un progetto di uno studente romano realizzato con una stampante 3D. Crowdfunding, stampa 3D.. Quante volte abbiamo visto arrivare novità rivoluzionarie da questi due ambiti, qui su buonanuova? 🙂

egloo_marco-zagariaAnche Egloo nasce proprio così, ma di cosa si tratta?

E’ una piccola cupola in terracotta, del tutto simile ai diffusori (di profumo) che popolano le case di tanti di noi. Nella base si posizionano 4 candele, roba da 10 centesimi di impegno (più la spesa per il fiammifero necessario ad accenderle); la cupola ha un’intercapedine che conserva il calore delle fiammelle quando bruciano, e lo diffonde gradualmente nella stanza grazie alle caratteristiche della terracotta. Bastano 20 minuti dall’accensione per alzare la temperatura di un locale di 20 mq di un paio di gradi.

Egloo può essere uno scaldino ideale per gli studenti, come era Marco Zagaria (ossia il suo inventore) prima di cimentarsi in questa nuova avventura. Un’avventura che ha scelto il crowdfunding di Indiegogo come piattaforma per la raccolta di fondi (dove il progetto ha ottenuto 240mila $, ossia circa cinque volte tanto rispetto al budget iniziale), e che ora si svilupperà con una produzione che parte da uno stampo realizzato grazie a una stampante 3D.

Beh, che dire? Bravo Marco, perché anche se la soluzione non risolve il problema delle temperature rigide comincia a essere un aiuto nel contrastarle, ed è ancora più importante perché – visti i bassi costi – è davvero alla portata di tutti.

Ora che il progetto di scaldare una stanza di un paio di gradi con Egloo ha preso il largo, chissà che non si riesca a trovare anche un’idea per giorni come questi di questo caldissimo luglio 2015, in cui le temperature le si vorrebbe abbassare: ce ne sarebbe altrettanto bisogno 🙂

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